Interrobang‽

Scritto da: il 24.07.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

InterrobangNon si finisce mai di imparare. Così voglio condividere con voi una scoperta recente fatta attraverso Phonkmeister, un segno di punteggiatura di cui non conoscevo l’esistenza: l’interrobang (simbolo ).

Che, nello specifico, è un segno di punteggiatura non standard della lingua inglese. La sua funzione dovrebbe essere l’esprimere incredulità, perplessità, o chiudere una domanda retorica.

La storia di questo simbolo è piuttosto recente [fonte: Wikipedia]:

L’interrobang fu creato nel 1962 da Martin K. Speckter, che lavorava in una agenzia pubblicitaria, per riassumere in un unico simbolo quello che in genere si traduceva con l’accostamento del punto esclamativo e di quello interrogativo. Il nome deriva dall’unione del termine latino interrogatio e del termine gergale bang, che per gli stampatori è il punto esclamativo.

Nonostante il pregevole tentativo non è mai diventato un simbolo standard di punteggiatura. Effettivamente è simpatico e riempie un vuoto espressivo di molte lingue, ma non sembra sia stato apprezzato dai tecnici e dagli editori.

A voi piace? Vi piacerebbe trovarlo in un libro?

  • http://dabria.wordpress.com/ Dabria

    Devo essere onesta? A meno che non sia un fumetto non ne vedo tanto l’utilità. Lo scrittore dovrebbe esprimere sorpresa con la narrazione non con i segni di punteggiatura bizzarri. Però è bello ciccioso, devo ammetterlo.

  • http://dabria.wordpress.com/ Dabria

    Devo essere onesta? A meno che non sia un fumetto non ne vedo tanto l’utilità. Lo scrittore dovrebbe esprimere sorpresa con la narrazione non con i segni di punteggiatura bizzarri. Però è bello ciccioso, devo ammetterlo.

  • Memy

    Mi piacerebbe poterlo usare, è un’invenzione intelligente e sarebbe sicuramente utile, come dice Dabria di sicuro nei fumetti, ma io penso pure nella narrativa (usato con la solita infinita parsimonia, identica a quella con cui si devono usare i punti esclamativi).
    Sempre detto che gli inglesi sono avanti :D

  • Memy

    Mi piacerebbe poterlo usare, è un’invenzione intelligente e sarebbe sicuramente utile, come dice Dabria di sicuro nei fumetti, ma io penso pure nella narrativa (usato con la solita infinita parsimonia, identica a quella con cui si devono usare i punti esclamativi).
    Sempre detto che gli inglesi sono avanti :D

  • Sfranz

    A me sì piace. Tutti i segni che aiutano l’espressione son per me benvenuti!

  • Sfranz

    A me sì piace. Tutti i segni che aiutano l’espressione son per me benvenuti!

  • http://wdsucks.altervista.org izzy

    “per riassumere in un unico simbolo quello che in genere si traduceva con l’accostamento del punto esclamativo e di quello interrogativo.”
    ***
    Quindi il nuovo simbolo è inutile. Ora si usa due simboli chiari e standardizzati. Perchè cercarne altri? Forse per risparmiare toner? E come si vede proprio in questa pagina web, il carattere in piccolo risulta incomprensibile, e chissà che disastro verrebbe fuori dalla stampa. Una macchietta di inchiostro. Non mi stupisco che non abbia avuto consensi.
    ***
    Se partiamo dal presupposto che ogni stato d’animo debba essere rappresentato da un simbolo… ci ritroviamo con mille mila caratteri, come i kanji giapponesi.

  • http://wdsucks.altervista.org izzy

    “per riassumere in un unico simbolo quello che in genere si traduceva con l’accostamento del punto esclamativo e di quello interrogativo.”
    ***
    Quindi il nuovo simbolo è inutile. Ora si usa due simboli chiari e standardizzati. Perchè cercarne altri? Forse per risparmiare toner? E come si vede proprio in questa pagina web, il carattere in piccolo risulta incomprensibile, e chissà che disastro verrebbe fuori dalla stampa. Una macchietta di inchiostro. Non mi stupisco che non abbia avuto consensi.
    ***
    Se partiamo dal presupposto che ogni stato d’animo debba essere rappresentato da un simbolo… ci ritroviamo con mille mila caratteri, come i kanji giapponesi.

  • Axel Raven

    C’era, anni fa, un telefilm demenziale che si intitolava “Interrobang”. La storia ruotava attorno ad un libro con quel simbolo in copertina e a 6 modellini di torri di pisa…
    Tanto per dire…

  • Axel Raven

    C’era, anni fa, un telefilm demenziale che si intitolava “Interrobang”. La storia ruotava attorno ad un libro con quel simbolo in copertina e a 6 modellini di torri di pisa…
    Tanto per dire…

  • http://vladsandrini.com Vlad

    Devo essere onesto anch’io? Non ne vedo l’utilità neanche in un fumetto.
    la sua diffusione non è stata sufficiente a farne un simbolo universale. Di più, graficamente sembra più una strana “P” che un segno di punteggiatura.
    Ancora di più, Dabria ha ragione, tanto in narrativa quanto in narrativa grafica, lo stupore è espresso da ben altro che la punteggiatura. Altrimenti il libro vola dalla finestra.

  • http://vladsandrini.com Vlad

    Devo essere onesto anch’io? Non ne vedo l’utilità neanche in un fumetto.
    la sua diffusione non è stata sufficiente a farne un simbolo universale. Di più, graficamente sembra più una strana “P” che un segno di punteggiatura.
    Ancora di più, Dabria ha ragione, tanto in narrativa quanto in narrativa grafica, lo stupore è espresso da ben altro che la punteggiatura. Altrimenti il libro vola dalla finestra.

  • http://www.andreamalabaila.it Andrea

    A me piace. Odio il punto esclamativo accostato al punto interrogativo, ma così sarei più propenso ad accettarlo…

  • http://www.andreamalabaila.it Andrea

    A me piace. Odio il punto esclamativo accostato al punto interrogativo, ma così sarei più propenso ad accettarlo…

  • Noe

    Esteticamente è grazioso, mi piace.
    Non mi darebbe fastidio trovarlo in un libro, anzi.
    Però trovo che il punto esclamativo con punto interrogativo esprima in modo più immediato il concetto di sorpresa.
    La sorpresa è una reazione dinamica e improvvisa, e secondo me quel segno di punteggiatura è troppo statico e sintetico.
    Il misto di sopresa e interrogazione che si ha nella sorpresa è molto improvviso, istantaneo, la sintesi semmai subentra dopo.
    Lo vedo molto più in un contesto di domanda retorica, anche se il bello della domanda retorica è proprio che chi la capisce la intende, quindi codificare che quando c’è l’interrobang la domanda è retorica toglierebbe molto alla libera interpretazione del lettore e alla libertà dello scrittore.
    Quindi…graficamente mi piace molto ma per quegli usi non mi sembra adatto, se ne dovrebbe trovare un altro.

  • Noe

    Esteticamente è grazioso, mi piace.
    Non mi darebbe fastidio trovarlo in un libro, anzi.
    Però trovo che il punto esclamativo con punto interrogativo esprima in modo più immediato il concetto di sorpresa.
    La sorpresa è una reazione dinamica e improvvisa, e secondo me quel segno di punteggiatura è troppo statico e sintetico.
    Il misto di sopresa e interrogazione che si ha nella sorpresa è molto improvviso, istantaneo, la sintesi semmai subentra dopo.
    Lo vedo molto più in un contesto di domanda retorica, anche se il bello della domanda retorica è proprio che chi la capisce la intende, quindi codificare che quando c’è l’interrobang la domanda è retorica toglierebbe molto alla libera interpretazione del lettore e alla libertà dello scrittore.
    Quindi…graficamente mi piace molto ma per quegli usi non mi sembra adatto, se ne dovrebbe trovare un altro.

  • oloferne

    buona estate a tutti. se il segno servirà a chiarire ulteriormente stati d’animo o altro, ben venga. le novità non devono mai spaventare. se tutto fosse stato lasciato “come sempre” parleremmo ancora latino o, perché no, “cavernese”.

  • oloferne

    buona estate a tutti. se il segno servirà a chiarire ulteriormente stati d’animo o altro, ben venga. le novità non devono mai spaventare. se tutto fosse stato lasciato “come sempre” parleremmo ancora latino o, perché no, “cavernese”.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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