Perché aprire una nuova casa editrice? Ne nascono e muoiono ogni anno a migliaia, e sono pochissime quelle che superano il triennio di attività svolta professionalmente. Inoltre il mercato è saturo, e in un momento di forte declino. Perché non aprire, invece, un bel negozio di Hello Kitty, che è puro guadagno?
Follia o masochismo? Risponderei passione. Avendo entrambe un lavoro che ci garantisce una certa stabilità ma anche un po’ di tempo libero, abbiamo scelto di dedicarci alla nostra passione comune, che non è decoupage né uncinetto, ahimè, ma l’editoria. Chi legge un libro generalmente vede dentro una storia, uno stile, una scrittura; noi ci vediamo l’editing, la correzione di bozze, l’impaginazione, la qualità della carta e quella della stampa.
Ne parliamo di continuo, mentre lavoriamo, certo, ma anche a tavola, mentre facciamo acquisti, mentre leggiamo: spesso capita di telefonarci per riferire di pregi e difetti delle nostre letture. Per due maniache così non c’era altra strada.
Premesso questo il punto successivo da dibattere è il tipo di editori che si vuole essere. Coerentemente con le nostre scelte private, noi non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo essere editori a pagamento: vogliamo essere imprenditrici, correre il rischio contando sulle nostre capacità e anche un po’ sul nostro intuito.
Di quanto sia difficile siamo a conoscenza, a maggior ragione per chi, come noi, parte dal sud e dai pregiudizi diffusi; ma non è un buon motivo per non tentare, non è sufficiente a desistere. Se falliremo, avremo almeno provato al massimo delle nostre possibilità, onestamente.
Finite le basi si comincia a progettare quali saranno le pubblicazioni, ma soprattutto il nome. Per le pubblicazioni ci è sembrato naturale optare per una linea di romanzi di esordienti: è per loro, per la scoperta del talento inespresso che questo lavoro è così soddisfacente.
Per il nome, beh, potremmo dire che abbiamo studiato tanto e pensato seriamente, solo che sarebbe vero solo in parte: lo abbiamo fatto, ma dopo che il nome ci è venuto incontro, da sé, un po’ come i cuccioli che scelgono la famiglia e non viceversa. E se avessimo fatto centinaia di brainstorming non credo avremmo mai saputo trovare nulla di meglio.
Non vi preoccupate: ancora pochi giorni per saperlo!
Cara Livia, sono felicissima per voi! Nella vita si deve osare! Vi faccio i miei più cari auguri per questa svolta importante e già che ci sono la butto pure lì: mi insegnereste il mestiere di editor facendomi fare un po’ di rodaggio con voi? Un bacione
Laura
Leggendo il post mi è venuta in mente questa ineludibile red passion. Riuscirà, ne son certo. Ma non fermatevi agli esordienti. C’è tanto di unpublished di autori noti. In fondo la Adelphi ha cominciato così, se non ricordo male. Saluti!
Tifiamo tutti per voi e per avere in omaggio i libri che pubblicherete.
Scherzo, scherzo. Cercheremo di comprarli.
Non appena avremo superato tutte le parti iniziali (editoriali e burocratiche) potremo cominciare a vagliare le collaborazioni e i suggerimenti.
Grazie per il tifo, speriamo di riuscire a superare lo scoglio della distribuzione, caro etna.
[...] sia tutto, vi lascio ai consueti riferimenti per saperne di più: tanit sul writer’s dream il primo speciale di liblog su questa casa editrice [...]