Un altro sguardo sull’editoria

Scritto da: il 11.01.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Complici i ragazzi del Writer’s Dream ed il loro lavoro di censimento degli editori, ho scoperto in rete un bell’articolo, che vorrei condividere con voi. Viene da Affaritaliani, ed è né più né meno quello che avrei scritto io (e che presumo scriverò prima o poi nel dettaglio). Ne estrapolo alcune parti, ma vi rimando alla lettura dell’articolo completo, molto interessante:

[...]Si sa, gli italiani sono un popolo di (aspiranti) scrittori (e la stessa cifra dei “4 milioni” lo dimostra): poesia, narrativa o saggistica, fa poca differenza. Pur di vedere il proprio nome stampato ben in evidenza sulla copertina di un libro, sono disposti a pagare (gli inglesi parlano giustamente di “Vanity Press”). Niente di illegale, intendiamoci. C’è chi con i propri risparmi si regala un viaggio, e chi, invece, preferisce donarsi un libro. La cifra che queste persone sono pronte a spendere? Dipende. Maria Grazia Cocchetti, autrice di “L’autore in cerca di editore”, edito dall’autorevole Editrice Bibliografica, fissa intorno ai 1.500/2.000 euro la cifra media che viene di volta sborsata all’editore per il libricino di turno.

Il problema è che spesso le case editrici a pagamento chiedono molto di più, e chi (tra i tantissimi esordienti che pagano) non sa che stampare 100 copie di un libro di 100 pagine, formato tascabile, copertina del libro in bianco e nero, rigorosamente con marchio ISBN, costa alla casa editrice di turno (o sarebbe meglio parlare di stampatori?) al massimo 3,50 euro a copia, spesso ci casca e sborsa cifre incredibili. Considerato che il digitale ha abbassato di molto i costi, si tratta, insomma, di veri e propri furti. Particolare da non tralasciare: nella maggior parte di questi casi, la distribuzione è pressoché inesistente. Anzi, l’autore è chiamato a comprarsi un certo numero di copie (a prezzo ridotto) per poi cercare di rivenderle personalmente. Di sicuro, da quello che si è appena detto, almeno dal punto di vista esclusivamente economico, all’aspirante scrittore farsi pubblicare a pagamento (d’altronde, lo dice la parola stessa…) non conviene, o conviene molto poco.

Ma come funziona in pratica? Le case editrici a pagamento nel loro sito hanno ben esposto un tariffario?
Magari ci fosse tanta trasparenza… No, non è così. Ci sono, al contrario, alcune diverse possibilità: c’è chi, ed è naturalmente il comportamento eticamente migliore, è chiaro sin dall’inizio e spiega immediatamente quali sono i termini della questione, e cioè quanto l’autore dovrà pagare, con che modalità e per cosa. Altri, la maggioranza, sono meno precisi, e fanno passare del tempo prima di informare l’aspirante esordiente che dovrà comprare obbligatoriamente per contratto alcune copie del libro a prezzo scontato. Ci sono poi tanti casi ibridi. Decine di blog e forum dedicati all’argomento (a conferma dell’ampiezza del fenomeno) permettono a chi è interessato di scoprire meglio le singole storie

Internet può essere molto d’aiuto nel nostro caso. Tanti siti, blog e forum, come abbiamo appena detto, parlano di questo tema. Ognuno racconta la propria esperienza, che spesso finisce per essere molto d’aiuto a chi, per sua fortuna, non è ancora entrato nel “vortice” della peggiore editoria a pagamento. Un esempio: in rete il blog degli scrittori esordienti “Writer’s Dream – Perché scrivere non è solo un sogno”. In questo spazio, tra le altre cose, di recente si è finiti inevitabilmente per parlare dell’argomento di questa inchiesta. Ed ecco il risultato: addirittura, quella che viene definita “La famosa lista E.A.P” (la sigla sta, naturalmente, per “editori a pagamento”. Ecco la lista). C’è un elenco di ben  37 case editrici “colpevoli”! Chiunque ne conosca altre, le può segnalare ai blogger, e verranno (dopo apposito controllo) aggiunte alla lista. Come è giusto che sia per un blog, segue discussione, con commenti spesso critici nei confronti della stessa “black list”. Di solito gli attacchi arrivano proprio dai responsabili delle case editrici coinvolte e “danneggiate”…

Insomma, un buon punto della situazione editoriale italiana, ed una ulteriore spiegazione della crisi della lettura.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ SFranz

    Ho visto il blog del writer’s dream. Ben fatto e interessante. Grazie di aver divulgato l’informazione.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ SFranz

    Ho visto il blog del writer’s dream. Ben fatto e interessante. Grazie di aver divulgato l’informazione.

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