Case editrici, Social Network e marketing

Scritto da: il 30.06.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Facebook, facebook, facebook! Ma anche Twitter, di recente balzato agli onori della cronaca; qualcuno si azzarda persino a nominare FriendFeed. Ormai non esserci è impensabile per chiunque faccia impresa: nella percezione di molte persone, se non sei su FB (sostituire con acronimo a piacere) non esisti. E in un certo senso è anche vero.

Ora, dato che FB sembra essere il veicolo prediletto al momento, mi concentrerò su quello. Già avevo parlato dell’esecrabile abitudine di “chiedere l’amicizia” senza una parola di spiegazione, un approccio che dicesse “sono il tuo vecchio amico dell’asilo” o qualcosa del genere.

Adesso che gran parte degli editori hanno una forma di presenza sul social più famoso (per ora) d’Italia, vorrei esaminare le modalità della presenza e spiegare quali amo e quali no. Sono mie preferenze personali, ma argomentate.

Innanzitutto esistono almeno tre modi per essere presenti: il profilo personale, la fanpage, il gruppo. Il profilo personale significa fingersi una persona fisica mettendo come nome e cognome i dati dell’azienda. La fanpage è uno strumento molto simile al profilo personale, dedicato ai soggetti giuridici, però: presuppone una società,un personaggio, un prodotto, un oggetto di rilevanza pubblica. Il gruppo è uno strumento associativo libero in cui determinate persone che condividono interessi e/o attività decidono di ritrovarsi a discutere.

Fare un profilo personale per un’azienda per me è un po’ barare: l’azienda non è una persona, e se si registra come tale nella mia home comparirà ogni volta che scambia una parola con chicchessia, quando si iscrive al gruppo quelli che ogni tanto hanno sete, quando fa un test assurdo. Ammettiamolo: non è poi molto professionale. E se usato in modo scriteriato questo profilo potrebbe indurmi a usare il tasto Nascondi, che vanifica completamente il buono che c’è in mezzo al rumore.

La fanpage (che è il modello da me scelto sia per Tanit sia per Liblog) permette a me di pubblicare le mie notizie – con parsimonia, sempre – e finire in home, senza che vengano condivisi anche i miei momenti di personale svago. Con una sola persona fisica e un account – Livia – gestisco più pagine ufficiali, usate ognuna per il suo fine. E riesco a evitare il sovraffollamento di notizie sulle pagine di chi mi segue, infastidendolo così il meno possibile.

Infine il gruppo: essendo per sua natura una aggregazione spontanea, sarebbe il migliore strumento. Se Fb però non lo rendesse così ostico: non può mettere notizie in homepage, non è agevole la condivisione di foto o filmati (che finiscono in fondo), la bacheca necessita di moderazione continua e in più, come se non bastasse, se si seguono molti gruppi è difficile tenerne bene traccia.

Ciò detto però avvengono strani fenomeni. Numero uno: ci sono aziende che hanno le tre cose insieme (alcune solo due, in realtà). Così ogni volta che mandano un messaggio di qualsiasi genere mi arriva almeno tre volte. E va bene che sono smemorata, ma questo si chiama spam. Numero due (che è più una domanda): perché oltre alla tua fanpage mi inviti a quella del tuo autore e a quella del suo libro? Dico: chi è mai, Saramago? No.

E allora mi spieghi cosa sarebbe di me se mi iscrivessi a tutte le benedette fanpage di ogni autore e libro editi in Italia?  Bisogna avere un minimo di coscienza di sé e vedere i propri limiti e le proprie potenzialità. Capisco che si voglia promuovere i propri prodotti, ma personalmente la ridondanza mi provoca un senso di fastidio persistente, più che invogliarmi all’acquisto.

Essere presenti non basta: bisogna esserlo con cautela, consapevolezza e parsimonia.

  • http://www.intermezzieditore.it/blog chiara

    Sono d’accordo, infatti dopo un iniziale raptus di onnipresenza, ho fatto anche io un passo indietro e ho chiuso il profilo personale, lasciando invece il profilo pubblico e il gruppo. Ancora l’effetto spam è abbastanza alto, mi sa, ma cerchiamo di cautelizzarci e di essere parsimoniosi al massimo. La cosa secondo me che manca piuttosto è un filtro “geografico”: mi piacerebbe mandare le comunicazioni solo alle persone interessate di una certa area geografica (vedi gli inviti agli eventi) ma non è possibile :(

  • http://www.intermezzieditore.it/blog chiara

    Sono d’accordo, infatti dopo un iniziale raptus di onnipresenza, ho fatto anche io un passo indietro e ho chiuso il profilo personale, lasciando invece il profilo pubblico e il gruppo. Ancora l’effetto spam è abbastanza alto, mi sa, ma cerchiamo di cautelizzarci e di essere parsimoniosi al massimo. La cosa secondo me che manca piuttosto è un filtro “geografico”: mi piacerebbe mandare le comunicazioni solo alle persone interessate di una certa area geografica (vedi gli inviti agli eventi) ma non è possibile :(

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Vero. Potremmo suggerirlo a FB. Perché spesso mi arrivano inviti a presentazioni, per dire, a Mestolate sul Biferno…

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Vero. Potremmo suggerirlo a FB. Perché spesso mi arrivano inviti a presentazioni, per dire, a Mestolate sul Biferno…

  • http://www.nanopausa.com Slawka

    Uff, Livia, spero davvero che ti ascoltino in tanti :(

  • http://www.nanopausa.com Slawka

    Uff, Livia, spero davvero che ti ascoltino in tanti :(

  • http://roundrobineditrice.wordpress.com/ Round Robin

    Ciao Livia, tu hai ragione sul rischio di infastidire gli utenti, ottenendo così l’effetto contrario a quello desiderato. Tra le tre opzioni (anzi, due, perché il gruppo effettivamente funziona poco) noi però riteniamo migliore il profilo utente: a patto di non esagerare con informazioni del tutto fuori tema (i famosi test o gruppi), l’immediatezza del contatto con gli altri utenti è incredibilmente maggiore. Viene molto più facile chiedere ad una ‘persona’, per quanto fittizia, informazioni sulle presentazioni, sui libri in uscita, sulla politica editoriale, etc, piuttosto che lasciare un messaggio nella bacheca della fan page. Almeno, questa è la nostra esperienza. Poi certo, bisogna stare attenti a dosare le comunicazioni pubblicitarie, e ammettiamo che non è facile, ma la nostra impressione è che con un po’ di criterio si riesca ad essere visibili senza diventare assillanti. O almeno lo speriamo ;)

  • http://roundrobineditrice.wordpress.com/ Round Robin

    Ciao Livia, tu hai ragione sul rischio di infastidire gli utenti, ottenendo così l’effetto contrario a quello desiderato. Tra le tre opzioni (anzi, due, perché il gruppo effettivamente funziona poco) noi però riteniamo migliore il profilo utente: a patto di non esagerare con informazioni del tutto fuori tema (i famosi test o gruppi), l’immediatezza del contatto con gli altri utenti è incredibilmente maggiore. Viene molto più facile chiedere ad una ‘persona’, per quanto fittizia, informazioni sulle presentazioni, sui libri in uscita, sulla politica editoriale, etc, piuttosto che lasciare un messaggio nella bacheca della fan page. Almeno, questa è la nostra esperienza. Poi certo, bisogna stare attenti a dosare le comunicazioni pubblicitarie, e ammettiamo che non è facile, ma la nostra impressione è che con un po’ di criterio si riesca ad essere visibili senza diventare assillanti. O almeno lo speriamo ;)

  • http://www.blogattelle.it/ massimo

    SONO COSĺ CONTENTO CHE IO NON E SIs t

  • http://www.blogattelle.it/ massimo

    SONO COSĺ CONTENTO CHE IO NON E SIs t

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    massimo ha scritto:

    SONO COSĺ CONTENTO CHE IO NON E SIs t

    Massimo, è capitato spesso che io non ti capissi in passato… oggi di più.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    massimo ha scritto:

    SONO COSĺ CONTENTO CHE IO NON E SIs t

    Massimo, è capitato spesso che io non ti capissi in passato… oggi di più.

  • http://www.blogattelle.it/ massimo

    oh, ti chiedo scusa: era un tentativo d’ironia grafca niente di piú

  • http://www.blogattelle.it/ massimo

    oh, ti chiedo scusa: era un tentativo d’ironia grafca niente di piú

  • http://www.blogattelle.it/ massimo

    -aspetta: ironia verso i social network, sia chiaro

  • http://www.blogattelle.it/ massimo

    -aspetta: ironia verso i social network, sia chiaro

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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