Nascita di una casa editrice – speciale n.2

Scritto da Livia alle 14:40 del 16 Gennaio 2009

Attenti,  ho una partita Iva qui e non ho paura di usarla! Lasciando stare l’evidente scherzo, ecco qui puntuale il vostro aggiornamento. Finalmente abbiamo (da quasi un’ora) la partita Iva, che significa per noi poter finalmente agire come società.

A questo punto inizia lo “shopping”; no, niente a che vedere con il guardare vetrine e scegliere vestiti: si tratta di acquistare i primi materiali per la casa editrice. Innanzitutto un timbro. Vi chiederete perché il timbro prima di altre cose che possono sembrare, d’acchito, ben più importanti.

Semplice: i moduli di richiesta per l’ISBN, beh, devono essere timbrati. Nell’era dell’elettronica, del Web 2.0, della comunicazione veloce, l’assenza di un semplicissimo timbro gommato manda in stallo una casa editrice. Se non fosse la cruda realtà sarebbe irresistibilmente comico.

Ma, tant’è, dobbiamo andare a comprare il benedetto timbro, che deve riportare la ragione sociale, la partita iva, la sede. Il passo immediatamente successivo è proprio la richiesta dei codici ISBN all’agenzia, che di recente è passata dal cartaceo al digitale. Suppongo quindi che l’iter sia diventato più rapido e che possiamo ragionevolmente aspettarci che si impieghino meno dei 15 giorni limite.

Che altro serve? Un po’ di tutto: l’archivio metallico con chiave, il distruggi-documenti, un registro delle tirature, un bell’inedito nascosto di Borges… oh, forse quello non si compra in giro. Peccato! Contemporaneamente si devono richiedere i preventivi ufficiali alle tipografie, in modo da acquisirli agli atti.

Chiaramente, prima degli oggetti materiali, andremo in banca ad aprire un conto corrente. Per farlo sono necessari alcuni documenti ufficiali, tra cui la copia dell’atto costitutivo; speriamo tuttavia che basti la copia col numero di repertorio e non quella conforme con certificato di registrazione, per la quale dovremmo attendere qualche giorno in più.

La parola d’ordine, in questi giorni, è burocrazia. Speriamo di sopravvivere. A proposito: qualcuno ha visto il mio Lasciapassare A38? Per chi non lo conoscesse ecco in soccorso Youtube:

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l'autore di questo articolo è Livia. Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva. (Scrivi all'autore).

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3 Commenti to “Nascita di una casa editrice – speciale n.2”

  1. Ma non esiste il timbro digitale come la firma?
    Un bacione

  2. Sembra proprio che serva un timbro fisico. Che adesso abbiamo, per grazia di un signore molto gentile che l’ha fatto sul momento.

  3. E vi serviranno altri due timbri per le spedizioni dei libri (coi dati per la tariffa ridotta editoriale)…
    Ciao!

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