Leggere o non leggere?

Scritto da: il 21.08.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Questa settimana di relax mi ha portato alcune riflessioni, che mi fa piacere condividere con voi, a partire da una domanda: è sempre giusto leggere? Mi spiego meglio: vi sentite mai in “dovere” di leggere qualcosa?

Per quanto mi riguarda la mia vacanza ha coinciso con l’abbandono totale di ogni forma di lettura; leggo così di continuo da sentire, fortissima, la necessità di una settimana di abbrutimento. Che si sappia, ho guardato la tv per un numero imprecisato di ore! Ma tutto ciò è servito per ricaricarmi e tornare più in forma (forse) che mai alle mie quotidiane letture.

Quando anche mi sento in colpa, nel guardare la pila di libri che mi aspetta sul comodino, mi rifaccio sempre, per consolarmi, al decalogo di Pennac, in Come un romanzo:

  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire il libro
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere ad alta voce
  10. Il diritto di tacere

Ci aggiungerei anche il diritto di annoiarsi e quello di maltrattare i libri antipatici, ma si accettano anche altri suggerimenti.

  • http://liblog.blogdo.net Elfo

    Da quando scrivo per Liblog…sì se non leggo mi sento in colpa. Ma credo che per me, che non leggo “di mestiere” resti sempre un piacere. :)
    E comunque mi tengo sempre stretti i diritti di cui scrivi sopra, compreso quello di sbaciucchiare i libri che mi sono particolarmente piaciuti! :D

  • http://liblog.blogdo.net Elfo

    Da quando scrivo per Liblog…sì se non leggo mi sento in colpa. Ma credo che per me, che non leggo “di mestiere” resti sempre un piacere. :)
    E comunque mi tengo sempre stretti i diritti di cui scrivi sopra, compreso quello di sbaciucchiare i libri che mi sono particolarmente piaciuti! :D

  • Pingback: Decalogo di Pennac, in Come un romanzo « Merciaioblog Weblog

  • http://pianosequenza.blogdo.net Alessandro Puglisi

    Quando non leggo per alcuni giorni, mi sento in colpa. Quando abbandono un libro, mi sento in colpa (tranne in alcuni casi :D). Mi capita di sentirmi “in dovere” di leggere, sì; sarà legato al mio mestiere di letterato. ;)

  • http://pianosequenza.blogdo.net Alessandro Puglisi

    Quando non leggo per alcuni giorni, mi sento in colpa. Quando abbandono un libro, mi sento in colpa (tranne in alcuni casi :D). Mi capita di sentirmi “in dovere” di leggere, sì; sarà legato al mio mestiere di letterato. ;)

  • http://www.blogattelle.it/ massimo (blogattelle)

    piú che dal mestiere dipende dalla formazione: se t’han formato -magari non proprio nel mito-, ma nella cultura della lettura, allora ti senti in colpa, specialmente se -penetrata la scorza del dovere- il gusto ha imbevuto la polpa; naturalmente vale anche anche qui il fascino della devianza (e quella scena di signora davanti alla tv -spero con commentacci a voce alta-, per vederla, volentieri si darebbero bracci…)

  • http://www.blogattelle.it/ massimo (blogattelle)

    piú che dal mestiere dipende dalla formazione: se t’han formato -magari non proprio nel mito-, ma nella cultura della lettura, allora ti senti in colpa, specialmente se -penetrata la scorza del dovere- il gusto ha imbevuto la polpa; naturalmente vale anche anche qui il fascino della devianza (e quella scena di signora davanti alla tv -spero con commentacci a voce alta-, per vederla, volentieri si darebbero bracci…)

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Commentacci? Certamente. Ma non era una bella scena, te l’assicuro.
    Ancora mi capita di sentirmi in colpa, ma di rado: mentre in passato percepivo il leggere anche come un dovere morale, ora ha perso quell’aura per diventare esclusivamente un piacere; quando mi capita un momento di “nausea” stacco, proprio per preservare il gusto della lettura.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Commentacci? Certamente. Ma non era una bella scena, te l’assicuro.
    Ancora mi capita di sentirmi in colpa, ma di rado: mentre in passato percepivo il leggere anche come un dovere morale, ora ha perso quell’aura per diventare esclusivamente un piacere; quando mi capita un momento di “nausea” stacco, proprio per preservare il gusto della lettura.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    Come le persone, i libri possono piacerti o non piacerti, attirarti o lasciarti indifferente. Diversamente dalle persone, però, i libri, se sai sceglierteli, non ti tradiscono mai: una volta in libreria, appartengono al passato e, non avendo futuro, sai che non ti riserveranno brutte sorprese.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    Come le persone, i libri possono piacerti o non piacerti, attirarti o lasciarti indifferente. Diversamente dalle persone, però, i libri, se sai sceglierteli, non ti tradiscono mai: una volta in libreria, appartengono al passato e, non avendo futuro, sai che non ti riserveranno brutte sorprese.

  • http://www.blogattelle.it/ massimo (blogattelle)

    @ livia
    da commentaccista a voce alta davanti alla tv amo l’idea di specchiarmi nel commentaccismo altrui, e chi sa che, un libro d’argomento tv trattando, non ci si possa tornar su; intanto vorrei rubare un altro po’ di spazio per ampliare un concetto: nelle intenzioni -scorza- sta per fase della vita in cui la lettura arriva co’ un’altra mèsse di regole e comportamenti, quando non è facilissimo discernere (contro la minestra); passata, se ci s’è affezionati alla lettura, se ‘l godimento è divenuto parte inscindibile di sé stessi, insomma tutte le cento mille cose che conosciamo, celate dietro quella paroletta -lettura- che parla a te e di te, t’aiuta a capirti e capire gli altri, il mondo, che ti fa ridere e pensare: come si fa a separarsene?; solo il fascino della devianza può, -qui certo al netto delle ferie quando lettura e lavoro coincidono-, voglio dire proprio lo sguardo che passa sopra, a sfidare, strafottente: -sí sí, lo so che stai lí, ma chi te se fila, non ti voglio; perché?: so‘ affari miei-; e questo è anche il bello, che si possa rinunciare a qualcosa: -massima espressione della cultura umanistica-, definibile senza obiezion

  • http://www.blogattelle.it/ massimo (blogattelle)

    @ livia
    da commentaccista a voce alta davanti alla tv amo l’idea di specchiarmi nel commentaccismo altrui, e chi sa che, un libro d’argomento tv trattando, non ci si possa tornar su; intanto vorrei rubare un altro po’ di spazio per ampliare un concetto: nelle intenzioni -scorza- sta per fase della vita in cui la lettura arriva co’ un’altra mèsse di regole e comportamenti, quando non è facilissimo discernere (contro la minestra); passata, se ci s’è affezionati alla lettura, se ‘l godimento è divenuto parte inscindibile di sé stessi, insomma tutte le cento mille cose che conosciamo, celate dietro quella paroletta -lettura- che parla a te e di te, t’aiuta a capirti e capire gli altri, il mondo, che ti fa ridere e pensare: come si fa a separarsene?; solo il fascino della devianza può, -qui certo al netto delle ferie quando lettura e lavoro coincidono-, voglio dire proprio lo sguardo che passa sopra, a sfidare, strafottente: -sí sí, lo so che stai lí, ma chi te se fila, non ti voglio; perché?: so‘ affari miei-; e questo è anche il bello, che si possa rinunciare a qualcosa: -massima espressione della cultura umanistica-, definibile senza obiezion

  • http://www.blogattelle.it/ massimo (blogattelle)

    i
    (sorry)

  • http://www.blogattelle.it/ massimo (blogattelle)

    i
    (sorry)

  • http://sonnenbarke.wordpress.com Marina

    Eccome se mi capita di sentirmi in dovere di leggere! Molto semplicemente perché spesso *sono* effettivamente in dovere: per forza, studiando letteratura!
    In questo momento per esempio sto preparando l’ultimo esame (letteratura italiana moderna e contemporanea) e la tesi (letteratura tedesca): sto leggendo a ritmi forsennati e decisamente per dovere. Naturalmente quello che leggo mi piace molto e per quanto riguarda la tesi è tutto materiale che ho scelto io, sicché il dovere si somma al piacere. Però è il dovere di tenere questo ritmo forsennato che mi distrugge, più che altro, oltre al fatto che sono tutte letture così cupe che in questi giorni sto proprio boccheggiando. Avvertirei anch’io il bisogno di staccare, ma non me lo sto permettendo e forse sbaglio…

  • http://sonnenbarke.wordpress.com Marina

    Eccome se mi capita di sentirmi in dovere di leggere! Molto semplicemente perché spesso *sono* effettivamente in dovere: per forza, studiando letteratura!
    In questo momento per esempio sto preparando l’ultimo esame (letteratura italiana moderna e contemporanea) e la tesi (letteratura tedesca): sto leggendo a ritmi forsennati e decisamente per dovere. Naturalmente quello che leggo mi piace molto e per quanto riguarda la tesi è tutto materiale che ho scelto io, sicché il dovere si somma al piacere. Però è il dovere di tenere questo ritmo forsennato che mi distrugge, più che altro, oltre al fatto che sono tutte letture così cupe che in questi giorni sto proprio boccheggiando. Avvertirei anch’io il bisogno di staccare, ma non me lo sto permettendo e forse sbaglio…

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