Odi et amo

Scritto da: il 04.11.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Qualche mese fa, per essere esatti l’otto giugno, aprii una discussione su aNobii, in un gruppo che già dal nome lasciava trasparire il suo intento: A difesa del sacro diritto di leggere quel che mi pare.

Sulla scia di Come un romanzo di Pennac e dei suoi non-comandamenti, mi avventurai a proporre questo argomento:

Vorrei fare notare che c’è un secondo tipo di giudizio e pregiudizio: che ti debba per forza piacere quello che a tutti piace.
Se ti azzardi a dire, che so io, “a me il nome della rosa non piace” ecco arrivarti addosso una serie di occhiatacce espressive (di compatimento se ti va bene, altrimenti di disgusto).
Abbiamo anche questa libertà in questo gruppo? Perché non vedo l’ora di fare outing (che per ora si usa) e dichiarare quanti libri famosissimi ho detestato!

Il numero di risposte (143 ad oggi) è stato piuttosto alto, come se molti aspettassero un luogo in cui poter dire indisturbati che avevano odiato questo o quel libro tra quelli osannati dal pubblico e dalla critica. Come se ci si dovesse vergognare o si dovesse provare un sentimento di inferiorità.

Quello che non pensavo è che la discussione avrebbe portato a galla nomi impensabili, ritrovando la relatività del giudizio sulla letteratura, e rafforzando la mia idea che ci sia per ciascuno il libro giusto ma non un libro giusto per tutti.

Oltre ai prevedibili Moccia, Dan Brown, Patricia Cornwell, che sono autori molto discussi, ecco qualcuno dei nomi e titoli “ex-intoccabili” che alcuni utenti avrebbero volentieri cancellato dalla storia della letteratura, giusto per farvi venire un po’ di ulcera:

  1. Guerra e Pace Tolstoj
  2. Hemingway (non meglio specificato)
  3. Siddharta di Hesse
  4. Alla ricerca del tempo perduto di Proust
  5. Calvino (vari testi)

I puristi e gli estremisti della cultura, per intenderci quelli che dividono in caste i libri, obietteranno che queste persone non avranno capito il valore letterario, lo stile, l’importanza. Che non sono in grado di discernere.

Io amo pensare invece che queste esternazioni ci riportino alla logica della differenza e della varietà come unico modo di progredire. E che ci ricordino, quando disprezziamo qualcosa, che non siamo gli unici giudici del mondo, per fortuna.

Certo, crea disappunto trovare alcuni dei propri autori favoriti nell’elenco dei detestati, ma bisogna avere classe e cultura sufficienti a capire che è giusto così, ed è proprio dalle differenze di opinione che sono nate le correnti culturali più interessanti.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Ciao Livia.

    Un pò di tempo fa ho letto un libro molto interessante : “Il mestiere della narrativa” di Percy Lubbock (amico di Henry James e suo biografo).

    In esso Lubbok guarda al romanziere come ad un artigiano, e analizza in tal senso una serie di grandi romanzi, cercando ti tirar fuori le caratteristiche strutturali di tali romanzi ed il metodo di lavoro, lo stile, l’approccio alla scrittura a cui dovrebbe tendere un romanziere.

    Lubbok con Tolstoj e il suo Guerra e Pace, non è per nulla tenero. Non nega la sua essenza di “capolavoro”, almeno non direttamente, ma ne critica fortemente diverse scelte stilistiche, di costruzione della narrazione ecc.

    Alla fine si può essere d’accordo o meno con quello che lui dice, ma si capisce la ragione delle sue perplessità.

    Forse dunque l’errore non è nel dire “voglio cancellare questo libro dalla mia libreria”, ma nel motivare questa scelta.

    Se dico: “questo libro non mi piace perchè è palloso”, o “perchè non ci ho capito nulla”, posso tirarmi addosso delle critiche giustificate. Ma se il mio giudizio è più “motivato” e faccio capire perchè l’ho trovato noioso o perchè non ci ho capito nulla, allora non mi si può dire nulla ;)

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Ciao Livia.

    Un pò di tempo fa ho letto un libro molto interessante : “Il mestiere della narrativa” di Percy Lubbock (amico di Henry James e suo biografo).

    In esso Lubbok guarda al romanziere come ad un artigiano, e analizza in tal senso una serie di grandi romanzi, cercando ti tirar fuori le caratteristiche strutturali di tali romanzi ed il metodo di lavoro, lo stile, l’approccio alla scrittura a cui dovrebbe tendere un romanziere.

    Lubbok con Tolstoj e il suo Guerra e Pace, non è per nulla tenero. Non nega la sua essenza di “capolavoro”, almeno non direttamente, ma ne critica fortemente diverse scelte stilistiche, di costruzione della narrazione ecc.

    Alla fine si può essere d’accordo o meno con quello che lui dice, ma si capisce la ragione delle sue perplessità.

    Forse dunque l’errore non è nel dire “voglio cancellare questo libro dalla mia libreria”, ma nel motivare questa scelta.

    Se dico: “questo libro non mi piace perchè è palloso”, o “perchè non ci ho capito nulla”, posso tirarmi addosso delle critiche giustificate. Ma se il mio giudizio è più “motivato” e faccio capire perchè l’ho trovato noioso o perchè non ci ho capito nulla, allora non mi si può dire nulla ;)

  • http://www.profduepuntozero.blogspot.com Prof 2.0

    Da prof posso dirti che quei libri se li odi è perchè te li hanno fatti odiare. Il che accade per due ragioni: il tuo prof li odiava, il tuo prof te li ha fatti leggere troppo presto. Ogni cosa a suo tempo. C’è un tempo per leggere e un tempo per non farlo direbbe il Qoelet…

  • http://www.profduepuntozero.blogspot.com Prof 2.0

    Da prof posso dirti che quei libri se li odi è perchè te li hanno fatti odiare. Il che accade per due ragioni: il tuo prof li odiava, il tuo prof te li ha fatti leggere troppo presto. Ogni cosa a suo tempo. C’è un tempo per leggere e un tempo per non farlo direbbe il Qoelet…

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Non credo sia solo questo: è vero che molti testi sono sentiti come coercizione, uno per tutti I promessi sposi; tuttavia ritengo che non esistano capolavori assoluti e, se odi un determinato libro, presumibilmente è solo molto distante da te, nel bene o nel male.
    Certo, alcuni libri che ho amato anni fa adesso li fuggirei, ma questo non li rende né migliori né peggiori.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Non credo sia solo questo: è vero che molti testi sono sentiti come coercizione, uno per tutti I promessi sposi; tuttavia ritengo che non esistano capolavori assoluti e, se odi un determinato libro, presumibilmente è solo molto distante da te, nel bene o nel male.
    Certo, alcuni libri che ho amato anni fa adesso li fuggirei, ma questo non li rende né migliori né peggiori.

  • http://www.profduepuntozero.blogspot.com Prof 2.0

    Non esistono capolavori assoluti. Esistono capolavori che superano la prova del tempo. A me questo basta. Che a qualcuno non piacciano mi sembra un dato di fatto piuttosto scontato e pacifico, che non cambia una virgola al loro essere superiori al gusto, perché bellezza e gusto sono due cose diverse. O no?

  • http://www.profduepuntozero.blogspot.com Prof 2.0

    Non esistono capolavori assoluti. Esistono capolavori che superano la prova del tempo. A me questo basta. Che a qualcuno non piacciano mi sembra un dato di fatto piuttosto scontato e pacifico, che non cambia una virgola al loro essere superiori al gusto, perché bellezza e gusto sono due cose diverse. O no?

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