Perché esistono gli editori a pagamento?

Scritto da: il 22.07.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

La risposta è ovvia, lo so, ma nessuno lo dice mai: gli editori a pagamento, che io chiamo tipografi (anche se i veri tipografi detengono la mia massima considerazione) soddisfano una domanda del mercato. La domanda di coloro che, pur di sentirsi scrittori, pagherebbero qualunque prezzo.

Un libro è un prodotto. D’arte, ma sempre un prodotto. Un editore ha il compito di capire quali, fra tutti i prodotti possibili, sono quelli che il suo particolare “club di lettori” potrebbe apprezzare. Si chiama linea editoriale. Ciò comporta una quantità di rifiuti, secchi e in poche righe, o, su richiesta, circostanziati. Ma quanti autori sono disposti ad accettarlo?

Quasi nessuno, direi. Sono tutti sicuri di aver scritto un gran libro. Libro, lo chiamano. Come se io, prendendo una tela e lanciandoci del colore su, possa dire “ho dipinto un quadro”. Eppure sono “dannatamente sicuri” che sia un testo valido, ottimo addirittura, e che meriti di essere pubblicato. A tutti i costi.

Esauriti i rifiuti presso gli editori onesti, scrivono ad altri, che rispondono solleciti: “ho capito subito il valore della sua opera, non leggevo un xxx così da moltissimo (xxx romanzo, racconto o raccolta poetica), ma sa, è un periodo di crisi, siamo obbligati a chiederle un aiuto, le spese, ma non si preoccupi….”.

Ed ecco con un esborso consistente, buono a coprire il doppio della tiratura effettiva, vedere la luce il capolavoro letterario, rifiutato dai recensori seri, distribuito per poco e in punti invisibili. E si sente molta gente dire “in Italia la cultura non si può fare”.
Ritengo sia vero, e spesso sono gli autori i primi a non volerne fare.

  • http://www.myspace.com/accavallavacca etnagigante

    Mi pubblicate la mia raccolta di poesie adolescenziali? :D
    No scherzo, era giusto per buttarla a ridere. Conosco poco o nulla (e propenderei per la seconda ipotesi) il problema, ma l’idea che ho degli editori a pagamento corrisponde a quanto scritto da Livia; siamo un popolo di calciatori, scrittori e politici.
    E scusate se è poco!

  • http://www.myspace.com/accavallavacca etnagigante

    Mi pubblicate la mia raccolta di poesie adolescenziali? :D
    No scherzo, era giusto per buttarla a ridere. Conosco poco o nulla (e propenderei per la seconda ipotesi) il problema, ma l’idea che ho degli editori a pagamento corrisponde a quanto scritto da Livia; siamo un popolo di calciatori, scrittori e politici.
    E scusate se è poco!

  • Leandro Perrotta

    Capisco molto bene cara Livia, ma ogni tanto qualcosa di buono c’è. E gli autori sono sempre liberi di farsi fregare… Ne ho scritto qui http://095.bloglist.it/2008/07/22/martedi-letterario-catanese/ Il mio giudizio è quello da lettore mediamente accanito, e mi rendo conto perfettamente dei limiti editoriali, c’erano molte correzioni da fare.. Ma questo libro ha fascino, “si fa leggere” e lascia qualcosa. Non sono sicuro che una casa editrice diversa da quella che l’ha pubblicato probabilmente “con l’aiutino dell’autore” (non ne sono sicurissimo), e forse lo avrebbero rifiutato. Voglio dire, gli autori che scendono a compromessi sono tutto fuorchè “autori”, non vivono con quel che scrivono, ne pretendono suppongo di diventare ricchi con quel libro pagato caro a un “tipografo che si finge editore”. Gente normale che paga per avre la soddisfazione personalissima di vedere pubblicate le proprie fatiche.
    Insomma, questi pseudo autori io li guardo con simpatia, perchè sono ingenui e si buttano a capofito in un mercato che evidentemente non conoscono per nulla. In sostanza sono gli “psudoeditori” dei grossisimi st…zi

  • Mushin

    Il problema mi sembra generale: qual è il confine fra determinazione e presunzione? Uno “scrittore” è tale quando il mercato decide in tal senso?

    Trovo non siano domande banali, e trovo che in fondo gli editori a pagamento, come dici tu, siano semplicemente frutto di un mercato che richiede sbocchi. Semplicemente occorrerebbe inventare un altro nome per non offendere né editori né tipografi ;)

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Gli pseudoeditori esisteranno finché ci saranno persone che pagano “per la soddisfazione di essere pubblicate”. Un amico suggeriva la definizione di Stampatori, che non sono tipografi né editori, ma intermediari che fanno assumere a qualsiasi scritto il titolo di Libro.
    Poi che nel mare magnum degli scritti alcuni validi possano essere inizialmente respinti è vero: ma rivolgendosi ai piccoli e onesti penso che prima o poi un bravo scrittore trovi chi crede in lui.
    Io purtroppo trovandomici dentro penso sempre che l’ingenuità non sia una giustificazione.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Gli pseudoeditori esisteranno finché ci saranno persone che pagano “per la soddisfazione di essere pubblicate”. Un amico suggeriva la definizione di Stampatori, che non sono tipografi né editori, ma intermediari che fanno assumere a qualsiasi scritto il titolo di Libro.
    Poi che nel mare magnum degli scritti alcuni validi possano essere inizialmente respinti è vero: ma rivolgendosi ai piccoli e onesti penso che prima o poi un bravo scrittore trovi chi crede in lui.
    Io purtroppo trovandomici dentro penso sempre che l’ingenuità non sia una giustificazione.

  • http://www.newsonstage.com Erika

    Tempo fa scrissi un post esattamente sullo stesso argomento… mi accodo al vostro pensiero: tutto ciò non giova all’editoria né alla circolazione delle idee. Sono sempre stata convinta che chi pubblica abbia cose da dire e parta da quelle… ma spesso sono inciampata in pubblicazioni che dimostrano esattamente il contrario. E cioè che sia “figo” pubblicare, non importa cosa. Avete mai visitato il sito “lulu.com”? A me mette tristezza, tanta… =/

  • http://www.newsonstage.com Erika

    Tempo fa scrissi un post esattamente sullo stesso argomento… mi accodo al vostro pensiero: tutto ciò non giova all’editoria né alla circolazione delle idee. Sono sempre stata convinta che chi pubblica abbia cose da dire e parta da quelle… ma spesso sono inciampata in pubblicazioni che dimostrano esattamente il contrario. E cioè che sia “figo” pubblicare, non importa cosa. Avete mai visitato il sito “lulu.com”? A me mette tristezza, tanta… =/

  • http://www.writersdream.forumfree.net Ayame, alias Linda

    E’ vero, Livia, concordo pienamente.
    E’ un po’ quel che ho detto ieri, nel forum, sul post realtivo all’autopubblicazione: la maggior parte degli autori che pubblica con Boopen, ad esempio, ha prodotto emerita spazzatura.
    L’autopubblicazione è il male minore, tuttavia… sono gli editori a pagamento che disturbano.
    Sebben pubblichino per la maggior parte schifezza, capita anche quel poveraccio che ha scritto un testo valido e non ha trovato nulla di meglio (il che significa che ha cercato “editori per esordienti” su Google e ha cliccato sui promettenti link di editori con Il FIlo o Altro Mondo Editore).

  • http://www.writersdream.forumfree.net Ayame, alias Linda

    E’ vero, Livia, concordo pienamente.
    E’ un po’ quel che ho detto ieri, nel forum, sul post realtivo all’autopubblicazione: la maggior parte degli autori che pubblica con Boopen, ad esempio, ha prodotto emerita spazzatura.
    L’autopubblicazione è il male minore, tuttavia… sono gli editori a pagamento che disturbano.
    Sebben pubblichino per la maggior parte schifezza, capita anche quel poveraccio che ha scritto un testo valido e non ha trovato nulla di meglio (il che significa che ha cercato “editori per esordienti” su Google e ha cliccato sui promettenti link di editori con Il FIlo o Altro Mondo Editore).

  • maui73

    Ciao. A proposito di piccoli editori: che ne pensate, se conoscete, di Progetto Cultura 2003? Ho appena ricevuto una loro proposta di pubblicazione,previo acquisto di 80 copie (700 euro). Sul web ho trovato tante notizie buone su di loro.
    Ciao e grazie
    PS: l’autopubblicazione non vi piace? Non è il modo più rapido ed economico per realizzare e dare visibilità al proprio scritto?

  • maui73

    Ciao. A proposito di piccoli editori: che ne pensate, se conoscete, di Progetto Cultura 2003? Ho appena ricevuto una loro proposta di pubblicazione,previo acquisto di 80 copie (700 euro). Sul web ho trovato tante notizie buone su di loro.
    Ciao e grazie
    PS: l’autopubblicazione non vi piace? Non è il modo più rapido ed economico per realizzare e dare visibilità al proprio scritto?

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Non conosco progetto cultura 2003, quindi non ti so dire se effettivamente seguano buoni progetti o siano onesti. Quello che ti posso dire è che, qualunque cifra ti chiedano, è sbagliato pagare.
    Obietterai che 80 copie non sono tante e io ti dico che 700 euro sono quasi la copertura delle spese di stampa per 500 copie da 100 pagine. Poi non so che dimensione abbia il tuo libro.
    So che se barilla dicesse al mugnaio “pagami tu perché io ti nobilito la farina facendola diventare pasta” oppure “sì, io uso la tua farina ma tu devi comprare da me 100 chili di pasta”, barilla sarebbe fallito e il mugnaio riderebbe a crepapelle.
    Ma il libro fa leva sul commercio della vanità e dell’illusione, un po’ come i maghi e i fattucchieri.

    L’autopubblicazione è il modo più rapido ed economico per vedere il proprio scritto in simil-forma-libro. Ma non ti darà visibilità e successo, a meno tu non sia un vero genio letterario. Ho letto un libro stampato (per me non edito) da boopen: il contenuto era ottimo, il libro pessimo.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Non conosco progetto cultura 2003, quindi non ti so dire se effettivamente seguano buoni progetti o siano onesti. Quello che ti posso dire è che, qualunque cifra ti chiedano, è sbagliato pagare.
    Obietterai che 80 copie non sono tante e io ti dico che 700 euro sono quasi la copertura delle spese di stampa per 500 copie da 100 pagine. Poi non so che dimensione abbia il tuo libro.
    So che se barilla dicesse al mugnaio “pagami tu perché io ti nobilito la farina facendola diventare pasta” oppure “sì, io uso la tua farina ma tu devi comprare da me 100 chili di pasta”, barilla sarebbe fallito e il mugnaio riderebbe a crepapelle.
    Ma il libro fa leva sul commercio della vanità e dell’illusione, un po’ come i maghi e i fattucchieri.

    L’autopubblicazione è il modo più rapido ed economico per vedere il proprio scritto in simil-forma-libro. Ma non ti darà visibilità e successo, a meno tu non sia un vero genio letterario. Ho letto un libro stampato (per me non edito) da boopen: il contenuto era ottimo, il libro pessimo.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Ovviamente fra editoria a pagamento e Pod, beh, meglio i Pod. Ma si tratta del “male minore”, non di “scelta migliore”.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Ovviamente fra editoria a pagamento e Pod, beh, meglio i Pod. Ma si tratta del “male minore”, non di “scelta migliore”.

  • maui73

    Grazie per la risposta, anche se mi hai un po’ buttato giù.
    Eheheh, in effetti si viaggia molto sull’illusione.
    Però…tu conosci “il rifugio degli esordienti”? E’un sito (danaelibri.it) sembra molto noto, in cui questa casa editrice è recensita molto bene. Questo mi tiene il dubbio a galla. Non avessi sentito commenti positivi sarei in tutto d’accordo con te, ma di questa casa editrice credo di potermi fidare…mah! Non so che fare.
    Comunque grazie
    Ciao

  • maui73

    Grazie per la risposta, anche se mi hai un po’ buttato giù.
    Eheheh, in effetti si viaggia molto sull’illusione.
    Però…tu conosci “il rifugio degli esordienti”? E’un sito (danaelibri.it) sembra molto noto, in cui questa casa editrice è recensita molto bene. Questo mi tiene il dubbio a galla. Non avessi sentito commenti positivi sarei in tutto d’accordo con te, ma di questa casa editrice credo di potermi fidare…mah! Non so che fare.
    Comunque grazie
    Ciao

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Conosco Il rifugio degli esordienti, spesso lo consulto, anche se a volte è impreciso e non segnala i cambiamenti se non dopo mesi.
    Dice un editor che conosco: se gli scrittori ambiscono alla pubblicazione più che alla buona scrittura, è normale che trovino tanti lupi in attesa nel bosco.
    Se desideri fidarti non sarò io a dirti di no. Ti posso augurare la migliore fortuna e fama possibili.
    Ma la mia opinione non varia: spulciando tra i loro titoli e la loro linea editoriale hai trovato uno che ce l’abbia fatta? Hai mai comprato un loro libro? Li hai mai visti in libreria? Fatti queste domande e troverai la tua risposta. Tutto sta nel sapere quel che ti si offre e quel che desideri.
    Se per te scrivere è un hobby è la strada giusta. Se desideri farne un mestiere io ti sconsiglio di iniziare così.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Conosco Il rifugio degli esordienti, spesso lo consulto, anche se a volte è impreciso e non segnala i cambiamenti se non dopo mesi.
    Dice un editor che conosco: se gli scrittori ambiscono alla pubblicazione più che alla buona scrittura, è normale che trovino tanti lupi in attesa nel bosco.
    Se desideri fidarti non sarò io a dirti di no. Ti posso augurare la migliore fortuna e fama possibili.
    Ma la mia opinione non varia: spulciando tra i loro titoli e la loro linea editoriale hai trovato uno che ce l’abbia fatta? Hai mai comprato un loro libro? Li hai mai visti in libreria? Fatti queste domande e troverai la tua risposta. Tutto sta nel sapere quel che ti si offre e quel che desideri.
    Se per te scrivere è un hobby è la strada giusta. Se desideri farne un mestiere io ti sconsiglio di iniziare così.

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