Sorgono da più parti comitati di salvaguardia del congiuntivo, che fanno riflettere su quanto la nostra lingua stia cambiando. Posto che, se mai dovesse trasformarsi in un tempo desueto io per prima lo eliminerei dal mio italiano, dato che ancora non siamo, fortunatamente, a questo punto, direi che è opportuno rinfrescare le regole d’uso.
Il congiuntivo ha la funzione principale di indicare un’azione o un evento incerto, “non obiettivo o non rilevante”. Nei periodi ipotetici viene introdotto dalla particella se, e seguito poi da un condizionale nella reggente.
Il condizionale si usa per esprimere eventi e situazioni subordinate a condizioni o a seguito di proposizioni ipotetiche introdotte da se + congiuntivo. Si può utilizzare quindi sia accompagnato da complementi sia da frasi subordinate.
Vediamo come si può usare il congiuntivo nelle proposizioni indipendenti, o meglio che valore ci indichi l’Accademia della crusca:
-esortativo (al posto dell’imperativo): vada via di qua!;
-concessivo (segnalando un’adesione, anche forzata, a qualcosa): venga pure a spiegarmi le sue ragioni;
-dubitativo: che abbia deciso di non venire? (analogamente si può usare l’indicativo futuro: sarà vero?; l’infinito: che fare?; il condizionale: cosa gli sarebbe successo?);
-ottativo (per esprimere un augurio, una speranza, ma anche un timore): fosse vero!;
-esclamativo: sapessi quanto mi costa ammetterlo!.
Il congiuntivo si usa nelle subordinate invece:
1) con alcune congiunzioni subordinanti, quali affinché, benché, sebbene, quantunque, a meno che, nel caso che, qualora, prima che, senza che;
2) con aggettivi o pronomi indefiniti (qualunque, chiunque, qualsiasi, ovunque, dovunque);
3) con espressioni impersonali, come è necessario che, è probabile che, è bene che;
4) in formule ormai fissate nell’uso (vada come vada; costi quel che costi).
Reggono il congiuntivo i verbi che esprimono “una volizione (ordine, preghiera, permesso), un’aspettativa (desiderio, timore, sospetto), un’opinione o una persuasione”, tra cui: accettare, amare, aspettare, assicurarsi, attendere, augurare, chiedere, credere, curarsi, desiderare, disporre, domandare, dubitare (ma all’imperativo negativo può richiedere l’indicativo: “non dubitare che faremo i nostri conti”, C. Collodi, Le avventure di Pinocchio), esigere, fingere, illudersi, immaginare, lasciare, negare, ordinare, permettere, preferire, pregare, pretendere, raccomandare, rallegrarsi, ritenere, sospettare, sperare, supporre, temere, volere.
Richiedono l’indicativo, solitamente, i verbi che esprimono giudizio o percezione, tra cui accorgersi, affermare, confermare, constatare, dichiarare, dimostrare, dire, giurare, insegnare, intuire, notare, percepire, promettere, ricordare, riflettere, rispondere, sapere, scoprire, scrivere, sentire, sostenere, spiegare, udire, vedere.
Infine, alcuni verbi possono avere l’indicativo o il congiuntivo, con sfumature diverse di significato (su cui cfr. SERIANNI 1989: XIV 51).
ammettere, ind. ‘riconoscere’: ammisi davanti al professore che non avevo studiato bene; cong. ‘supporre, permettere’: ammettendo che tu abbia ragione, cosa dovrei fare?;
badare, ind. ‘osservare’: cercò di non badare all’effetto che gli faceva quella strana voce; cong. ‘aver cura’: mi consigliava di badare che non cadessi;
capire, comprendere, ind. ‘rendersi conto’: non vuole capire che io non sono un suo dipendente; cong. ‘trovare naturale’: capisco che tu voglia andartene;
considerare, ind. ‘tener conto’: non considerava che nessuno voleva seguirlo; cong. ‘supporre’: arrivò a considerare che non ci fossero altre possibilità;
pensare, ind. ‘essere convinto’: penso anch’io che tu sei stanco; cong. ‘supporre’: penso che tu sia stanco.
Mi viene in mente un caso in cui al se segue il condizionale: anche se avrei potuto leggere di più, ho evitato per non affaticare gli occhi. Mi sapete dire perché?
Mi viene in mente un caso in cui al se segue il condizionale: anche se avrei potuto leggere di più, ho evitato per non affaticare gli occhi. Mi sapete dire perché?
Sono 3 ore che navigo per trovare una soluzione al “problema” del se+ il condizionale.
Nel periodo ipotetico dopo il se non si mette il condizionale (come regola) Ma ci sono moltissimi casi in cui il se non indica un ipotesi ma una congiunzione condionale-concessiva come nel caso “anche se”. Ci sono frasi in cui un congiuntivo dopo il Se e’ offensivo (poco cortese) e altri casi indica un evento temporale.
Bye
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Vinz