Grammatica di base per tutti – Congiuntivo e condizionale

Scritto da: il 24.10.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Sorgono da più parti comitati di salvaguardia del congiuntivo, che fanno riflettere su quanto la nostra lingua stia cambiando. Posto che, se mai dovesse trasformarsi in un tempo desueto io per prima lo eliminerei dal mio italiano, dato che ancora non siamo, fortunatamente, a questo punto, direi che è opportuno rinfrescare le regole d’uso.

Il congiuntivo ha la funzione principale di  indicare un’azione o un evento incerto, “non obiettivo o non rilevante”. Nei periodi ipotetici viene introdotto dalla particella se, e seguito poi da un condizionale nella reggente.

Il condizionale si usa per esprimere eventi e situazioni subordinate a condizioni o a seguito di proposizioni ipotetiche introdotte da se + congiuntivo. Si può utilizzare quindi sia accompagnato da complementi sia da frasi subordinate.

Vediamo come si può usare il congiuntivo nelle proposizioni indipendenti, o meglio che valore ci indichi l’Accademia della crusca:

-esortativo (al posto dell’imperativo): vada via di qua!;
-concessivo (segnalando un’adesione, anche forzata, a qualcosa): venga pure a spiegarmi le sue ragioni;
-dubitativo: che abbia deciso di non venire? (analogamente si può usare l’indicativo futuro: sarà vero?; l’infinito: che fare?; il condizionale: cosa gli sarebbe successo?);
-ottativo (per esprimere un augurio, una speranza, ma anche un timore): fosse vero!;
-esclamativo: sapessi quanto mi costa ammetterlo!.

Il congiuntivo si usa nelle subordinate invece:

1) con alcune congiunzioni subordinanti, quali affinché, benché, sebbene, quantunque, a meno che, nel caso che, qualora, prima che, senza che;
2) con aggettivi o pronomi indefiniti (qualunque, chiunque, qualsiasi, ovunque, dovunque);
3) con espressioni impersonali, come è necessario che, è probabile che, è bene che;
4) in formule ormai fissate nell’uso (vada come vada; costi quel che costi).
Reggono il congiuntivo i verbi che esprimono “una volizione (ordine, preghiera, permesso), un’aspettativa (desiderio, timore, sospetto), un’opinione o una persuasione”, tra cui: accettare, amare, aspettare, assicurarsi, attendere, augurare, chiedere, credere, curarsi, desiderare, disporre, domandare, dubitare (ma all’imperativo negativo può richiedere l’indicativo: “non dubitare che faremo i nostri conti”, C. Collodi, Le avventure di Pinocchio), esigere, fingere, illudersi, immaginare, lasciare, negare, ordinare, permettere, preferire, pregare, pretendere, raccomandare, rallegrarsi, ritenere, sospettare, sperare, supporre, temere, volere.
Richiedono l’indicativo, solitamente, i verbi che esprimono giudizio o percezione, tra cui accorgersi, affermare, confermare, constatare, dichiarare, dimostrare, dire, giurare, insegnare, intuire, notare, percepire, promettere, ricordare, riflettere, rispondere, sapere, scoprire, scrivere, sentire, sostenere, spiegare, udire, vedere.
Infine, alcuni verbi possono avere l’indicativo o il congiuntivo, con sfumature diverse di significato (su cui cfr. SERIANNI 1989: XIV 51).
ammettere, ind. ‘riconoscere’: ammisi davanti al professore che non avevo studiato bene; cong. ‘supporre, permettere’: ammettendo che tu abbia ragione, cosa dovrei fare?;
badare, ind. ‘osservare’: cercò di non badare all’effetto che gli faceva quella strana voce; cong. ‘aver cura’: mi consigliava di badare che non cadessi;
capire, comprendere, ind. ‘rendersi conto’: non vuole capire che io non sono un suo dipendente; cong. ‘trovare naturale’: capisco che tu voglia andartene;
considerare, ind. ‘tener conto’: non considerava che nessuno voleva seguirlo; cong. ‘supporre’: arrivò a considerare che non ci fossero altre possibilità;
pensare, ind. ‘essere convinto’: penso anch’io che tu sei stanco; cong. ‘supporre’: penso che tu sia stanco.

Mi viene in mente un caso in cui al se segue il condizionale: anche se avrei potuto leggere di più, ho evitato per non affaticare gli occhi. Mi sapete dire perché?

  • vinz

    Mi viene in mente un caso in cui al se segue il condizionale: anche se avrei potuto leggere di più, ho evitato per non affaticare gli occhi. Mi sapete dire perché?

    Sono 3 ore che navigo per trovare una soluzione al “problema” del se+ il condizionale.
    Nel periodo ipotetico dopo il se non si mette il condizionale (come regola) Ma ci sono moltissimi casi in cui il se non indica un ipotesi ma una congiunzione condionale-concessiva come nel caso “anche se”. Ci sono frasi in cui un congiuntivo dopo il Se e’ offensivo (poco cortese) e altri casi indica un evento temporale.
    Bye

    _____
    Vinz

  • vinz

    Mi viene in mente un caso in cui al se segue il condizionale: anche se avrei potuto leggere di più, ho evitato per non affaticare gli occhi. Mi sapete dire perché?

    Sono 3 ore che navigo per trovare una soluzione al “problema” del se+ il condizionale.
    Nel periodo ipotetico dopo il se non si mette il condizionale (come regola) Ma ci sono moltissimi casi in cui il se non indica un ipotesi ma una congiunzione condionale-concessiva come nel caso “anche se”. Ci sono frasi in cui un congiuntivo dopo il Se e’ offensivo (poco cortese) e altri casi indica un evento temporale.
    Bye

    _____
    Vinz

  • Samuelepierotti

    mi piace molto yea grande sore

  • Robertissimo

    O gradito tantissimo l’articolo grazie a lei. Rimanendo sul tema di grammatica Italiana ho un piccolo esame per gli esperti. Allora qual’e la differenza tra le seguenti frasi:

    1. Aiuterei a chi potessi volentieri.

    2. Se potessi gli aiuterei volentieri.

    Sembrano la stessa frase ma da un punto di vista di grammatica hanno un origine ben diversa. Buon divertimento!

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    robertissimo: ci stai bonariamente prendendo in giro? Nessuna delle frasi che hai scritto è grammaticalmente corretta, né quelle degli esempi né le tue. Salvo solo “Buon divertimento”, tutto il resto è un tripudio di errori grammaticali :)

  • gus

    Il condizionale dopo il se si usa quando la frase e’ negativa: non so SE andrebbe bene… Non so SE avresti/avrei voglia di…

  • Slesia1

    Ma questo non e’ un ‘se’, e’ un ‘anch se’, e’ una congiunzione  che introduce una proposizione concessiva! :)

  • Chrissadok

    mi sa che non avrebbe potuto essere diversamente..la presenza di ‘anche se’ non richiede il congiuntivo e dall altra parte la frase esprime come senso una cosa non realizzata quindi richiede il condizionale composto, no?

  • Assodipicche66

    Perchè in questo caso il “se”  precede una ipotesi e non una condizione. In altri termini, il “poter leggere di più” non dipendeva dall’avverarsi di una condizione, ma da una decisione del soggetto che poteva scegliere,senza condizioni, tra due ipotesi. 
    “Anche se avessi potuto leggere di più, non so se avrei fatto in tempo a finire l’articolo.”
    Nella prima frase, il soggetto non era nella condizione di leggere di più (“se” condizionale, vuole il congiuntivo) , nella seconda il soggetto esprime un dubbio (“se” dubitativo vuole il condizionale)

  • Roberto

    Salve.

    Riguardo la frase citata “anche se avrei potuto leggere di più, ho evitato per non affaticare gli occhi.”

    Grammaticalmente la frase è perfetta.
    Il vero senso si capisce meglio volgendola in questo modo:

    Nonostante/sebbene avessi potuto leggere di più, ho evitato (di farlo) per non affaticare gli occhi

    (eh sì, ‘nonostante’ e ‘sebbene’ reggono il congiuntivo)

    Buona giornata

    Roberto

  • Carla Zampieri

    Sono tutte e due sbagliate. Non “aiutare a” ma aiutare + complemento oggetto.e ” se potessi LI o LO aiuterei volentieri. GLI è articolo maschile plurale, non pronome.

  • Carla Zampieri

    Se avessi… non va il condizionale ma il congiuntivo. Se avrei è un errore.

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