La solita solfa

Scritto da: il 05.01.10
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Avete mai notato la differenza tra una persona che si sente in difetto e una sicura di quello che fa? La seconda tende a dare risposte precise, nette, immediate, la prima tende a girarci intorno, condendole di giustificazioni. Ecco, questo per dire che quando agli editori viene fatta la domanda fondamentale, “fate pagare gli esordienti” esistono due categorie: i “no, mai!” e i “vede, deve capire che il mercato, i lettori, blablabla“.

Tiro giù qualche esempio:

  • I sognatori
    Mai. E mai lo faremo. Non siamo speculatori. Abbiamo un’etica e non la tradiremo per alcun motivo. Il giorno in cui “fare soldi” in maniera scorretta diverrà, per noi, più importante degli ideali che ci animano, ci faremo da parte e chiuderemo con stile questa avventura nel mondo editoriale italiano.
  • Zona
    Ci sono libri – belli, interessanti, ottimi – che non vedrebbero mai la luce se lasciati alle sole regole del mercato. E un editore deve porsi questo problema. Vieppiù se è un editore medio-piccolo, che non può incidere più di tanto sul mercato. Lo stesso penso debba fare l’autore che aspira, giustamente, a veder pubblicato il proprio lavoro. [...]
    Ma voglio aggiungere una cosa: siamo poi così sicuri che i grossi editori non si facciano pagare, in varie forme, da molti dei loro autori? Quanti sono gli autori, anche di successo, che lavorano o collaborano con le loro case editrici, in una sorta di “scambio”? O che sono in grado di portare più o meno importanti sponsorizzazioni, private o pubbliche? O ampi contatti con la stampa o la televisione, perché magari lavorano da anni in quel settore? Insomma, le forme del “mutuo soccorso” tra autori ed editori sono le più svariate, e non penso ci sia da meravigliarsi di questo, quando si sta dentro – volenti o nolenti – a una logica di mercato. Penso che la cosa più importante sia la serietà del lavoro e il rispetto degli impegni, da entrambe le parti.
  • Zandegù
    No, mai e mai lo faremo!
  • Creativa
    Il mercato editoriale italiano è bloccato, si legge pochissimo ( solo il 6% della popolazione adulta legge con una certa frequenza) ma si pubblica molto ( circa 130 libri al giorno). Questo significa che si scrive più di quanto si legge, il che è grave… C’è una grande speculazione nei confronti degli autori esordienti, anche autori che abbiamo pubblicato noi ci hanno raccontato di proposte oscene… Di fumo negli occhi da parte di alcuni editori che vivono, anzi ingrassano, sulle spalle di ragazzi e ragazze che desiderano esprimere se stessi tramite la scrittura. Noi siamo sempre a dieta perché non è corretto speculare sui sogni altrui… ed investire sull’autore esordiente significa sovente anche perderci. [...]
  • Rem
    Assolutamente no.

Per una volta mi rivolgo agli editori a pagamento, per far loro una domanda: ma se siete davvero convinti che il vostro sia l’unico modo possibile, perché giustificarvi e mascherarvi? In fin dei conti sono quelli che rischiano in proprio a rischiare anche chiusure e fallimenti, voi no, avete la vostra fetta di mercato della vanità, e finché ci saranno scriventi ci sarete anche voi, senza problemi col digitale che avanza, senza variazioni.

Allora, fateci un favore, siate chiari. Perché le vostre giustificazioni non fanno che confondere le acque, tanto che ogni tanto mi sento chiedere: “ma se non fate pagare gli autori, come campate?”. E non è infrequente in questo settore una percezione così distorta di quella che invece sarebbe imprenditoria. Senza di voi, ovvio.

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  • http://31ottobre.blogspot.com gloutchov

    Dalle dichiarazioni di Zona mi verrebbe voglia di buttare giù un topic rivoluzionario:

    VIVA L’EDITORIA A PAGAMENTO (Visto che afferma che anche le grosse case editrici chiedono contributi trasversali!), MA CHE PAGHINO GLI AUTORI FAMOSI, NOTI, RICCHI, ETC ETC… COSI’ DA SPONSORIZZARE GLI ESORDIENTI MERITEVOLI… CHE TORNINO I MECENATI…

    Sarebbe proprio un bel sogno. ^_^

  • http://31ottobre.blogspot.com gloutchov

    Dalle dichiarazioni di Zona mi verrebbe voglia di buttare giù un topic rivoluzionario:

    VIVA L’EDITORIA A PAGAMENTO (Visto che afferma che anche le grosse case editrici chiedono contributi trasversali!), MA CHE PAGHINO GLI AUTORI FAMOSI, NOTI, RICCHI, ETC ETC… COSI’ DA SPONSORIZZARE GLI ESORDIENTI MERITEVOLI… CHE TORNINO I MECENATI…

    Sarebbe proprio un bel sogno. ^_^

  • http://writersdream.org Ayame

    Ad Ayame piace questo elemento.

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