A Qwerty story

Scritto da: il 22.11.10
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Grazie agli amici di FF scopro un blog interessante e un po’ pazzo, A Qwerty Story, in cui ci si diverte a scrivere ingegnosi microracconti secondo l’ordine della tastiera più diffusa, la QWERTY che utilizzo proprio in questo momento. Ecco un po’ di regole, se voleste cimentarvi anche voi:

UNA TASTIERA. 26 LETTERE. INFINITE STORIE.

Scrivere una storia, con un suo senso, un suo inizio e una sua fine, già non è poi così semplice. A complicare il tutto, o meglio, a rendere questo progetto una vera sfida letteraria, un paio di piccole regole.

1) La storia deve essere fatta di 26 parole, tante quante sono le lettere della tastiera del computer.

2) Ogni parola deve iniziare infatti con una lettera della tastiera.

3) Le lettere devono essere usate una sola volta e nell’ordine in cui compaiono sulla tastiera. Ossia: qwertyuiopasdfghjklzxcvbnm.

4) Nessuna regola per la punteggiatura o per la lingua utilizzata.

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