Scritto da
Livia alle 05:55 del 21 Giugno 2009
Tempo fa, in una discussione di FF, un amico proponeva una poesia interessante. O un’antipoesia interessante. Proveniva da Poesie da decubito, che ha il significativo sottotitolo Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile.
Ora, è arcinoto che io non sia una intenditrice di poesia, quindi il mio parere vale all’incirca un soldo bucato, tuttavia trovo molto interessante questo tumblr (e per chi non sapesse cos’è – come me fino a poco tempo fa – ecco in soccorso Wikipedia) e irriverenti le poesie.
Per capire il genere, forse può essere utile una citazione:
Noi non sapremmo
Voi femmine e donne e madri
e doloriparti e universifemminili
io in generale sono d’accordo.
Noi sapremmo fare gli esseri da dentro?
Noi sapremmo lattare e portar proteggislìp?
No, noi non sapremmo.
Per quello.
Le femmine sono abbastanza importanti,
come metà universi sapresti trovarne meglio?
No, tu non sapresti.
E allora taci, uomo nerboruto
taci naturale e vago stinto
taci, persino, vergoduro mattiniero.
Se vedi roba di piastre, postialsoli e fondotinti.
Taci, se vedi.
Le donne non si toccano nemmeno con un dildo.
Insomma, per proseguire le nostre letture domenicali un po’ di poesia non ci ucciderà, soprattutto se pensata da un “poeta laureato”.
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l'autore di questo articolo è
Livia. Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice.
Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva. (
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Boh? Più che poesia mi fanno venire in mente i pamphlet. Sarà che anche io aborro il genere, e nella mia abissale ignoranza mi aspetterei che una poesia avesse l’intento di far provare dei sentimenti, non innescare un semplice sorriso storto. Mi sembra pretenzioso definirle poesia. Ma, come detto, io non leggo poesia, perciò…
La “poesia” è veramente geniale.