Tempo fa, nemmeno tanto, fui accusata da un editore – o forse sarebbe più corretto dire uno stampatore – di fare concorrenza sleale perché partecipavo come utente a un forum di scrittori in cui erano presenti liste di editori catalogati secondo la politica editoriale – a pagamento, a doppio binario, free: il famoso Writer’s Dream che raccoglie diffide da stampatori “offesi” (da cosa poi, dal vedere chiaramente espressa la loro linea di condotta?).
Tra mille confusioni e molta ignoranza fu smascherato il suo tentativo di morphing (decine di diversi commenti da un solo ip statico non erano nemmeno così nascosti come elementi a carico); decidemmo, sia noi di Tanit sia Las Vegas, di lasciar perdere e non procedere a querele per la diffamazione subita: qualche commento clonato in rete non è abbastanza per ledere il nostro buon nome, specie con questa goffa riconoscibilità del “mandante”.
Non è la prima volta, a onor del vero, che subiamo accuse del genere; sembra sia immorale per un editore avere un’opinione sull’editoria a pagamento. Sembra anche che consigliare gli scrittori esordienti sia concorrenza sleale. Ora, sarò mentalmente limitata ma non vedo concorrenza: loro fanno pagare per pubblicare e io no, che razza di concorrenza è la mia? Non ho mica detto “loro ti fanno pagare 1000, noi 500″, ho sempre detto chiaramente “non pubblicate a pagamento” e non ho preferenze particolari su “con chi non pubblicare a pagamento”.
Ecco che una delle persone che si sono espresse contro di me mi contatta – probabilmente senza aver letto la pagina “bloggers” – tramite Liblog per far recensire i suoi libri e invitarmi alle sue presentazioni. Devo aver accumulato karma positivo nella vita, se ho avuto la fortuna di poter dare questa risposta.
Gentile signor XXX,
lei di me forse non si ricorda, eppure non è un mistero la mia identità in rete.
Oltre a gestire Liblog sono il direttore editoriale di Tanit, che tempo fa ha tentato di diffamare. Qualora le stessero venendo strane idee in mente tutto ciò è dichiarato dall’inizio, scritto in prima battuta nella pagina “bloggers” e mai taciuto in nessuno dei miei interventi in rete. Io ho fatto della chiarezza e dell’onestà il cardine della mia esistenza.
Ho ancora in mio possesso gli screening degli ip da cui ha inviato messaggi in morphing e flooding, su siti e blog altrui, accusando me e la mia casa editrice di concorrenza sleale. Non ho mai speso una parola contro di lei, né inizierò adesso, ma stia sicuro che la politica di Liblog coincide con la mia personale politica: ignorare e disincentivare in ogni modo possibile l’editoria a pagamento.
In virtù di questo e delle tante scorrettezze da lei compiute senza una riga di scuse o di chiarimento – atto dovuto, quando si diffama qualcuno del proprio ambiente – la invito a rimuovere l’indirizzo di Liblog dalla sua mailing list.
Resto a sua disposizione qualora intendesse chiarire o semplicemente comunicare personalmente con me.
Auspico che questa mia non si traduca in una nuova crociata diffamatoria in rete, come ben saprà a questo punto non è difficile (grazie alla legge Pisanu) scoprire chi si nasconde anche dietro commenti anonimi, identità fittizie e alias di qualunque tipo.Livia MR Di Pasquale
Direttore editoriale di Tanit
Chief Editor di Liblog
Diceva il saggio nonno: “quando qualcuno ti fa un torto non vendicarti, siediti lungo il fiume e aspetta; prima o poi il cadavere passa”.
Te l’ho già detto che ti stimo?
Aggiungo che tutti i nodi vengono al pettine.
Grande Livia!
Non so la storia. Ma a cintant’anni suonati mi ritrovo ingenuamente smarrito di fronte a queste meschinità e piccinerie contro chi crede (ancora) nella cultura e cerca (NB a a proprie spese) di diffonderla; quella vecchia e far conoscere quella nuova. Livia cara, coraggio! penso te ne succederanno ancora di cose simili. Dispiacciono e dispiaceranno. Ma il tuo amore per la cultura e la tua risolutezza inamovibile ti consentiranno di andare avanti con la tua avventura editoriale (Blog e Casa Editrice).
E io sto procedendo con una querela nei confronti del succitato. Grande Livia
@tutti: grazie per il supporto.
@Sfranz: sono consapevole del fatto che succederà ancora, ma spero di stupirmi sempre; il giorno in cui mi sarò abituata a questo modus vivendi avrò perso qualcosa.
Bravissima Livia!
Partecipo alla tua soddisfazione, condivido – come sai – le tue idee e gongolo.