Pod o non Pod?

Scritto da: il 02.09.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Per chiunque fosse capitato qui per caso chiarisco subito che non si tratta di gadget tecnologici,  né di gruppi musicali, bensì del dilagante Print-on-demand. Ovvero autopubblicazione in chiaro, senza sotterfugi né ricorso a sedicenti editori. Per fare qualche nome, mi vengono in mente Boopen, lulu e ilmiolibro.

Io non ho ancora le idee ben chiare in merito: se rifiuto a priori i libri provenienti da editori a pagamento, per quel che concerne i Pod sono ancora in una posizione “possibilista” (direbbe mio padre). Mi pare un’alternativa più onesta, poiché scelta con consapevolezza.

Vorrei tentare qui un’analisi dei pro e contro, per orientarmi e capire, al di là delle facili esaltazioni e demonizzazioni; come ogni volta che ci si pone davanti ad una innovazione ci sono sempre le tre strade da poter seguire: quella del reazionario, quella del progressista e quella dello scienziato. Direi che quest’ultima è la mia preferita.

Iniziamo dai contro, più facili da trovare:

1 – Assenza di una selezione critica (di un editore).
2 – Assenza di controllo qualitativo-tipografico.
3 – Proliferare di pubblicazioni mediocri e di sedicenti scrittori.
4 – Effetto marmellata (moltiplicando gli stimoli diventano indistinti, non permettendo di evidenziare i prodotti notevoli).

Veniamo ai fattori positivi:

1 – Tutela dell’ambiente: viene stampato il libro solo se ordinato, senza resi o copie al macero.
2 – Possibilità di scoprire nuovi talenti (non sempre un buon autore riesce a scovare il suo editore).
3 – Certezza che chi ha grandi volumi di vendita su pod abbia talento nel suo settore (non ha a “spingere” uffici marketing o uffici stampa).

Ovviamente bisogna utilizzare un sistema ponderato per fare la media di questi dati; ma nonostante questo non so che pensare. Qualche idea?

  • http://31ottobre.blogspot.com gloutchov

    Dopo aver provato i servizi P.o.D. (Boopen e Lulu), alla fine ho deciso di abbandonarli per la distribuzione di ebook gratuiti.

    L’effetto Marmellata è evidentissimo e si scompare dalle vetrine dei vari servizi P.o.d. in pochissimo tempo. I libri vengono acquistati o dall’autore (che poi si occupa anche della distribuzione e vendita brevi-mano) o da amici/parenti che sanno già dove andare a cercare. E’ difficilissimo che il libro in P.o.d. finisca nelle mani di un lettore occasionale.
    Vista poi la scarsa qualità dei contenuti e dell’editing (ammettiamolo… son poche le perle nel mare) è più facile acquistare un libro “illeggibile” che uno “leggibile” (una volta mi è capitato un libro completamente privo di punteggiatura…).
    Senza contare che i libri finiscono sempre per costare cifre enormi a causa delle spese di spedizione.

    L’ebook, invece, rimane ecologico (specie se lo si legge con dispositivi adatti allo scopo e non lo si stampa), facile da trovare e… molto economico (se non addirittura gratuito).
    Mantiene alcuni difetti del P.o.d., specie al riguardo della qualità e dell’editing, se distribuito da un “privato” ma, ultimamente anche grossi editori (ad esempio Mondadori) stanno cominciando ad approssimarsi a questo tipo di mercato.
    Addirittura i Wu-ming distribuiscono gratis gli ebook dei loro libri… e affermano che ciò non danneggia le vendite degli stessi perché, chi ha apprezzato un ebook spesso e volentieri compra una copia cartacea dello stesso.

    Per fare due conti:
    Un mio libro pubblicato con boopen ha venduto 13 copie.
    Il mio ebook meno “downlodato” è stato scaricato 20 volte nel mese di luglio… e ha una media di download di 1, 2 copie al giorno.

    Il tutto senza fare promozione ulteriore che qualche segnalazione sul mio blog.

    Si… voto per gli ebook. :)

  • http://31ottobre.blogspot.com gloutchov

    Dopo aver provato i servizi P.o.D. (Boopen e Lulu), alla fine ho deciso di abbandonarli per la distribuzione di ebook gratuiti.

    L’effetto Marmellata è evidentissimo e si scompare dalle vetrine dei vari servizi P.o.d. in pochissimo tempo. I libri vengono acquistati o dall’autore (che poi si occupa anche della distribuzione e vendita brevi-mano) o da amici/parenti che sanno già dove andare a cercare. E’ difficilissimo che il libro in P.o.d. finisca nelle mani di un lettore occasionale.
    Vista poi la scarsa qualità dei contenuti e dell’editing (ammettiamolo… son poche le perle nel mare) è più facile acquistare un libro “illeggibile” che uno “leggibile” (una volta mi è capitato un libro completamente privo di punteggiatura…).
    Senza contare che i libri finiscono sempre per costare cifre enormi a causa delle spese di spedizione.

    L’ebook, invece, rimane ecologico (specie se lo si legge con dispositivi adatti allo scopo e non lo si stampa), facile da trovare e… molto economico (se non addirittura gratuito).
    Mantiene alcuni difetti del P.o.d., specie al riguardo della qualità e dell’editing, se distribuito da un “privato” ma, ultimamente anche grossi editori (ad esempio Mondadori) stanno cominciando ad approssimarsi a questo tipo di mercato.
    Addirittura i Wu-ming distribuiscono gratis gli ebook dei loro libri… e affermano che ciò non danneggia le vendite degli stessi perché, chi ha apprezzato un ebook spesso e volentieri compra una copia cartacea dello stesso.

    Per fare due conti:
    Un mio libro pubblicato con boopen ha venduto 13 copie.
    Il mio ebook meno “downlodato” è stato scaricato 20 volte nel mese di luglio… e ha una media di download di 1, 2 copie al giorno.

    Il tutto senza fare promozione ulteriore che qualche segnalazione sul mio blog.

    Si… voto per gli ebook. :)

  • http://blog.mad4murder.it Massimiliano Cuccia

    Io voto per il PoD … fosse anche solo per comprare la mia copia del mio libro :-)
    Per le fregature pazienza … dever crescere il feedback degli utenti e raggiungere una massa critica per cui non sia manovrabile, oppure si deve creare un gruppo di lettura che esprima pareri “autorevoli” e che faccia da filtro.

    PS ciao Gloutchov! anche tu qui?

  • http://blog.mad4murder.it Massimiliano Cuccia

    Io voto per il PoD … fosse anche solo per comprare la mia copia del mio libro :-)
    Per le fregature pazienza … dever crescere il feedback degli utenti e raggiungere una massa critica per cui non sia manovrabile, oppure si deve creare un gruppo di lettura che esprima pareri “autorevoli” e che faccia da filtro.

    PS ciao Gloutchov! anche tu qui?

  • http://www.lastaccata.splinder.com lastaccata

    Ho avuto un piacevole scambio epistolare con Glauco, compagno di pubblicazione su Boopen e apprezzo molto la sua scelta coraggiosa di optare per l’e-book. Devo dire che pubblicare con un POD all’inizio mi è sembrato il minore dei mali: dopo un certo numero di porte in faccia sbattute con dolorosa noncuranza sia dai mostri sacri dell’editoria che dalle piccole-medie case editrici e dopo aver ovviamente scartato la soluzione della pubblicazione con contributo un bel giorno ho digitato sul motore di ricerca ” Pubblicare gratis”.
    E’saltata fuori, fra le altre, Boopen. Ho letto attentamente il contratto e, visto che non pensavo di aver scritto poi qualcosa veramente degno di interesse, ho considerato che riservarsi l’esclusiva delle vendite on line per 5 anni non fosse poi questo grande vincolo…
    Sempre da contratto, è prevista la possibilità della coedizione. Quindi, nel caso in cui un editore tradizionale volesse investire su un’opera edita da Boopen coesisterebbero due contratti paralleli: uno con il POD per i soli diritti di vendita on line; l’altro con la casa editrice che distribuisce in libreria. Bene, ho pensato. Intanto provo a vendere su Internet e poi per l’altro editore si vedrà…
    E poi, a chi sarebbe potuto piacere il mio piccolo libro? Inaspettatamente il mio piccolo libro ha inceve ricevuto un discreto consenso da parte di quanti lo hanno letto. Posso fare questa affermazione perchè ho avuto un riscontro diretto da parte di molti lettori, anche uomini o single. Si tratta semplicemente di questo: è un libro che parla in modo ironico e dissacrante della vita tragicomica della mamma moderna, di vita vissuta, del quotidiano. Io sono una mamma, conosco molte mamme, ho venduto a molte mamme che si sono riconosciute totalmente nelle sue pagine. In una sorta di tam tam queste mamme hanno passato voce ad altre, hanno prestato in giro il mio libro, hanno acquistato una copia per sé e un’altra per un’amica che stava per partorire, per la sorella, per la cognata, per l’amica del cuore. E’un libro molto semplice, scorrevole, scritto con un linguaggio volutamente colloquiale e, a detta di alcuni, molto divertente. In piu’ i suoi contenuti abbracciano un target davvero smisurato; fortunatamente di mamma non ce n’è una sola!
    In due parole: ho forse sottovalutato la potenziale commerciabilità del mio piccolo libro, l’ho in qualche modo “svenduto” oppure non ho saputo muovermi bene nel dedalo intricatissimo offerto dal panorama editoriale.
    I motivi sono due: a differenza di molti esordienti, non ero e non sono ancora convinta di aver scritto il capolavoro letterario del secolo ( viva Dio!). Sono una scrittrice per caso, è soltanto l’amore per l’ironia e il divertimento nel tratteggiare alcuni aspetti del quotidiano con i suoi spunti di impensabile comicità che mi hanno portato a scrivere questo ed altri due libri.
    Ora, però, dopo aver venduto numerose copie personali ( acquistate ad un prezzo nettamente inferiore al prezzo di copertina e senza alcun obbligo di acquisto da parte di Boopen – questo bisogna riconoscerlo – ho anche messo da parte un discreto gruzzoletto) e aver venduto piu’ o meno 25 copie del libro sulle mamme e circa una quindicina di copie ( in totale) degli altri due libri ho iniziato a pensare: e ora?
    Quanto potrà durare ancora? Quante copie riuscirò ancora a vendere con la sola arma dei miei blog ( ne curo due, uno piu’ scemo dell’altro ma sono inspiegabilmente piuttosto seguiti) ?
    Come posso sperare che un’altra casa editrice possa trovare tanto interessante il mio libro da accollarsi gli svantaggi di una coedizione?
    In sostanza Boopen mi ha consentito una discreta visibilità in Internet ma, e che questo sia ben chiaro, sono stata io a pubblicizzare le mie “opere” tramite i miei blog oppure tappezzando la rete di comunicati stampa con messaggi del tipo ” Ciao! Sono una scrittrice sfigata! Frega un cavolo a qualcuno?” .
    Boopen è soltanto un vetrina, nulla piu’. Ma quando ho aperto il mio primo blog per pubblicizzare il mio libro il fatto di poter linkare la mia scheda autore nel sito Boopen ha dato l’impressione che fossi una vera scrittrice. Ha funzionato probabilmente da specchietto per le allodole, non lo so! Ma qualche bloggista mi ha fatto l’onore di acquistare il libro, lo ha letto e, dopo averlo trovato carino, mi ha fatto pubblicità sul suo blog. Quindi, diciamo che Boopen è probabilmente un trampolino di lancio, una possibilità quando sembra non essercene altre, un modo economico per riuscire a farsi conoscere ma nulla piu’. Una cosuccia per me l’hanno fatta, diciamolo: la presentazione dell’opera all’ultima edizione del Galassia Gutenberg di Napoli. Ma questo non ha cambiato certamente la mia esistenza. Sconosciuta ero e sconosciuta sono rimasta… Tramite blog ho avuto un contatto da parte di un redattore di Maurizio Costanzo che mi ha invitato a partecipare ad un intervento radiofonico alla trasmissione ” L’uomo della notte”. Anche lì ho parlato del mio libro, pochino, ma ne ho parlato.
    Poi, recentemente, l’iscrizione ad un forum per aspiranti scrittori, il writersdream. Lì sono riuscita ad avere un interessante scambio di idee sia con scrittori sconosciuti come me che con rappresentanti di piccole case editrici.
    Sto aspettando un paio di recensioni: una da parte del forum, l’altra da parte di una editor che si autodefinisce “cattiva” ma che, a mio avviso, fa semplicemente bene il suo lavoro.
    E’stata proprio lei ad anticiparmi, prima ancora di stilare un giudizio definitivo sull’opera, che a suo avviso ha un suo perchè. E che meriterebbe una distribuzione migliore… Non so se al momento fosse brilla oppure se le sono semplicemente simpatica…
    Il punto è che nessuna piccola casa editrice si può imbarcare in una coedizione con Boopen forse una media; magari, in una stratosferica immeritata botta di cu@@ anche una delle grandi… Ma questo mio piccolissimo libro varrà abbastanza da meritare tanto incomodo? E come posso verificarlo visto che, allo stato dei fatti, mi trovo da capo e dodici?
    Sono rimasta una sconosciuta con lo scomodo fardello di un libro potenzialmente carino ( aspetto l’esito delle recensioni prima di poter ufficialmente dire: è carino) ma non appetibile per i vincoli contrattuali che si porta dietro.
    Però chissà… Forse il fatto di poter dimostrare diverse testimonianze delle bloggiste che lo hanno acquistato, un paio di recensioni piu’ che positive su ciao.it, un video demenziale su youtube, il fatto che persino Costanzo mi abbia contattato potrebbe in qualche modo creare una sorta di curriculum o presentazione positiva del libro. Ciò potrebbe magari far pensare all’ipotetica casa editrice interessata al mio libro: ma vuoi vedere che questa ha scritto qualcosa di interessante? Non potrà mica aver pagato tutti questi tizi che parlano bene di lei in rete!
    Insomma, mi sento piuttosto confusa e infelice. Nei prossimi giorni proverò ad inviare una copia del libro ad un paio di case editrici di media entità, nella speranza che possa beneficiare della stratosferica immeritata botta di cu@@ sopraccitata…
    Cosa diavolo deve inventarsi un’esordiente per farsi notare? Fare come il tizio che a San Remo ha simulato un attentato kamikaze in un ristorante e alla fine ha visto pubblicata la sua opera ma ora deve pagare 500.000,00 Euro di danni al gestore del locale? Ma quante cacchio di copie dovrà vendere per saldare il suo debito? Ne sarà valsa la pena?

    lastaccata

    PS: Chiedo scusa per l’orrida sintassi di questo lungo commento, ma ho l’attenuante dell’averlo scritto con mio figlio che saltella come un invasato sul letto. Ma quando ricomincia ‘sta benedetta scuola?

  • http://www.lastaccata.splinder.com lastaccata

    Ho avuto un piacevole scambio epistolare con Glauco, compagno di pubblicazione su Boopen e apprezzo molto la sua scelta coraggiosa di optare per l’e-book. Devo dire che pubblicare con un POD all’inizio mi è sembrato il minore dei mali: dopo un certo numero di porte in faccia sbattute con dolorosa noncuranza sia dai mostri sacri dell’editoria che dalle piccole-medie case editrici e dopo aver ovviamente scartato la soluzione della pubblicazione con contributo un bel giorno ho digitato sul motore di ricerca ” Pubblicare gratis”.
    E’saltata fuori, fra le altre, Boopen. Ho letto attentamente il contratto e, visto che non pensavo di aver scritto poi qualcosa veramente degno di interesse, ho considerato che riservarsi l’esclusiva delle vendite on line per 5 anni non fosse poi questo grande vincolo…
    Sempre da contratto, è prevista la possibilità della coedizione. Quindi, nel caso in cui un editore tradizionale volesse investire su un’opera edita da Boopen coesisterebbero due contratti paralleli: uno con il POD per i soli diritti di vendita on line; l’altro con la casa editrice che distribuisce in libreria. Bene, ho pensato. Intanto provo a vendere su Internet e poi per l’altro editore si vedrà…
    E poi, a chi sarebbe potuto piacere il mio piccolo libro? Inaspettatamente il mio piccolo libro ha inceve ricevuto un discreto consenso da parte di quanti lo hanno letto. Posso fare questa affermazione perchè ho avuto un riscontro diretto da parte di molti lettori, anche uomini o single. Si tratta semplicemente di questo: è un libro che parla in modo ironico e dissacrante della vita tragicomica della mamma moderna, di vita vissuta, del quotidiano. Io sono una mamma, conosco molte mamme, ho venduto a molte mamme che si sono riconosciute totalmente nelle sue pagine. In una sorta di tam tam queste mamme hanno passato voce ad altre, hanno prestato in giro il mio libro, hanno acquistato una copia per sé e un’altra per un’amica che stava per partorire, per la sorella, per la cognata, per l’amica del cuore. E’un libro molto semplice, scorrevole, scritto con un linguaggio volutamente colloquiale e, a detta di alcuni, molto divertente. In piu’ i suoi contenuti abbracciano un target davvero smisurato; fortunatamente di mamma non ce n’è una sola!
    In due parole: ho forse sottovalutato la potenziale commerciabilità del mio piccolo libro, l’ho in qualche modo “svenduto” oppure non ho saputo muovermi bene nel dedalo intricatissimo offerto dal panorama editoriale.
    I motivi sono due: a differenza di molti esordienti, non ero e non sono ancora convinta di aver scritto il capolavoro letterario del secolo ( viva Dio!). Sono una scrittrice per caso, è soltanto l’amore per l’ironia e il divertimento nel tratteggiare alcuni aspetti del quotidiano con i suoi spunti di impensabile comicità che mi hanno portato a scrivere questo ed altri due libri.
    Ora, però, dopo aver venduto numerose copie personali ( acquistate ad un prezzo nettamente inferiore al prezzo di copertina e senza alcun obbligo di acquisto da parte di Boopen – questo bisogna riconoscerlo – ho anche messo da parte un discreto gruzzoletto) e aver venduto piu’ o meno 25 copie del libro sulle mamme e circa una quindicina di copie ( in totale) degli altri due libri ho iniziato a pensare: e ora?
    Quanto potrà durare ancora? Quante copie riuscirò ancora a vendere con la sola arma dei miei blog ( ne curo due, uno piu’ scemo dell’altro ma sono inspiegabilmente piuttosto seguiti) ?
    Come posso sperare che un’altra casa editrice possa trovare tanto interessante il mio libro da accollarsi gli svantaggi di una coedizione?
    In sostanza Boopen mi ha consentito una discreta visibilità in Internet ma, e che questo sia ben chiaro, sono stata io a pubblicizzare le mie “opere” tramite i miei blog oppure tappezzando la rete di comunicati stampa con messaggi del tipo ” Ciao! Sono una scrittrice sfigata! Frega un cavolo a qualcuno?” .
    Boopen è soltanto un vetrina, nulla piu’. Ma quando ho aperto il mio primo blog per pubblicizzare il mio libro il fatto di poter linkare la mia scheda autore nel sito Boopen ha dato l’impressione che fossi una vera scrittrice. Ha funzionato probabilmente da specchietto per le allodole, non lo so! Ma qualche bloggista mi ha fatto l’onore di acquistare il libro, lo ha letto e, dopo averlo trovato carino, mi ha fatto pubblicità sul suo blog. Quindi, diciamo che Boopen è probabilmente un trampolino di lancio, una possibilità quando sembra non essercene altre, un modo economico per riuscire a farsi conoscere ma nulla piu’. Una cosuccia per me l’hanno fatta, diciamolo: la presentazione dell’opera all’ultima edizione del Galassia Gutenberg di Napoli. Ma questo non ha cambiato certamente la mia esistenza. Sconosciuta ero e sconosciuta sono rimasta… Tramite blog ho avuto un contatto da parte di un redattore di Maurizio Costanzo che mi ha invitato a partecipare ad un intervento radiofonico alla trasmissione ” L’uomo della notte”. Anche lì ho parlato del mio libro, pochino, ma ne ho parlato.
    Poi, recentemente, l’iscrizione ad un forum per aspiranti scrittori, il writersdream. Lì sono riuscita ad avere un interessante scambio di idee sia con scrittori sconosciuti come me che con rappresentanti di piccole case editrici.
    Sto aspettando un paio di recensioni: una da parte del forum, l’altra da parte di una editor che si autodefinisce “cattiva” ma che, a mio avviso, fa semplicemente bene il suo lavoro.
    E’stata proprio lei ad anticiparmi, prima ancora di stilare un giudizio definitivo sull’opera, che a suo avviso ha un suo perchè. E che meriterebbe una distribuzione migliore… Non so se al momento fosse brilla oppure se le sono semplicemente simpatica…
    Il punto è che nessuna piccola casa editrice si può imbarcare in una coedizione con Boopen forse una media; magari, in una stratosferica immeritata botta di cu@@ anche una delle grandi… Ma questo mio piccolissimo libro varrà abbastanza da meritare tanto incomodo? E come posso verificarlo visto che, allo stato dei fatti, mi trovo da capo e dodici?
    Sono rimasta una sconosciuta con lo scomodo fardello di un libro potenzialmente carino ( aspetto l’esito delle recensioni prima di poter ufficialmente dire: è carino) ma non appetibile per i vincoli contrattuali che si porta dietro.
    Però chissà… Forse il fatto di poter dimostrare diverse testimonianze delle bloggiste che lo hanno acquistato, un paio di recensioni piu’ che positive su ciao.it, un video demenziale su youtube, il fatto che persino Costanzo mi abbia contattato potrebbe in qualche modo creare una sorta di curriculum o presentazione positiva del libro. Ciò potrebbe magari far pensare all’ipotetica casa editrice interessata al mio libro: ma vuoi vedere che questa ha scritto qualcosa di interessante? Non potrà mica aver pagato tutti questi tizi che parlano bene di lei in rete!
    Insomma, mi sento piuttosto confusa e infelice. Nei prossimi giorni proverò ad inviare una copia del libro ad un paio di case editrici di media entità, nella speranza che possa beneficiare della stratosferica immeritata botta di cu@@ sopraccitata…
    Cosa diavolo deve inventarsi un’esordiente per farsi notare? Fare come il tizio che a San Remo ha simulato un attentato kamikaze in un ristorante e alla fine ha visto pubblicata la sua opera ma ora deve pagare 500.000,00 Euro di danni al gestore del locale? Ma quante cacchio di copie dovrà vendere per saldare il suo debito? Ne sarà valsa la pena?

    lastaccata

    PS: Chiedo scusa per l’orrida sintassi di questo lungo commento, ma ho l’attenuante dell’averlo scritto con mio figlio che saltella come un invasato sul letto. Ma quando ricomincia ‘sta benedetta scuola?

  • http://www.lastaccata.splinder.com lastaccata

    Come se il lunghissimo commento precedente non fosse sufficientemente noioso preciso per dovere di cronaca quanto segue:

    HO VENDUTO CIRCA 90 COPIE PERSONALI DEL LIBRO SULLE MAMME

    ( pubblicizzandolo presso i locali della scuola materna di mio figlio e organizzando un conto vendita con una piccola libreria e un’edicola). Preciso che nessuno degli acquirenti era un mio parente nè un amico fraterno. Soltanto un paio fra le mie piu’ care amiche alle quali avevo ovviamente regalato il libro hanno insistito per comprarne un’altro paio di copie da regalare alle amiche.

    VENDITE ON LINE:

    CIRCA 25 COPIE DEL LIBRO SULLE MAMME

    CIRCA 2 MISERE COPIE DI UN’ALTRA OPERA

    CIRCA 11 COPIE DI UNA TERZA OPERA

    Scrivo circa poichè la pagina personale delle vendite dell’autore è in continuo aggiornamento, so di aver venduto qualcosina nelle scorse settimane ma devono ancora aggiornare il sito.

    Tutto ciò per precisare che è magari possibile vendere discretamente bene le copie personali, ma on line i risultati sono ancora scarsissimi… Preciso che le “opere” sono on line da circa 8 mesi.
    AAAAAAAAAAAAAAAAAaahhhhhhhhhhhhhh! Quanto vorrei vincere al Superenalotto per comprarmi la Mondadori!

  • http://www.lastaccata.splinder.com lastaccata

    Come se il lunghissimo commento precedente non fosse sufficientemente noioso preciso per dovere di cronaca quanto segue:

    HO VENDUTO CIRCA 90 COPIE PERSONALI DEL LIBRO SULLE MAMME

    ( pubblicizzandolo presso i locali della scuola materna di mio figlio e organizzando un conto vendita con una piccola libreria e un’edicola). Preciso che nessuno degli acquirenti era un mio parente nè un amico fraterno. Soltanto un paio fra le mie piu’ care amiche alle quali avevo ovviamente regalato il libro hanno insistito per comprarne un’altro paio di copie da regalare alle amiche.

    VENDITE ON LINE:

    CIRCA 25 COPIE DEL LIBRO SULLE MAMME

    CIRCA 2 MISERE COPIE DI UN’ALTRA OPERA

    CIRCA 11 COPIE DI UNA TERZA OPERA

    Scrivo circa poichè la pagina personale delle vendite dell’autore è in continuo aggiornamento, so di aver venduto qualcosina nelle scorse settimane ma devono ancora aggiornare il sito.

    Tutto ciò per precisare che è magari possibile vendere discretamente bene le copie personali, ma on line i risultati sono ancora scarsissimi… Preciso che le “opere” sono on line da circa 8 mesi.
    AAAAAAAAAAAAAAAAAaahhhhhhhhhhhhhh! Quanto vorrei vincere al Superenalotto per comprarmi la Mondadori!

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Scusate, c’è voluto un po’ per leggere i commenti qui sopra…
    Per chiarezza ed onestà una delle persone che sta recensendo il libro sono io, e credo si riferisse proprio a me nel dire “editor cattiva”, che è il mio soprannome preferito (appioppatomi dal buon vecchio zio Laz).
    Concordo con gloutchov sulla non competitività tra e-book e cartaceo: come ho spesso detto molti bibliomani hanno il culto del libro (io in qualche modo ne sono feticista), e l’ebook per loro è come “provare un vestito prima di acquistarlo”.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Scusate, c’è voluto un po’ per leggere i commenti qui sopra…
    Per chiarezza ed onestà una delle persone che sta recensendo il libro sono io, e credo si riferisse proprio a me nel dire “editor cattiva”, che è il mio soprannome preferito (appioppatomi dal buon vecchio zio Laz).
    Concordo con gloutchov sulla non competitività tra e-book e cartaceo: come ho spesso detto molti bibliomani hanno il culto del libro (io in qualche modo ne sono feticista), e l’ebook per loro è come “provare un vestito prima di acquistarlo”.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Credo che ogni forma di espressione, umana o marziana che sia, meriti profonda considerazione e rispetto al di là del suo valore qualitativo. Parlando di considerazione e rispetto non voglio certamente abolire il giudizio critico, essenziale a mio dire, ma quest’ultimo, almeno nel caso in questione, può e deve valere solo per l’editore che deve guadagnare sul prodotto (di questo si tratta). Per il lettore il problema non si pone nello specifico, Pod o non Pod, e-book gratuito o meno, il rischio di trovarsi a leggere delle vere schifezze c’è sempre (pubblicazioni mediocri e di sedicenti scrittori sono e saranno presenti in qualunque situazione).
    Effetto marmellata? Inevitabile, ma inevitabile in molti campi e secondo me va bene così (grazie internet). Un pittore può creare un sito e mettere in vendita i suoi quadri: belli, brutti, cosa importa? A chi li acquista l’ardua sentenza; naturalmente il discorso cambia per le gallerie d’arte, che hanno un ruolo equivalente a quello della case editrici.
    Molto bella la scelta di Gloutchov a mio dire.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Credo che ogni forma di espressione, umana o marziana che sia, meriti profonda considerazione e rispetto al di là del suo valore qualitativo. Parlando di considerazione e rispetto non voglio certamente abolire il giudizio critico, essenziale a mio dire, ma quest’ultimo, almeno nel caso in questione, può e deve valere solo per l’editore che deve guadagnare sul prodotto (di questo si tratta). Per il lettore il problema non si pone nello specifico, Pod o non Pod, e-book gratuito o meno, il rischio di trovarsi a leggere delle vere schifezze c’è sempre (pubblicazioni mediocri e di sedicenti scrittori sono e saranno presenti in qualunque situazione).
    Effetto marmellata? Inevitabile, ma inevitabile in molti campi e secondo me va bene così (grazie internet). Un pittore può creare un sito e mettere in vendita i suoi quadri: belli, brutti, cosa importa? A chi li acquista l’ardua sentenza; naturalmente il discorso cambia per le gallerie d’arte, che hanno un ruolo equivalente a quello della case editrici.
    Molto bella la scelta di Gloutchov a mio dire.

  • alfredo

    qualcuno ha avuto esperienze con lampi di stampa?

  • alfredo

    qualcuno ha avuto esperienze con lampi di stampa?

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Non conosco lampi di stampa personalmente, ma sembra un PoD come gli altri.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Non conosco lampi di stampa personalmente, ma sembra un PoD come gli altri.

  • EX

    Mi reputo una scrittrice (Ma visto che le uniche case editrici che mi hanno risposto sono quelle a pagamento, chissà!!??) così ho tentato con boopen e vediamo se succede qualcosa. Volevo solo rispondere qualcosina a lastaccata: 90 copie tra co-mamme della scuola del figlio e amici vari non sono poi molti (io ho tre figli e tra asilo, scuola materna e scuola elementare mi conosceranno più di un centinaio, tenuto conto che sono rappresentante di classe…) e poi se ci aggiungiamo colleghi di ufficio, amici e quant’altro, il numero si duplica… ma chi veramente ha comprato il libro, senza passa-parola, solo per il gusto di leggerlo, visto che titolo ispirava? Questa è la solitudine dell’autore… mi leggono, ma chi? In fondo solo i sentito dire portano un estraneo a comperare e perdere il tempo che ci vuole per leggere un libro da cui non può sapere cosa apettarsi. Certo bisogna conoscerne tanti… Circa la questione: “Sono rimasta una sconosciuta con lo scomodo fardello di un libro potenzialmente carino ( aspetto l’esito delle recensioni prima di poter ufficialmente dire: è carino) ma non appetibile per i vincoli contrattuali che si porta dietro…” bè, mi sento di dirti questo: e allora? Ci hai provato, credo che ciò che hai ottenuto non sia molto, per ora, ma davvero credo ne sia valsa la pena!! Auguri.

  • EX

    Mi reputo una scrittrice (Ma visto che le uniche case editrici che mi hanno risposto sono quelle a pagamento, chissà!!??) così ho tentato con boopen e vediamo se succede qualcosa. Volevo solo rispondere qualcosina a lastaccata: 90 copie tra co-mamme della scuola del figlio e amici vari non sono poi molti (io ho tre figli e tra asilo, scuola materna e scuola elementare mi conosceranno più di un centinaio, tenuto conto che sono rappresentante di classe…) e poi se ci aggiungiamo colleghi di ufficio, amici e quant’altro, il numero si duplica… ma chi veramente ha comprato il libro, senza passa-parola, solo per il gusto di leggerlo, visto che titolo ispirava? Questa è la solitudine dell’autore… mi leggono, ma chi? In fondo solo i sentito dire portano un estraneo a comperare e perdere il tempo che ci vuole per leggere un libro da cui non può sapere cosa apettarsi. Certo bisogna conoscerne tanti… Circa la questione: “Sono rimasta una sconosciuta con lo scomodo fardello di un libro potenzialmente carino ( aspetto l’esito delle recensioni prima di poter ufficialmente dire: è carino) ma non appetibile per i vincoli contrattuali che si porta dietro…” bè, mi sento di dirti questo: e allora? Ci hai provato, credo che ciò che hai ottenuto non sia molto, per ora, ma davvero credo ne sia valsa la pena!! Auguri.

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