Sospensione tariffe agevolate editoriali

Scritto da: il 02.04.10
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Da oggi essere un piccolo e onesto editore indipendente è circa 10 volte più difficile. Come se non fosse già abbastanza complicato sopravvivere e fare il proprio lavoro, con la recentissima sospensione delle agevolazioni per la spedizione di pieghi di libri e simili gli aggravi per far circolare i propri libri, specialmente con volumi piccoli come per noi editori indipendenti, arrivano a costi insostenibili.

Le tariffe passano da 70 centesimi a 1,30 per piccoli pesi e da circa 2 euro a 4 per pesi fino a 5 kg (circa 20 libri). Trovatemi un matematico che mi faccia capire come gestire questo ulteriore costo senza doverlo addebitare ai miei lettori. E anche un motivatore che mi ricordi perché ho scelto questo mestiere, già che ci siete.

Ricordiamo a tutti quelli che vorrebbero fare l’editore quali e quante sono le amenità della filiera del libro. E scusate l’amarezza.

  • la distribuzione mangia più della metà degli introiti;
  • le librerie non ti espongono, e molte non ti ordinano nemmeno su richiesta, fingendo che tu non esista;
  • i lettori in Italia sono una percentuale di popolazione bassa, quelli che leggono editori indipendenti sono una cifra irrisoria;
  • lo stato, che già ti agevola molto poco, toglie quelle piccole sovvenzioni – come questa delle poste – che ti aiutavano a sopravvivere;
  • [continuare ad libitum].

Beh, ci sono altre strade, e ormai è giocoforza percorrerle, non credete? E no, non parlo del negozio di Hello Kitty. Estote parati.

  • http://writersdream.org Ayame

    Ebook?

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    Ebook?

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  • Cristina Monty

    Ciao Livia,
    ti invio le sacrosante lamentele di una pubblicazione indipendente (“Un pediatra per amico”)che denuncia l’ennesima barbarie messa in atto dall’attuale governo e passata sotto silenzio come tutti i soprusi grandi e piccoli di cui siamo vittime ultimamente. Mi raccomando, “Resistere, resistere, resistere”. Facciamo nostro il proposito di Seneca:”Frangar, non flectar”!

    PESCE AMARO
    Il 1° aprile è stato un giorno molto brutto per UPPA, ma anche per centinaia di altre pubblicazioni che vengono spedite in abbonamento.

    In Italia lo Stato ha finanziato finora l’editoria indipendente con un unico strumento: lo sconto sulle spese postali di spedizione. Ma il 31 marzo (3 giorni dopo le elezioni e 4 giorni prima di Pasqua) il Governo ha emanato un decreto che annullava questo sconto, a partire dal giorno successivo (un amaro pesce d’aprile!): le nuove tariffe postali sono aumentate del 110%.

    I giornali ne hanno parlato pochissimo, la radio e la TV non hanno detto nulla, ma questa è una mazzata poderosa per chi, come UPPA, spedisce per posta tutte le copie che stampa: abbiamo calcolato che le nostre spese aumenterebbero nel 2010 di 40.000 euro, più di quanto basta per mandarci in fallimento.

    A questo punto avevamo due alternative: chiudere il giornale e restituire i soldi agli abbonati, oppure diminuire le copie da spedire, aumentare contemporaneamente il costo dell’abbonamento alle famiglie e studiare una nuova forma di abbonamento on line.

    Abbiamo scelto questa seconda ipotesi.

    Sul numero in uscita questo mese pubblicheremo un editoriale che spiega a tutti i lettori la situazione in cui ci siamo trovati all’improvviso: in questo editoriale si chiederà agli abbonati che vogliono aiutarci di ridurre la durata del proprio abbonamento e a quelli che invece preferiranno l’abbonamento on line di farcelo sapere al più presto.

    Nella sezione documenti, dove fra l’altro potete leggere il bilancio di UPPA del 2009 (clicca qui), pubblichiamo un’ampia documentazione su questa nuova grave emergenza che mette a rischio di estinzione la stampa indipendente (clicca qui).

  • Cristina Monty

    Ciao Livia,
    ti invio le sacrosante lamentele di una pubblicazione indipendente (“Un pediatra per amico”)che denuncia l’ennesima barbarie messa in atto dall’attuale governo e passata sotto silenzio come tutti i soprusi grandi e piccoli di cui siamo vittime ultimamente. Mi raccomando, “Resistere, resistere, resistere”. Facciamo nostro il proposito di Seneca:”Frangar, non flectar”!

    PESCE AMARO
    Il 1° aprile è stato un giorno molto brutto per UPPA, ma anche per centinaia di altre pubblicazioni che vengono spedite in abbonamento.

    In Italia lo Stato ha finanziato finora l’editoria indipendente con un unico strumento: lo sconto sulle spese postali di spedizione. Ma il 31 marzo (3 giorni dopo le elezioni e 4 giorni prima di Pasqua) il Governo ha emanato un decreto che annullava questo sconto, a partire dal giorno successivo (un amaro pesce d’aprile!): le nuove tariffe postali sono aumentate del 110%.

    I giornali ne hanno parlato pochissimo, la radio e la TV non hanno detto nulla, ma questa è una mazzata poderosa per chi, come UPPA, spedisce per posta tutte le copie che stampa: abbiamo calcolato che le nostre spese aumenterebbero nel 2010 di 40.000 euro, più di quanto basta per mandarci in fallimento.

    A questo punto avevamo due alternative: chiudere il giornale e restituire i soldi agli abbonati, oppure diminuire le copie da spedire, aumentare contemporaneamente il costo dell’abbonamento alle famiglie e studiare una nuova forma di abbonamento on line.

    Abbiamo scelto questa seconda ipotesi.

    Sul numero in uscita questo mese pubblicheremo un editoriale che spiega a tutti i lettori la situazione in cui ci siamo trovati all’improvviso: in questo editoriale si chiederà agli abbonati che vogliono aiutarci di ridurre la durata del proprio abbonamento e a quelli che invece preferiranno l’abbonamento on line di farcelo sapere al più presto.

    Nella sezione documenti, dove fra l’altro potete leggere il bilancio di UPPA del 2009 (clicca qui), pubblichiamo un’ampia documentazione su questa nuova grave emergenza che mette a rischio di estinzione la stampa indipendente (clicca qui).

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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