Gli scrittori sono fatti così – La sindrome di Queneau

Scritto da: il 13.03.10
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Gli scrittori, sono fatti tutti così. Difficilmente, ascoltano. Quasi mai fanno il tifo per scrittori che non siano loro stessi. Sono personaggi antipatici, in fondo, perché l’unica storia che ritengono degna di nota è quella che devono raccontare loro.

Anche al corso di scrittura creativa del mio amico, facevo finta di sentirmi uno come tanti e quando mi apostrofava gli dicevo: “Dai, Manuel, smettila di fare così, non sono uno scrittore vero”, ma in fondo mi sentivo diverso da tutti quelli che erano in quella stanza. Mi sentivo speciale, solo perché credevo che non ci fosse bisogno di contare le battute in un foglio, o scrivere qualcosa a tema, solo perché credevo che la scrittura è qualcosa che ti nasce dentro e che fa parte dei tuoi cromosomi, tipo il colore dei capelli o tipo la predisposizione per le cose. Mi sentivo diverso, e mi sentivo migliore degli altri.

La sindrome di Queneau 2, Sette per uno



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