Grammatica di base per tutti – Congiuntivo e condizionale

Scritto da Livia alle 12:16 del 24 Ottobre 2008

Sorgono da più parti comitati di salvaguardia del congiuntivo, che fanno riflettere su quanto la nostra lingua stia cambiando. Posto che, se mai dovesse trasformarsi in un tempo desueto io per prima lo eliminerei dal mio italiano, dato che ancora non siamo, fortunatamente, a questo punto, direi che è opportuno rinfrescare le regole d’uso.

Il congiuntivo ha la funzione principale di  indicare un’azione o un evento incerto, “non obiettivo o non rilevante”. Nei periodi ipotetici viene introdotto dalla particella se, e seguito poi da un condizionale nella reggente.

Il condizionale si usa per esprimere eventi e situazioni subordinate a condizioni o a seguito di proposizioni ipotetiche introdotte da se + congiuntivo. Si può utilizzare quindi sia accompagnato da complementi sia da frasi subordinate.

Vediamo come si può usare il congiuntivo nelle proposizioni indipendenti, o meglio che valore ci indichi l’Accademia della crusca:

-esortativo (al posto dell’imperativo): vada via di qua!;
-concessivo (segnalando un’adesione, anche forzata, a qualcosa): venga pure a spiegarmi le sue ragioni;
-dubitativo: che abbia deciso di non venire? (analogamente si può usare l’indicativo futuro: sarà vero?; l’infinito: che fare?; il condizionale: cosa gli sarebbe successo?);
-ottativo (per esprimere un augurio, una speranza, ma anche un timore): fosse vero!;
-esclamativo: sapessi quanto mi costa ammetterlo!.

Il congiuntivo si usa nelle subordinate invece:

1) con alcune congiunzioni subordinanti, quali affinché, benché, sebbene, quantunque, a meno che, nel caso che, qualora, prima che, senza che;
2) con aggettivi o pronomi indefiniti (qualunque, chiunque, qualsiasi, ovunque, dovunque);
3) con espressioni impersonali, come è necessario che, è probabile che, è bene che;
4) in formule ormai fissate nell’uso (vada come vada; costi quel che costi).
Reggono il congiuntivo i verbi che esprimono “una volizione (ordine, preghiera, permesso), un’aspettativa (desiderio, timore, sospetto), un’opinione o una persuasione”, tra cui: accettare, amare, aspettare, assicurarsi, attendere, augurare, chiedere, credere, curarsi, desiderare, disporre, domandare, dubitare (ma all’imperativo negativo può richiedere l’indicativo: “non dubitare che faremo i nostri conti”, C. Collodi, Le avventure di Pinocchio), esigere, fingere, illudersi, immaginare, lasciare, negare, ordinare, permettere, preferire, pregare, pretendere, raccomandare, rallegrarsi, ritenere, sospettare, sperare, supporre, temere, volere.
Richiedono l’indicativo, solitamente, i verbi che esprimono giudizio o percezione, tra cui accorgersi, affermare, confermare, constatare, dichiarare, dimostrare, dire, giurare, insegnare, intuire, notare, percepire, promettere, ricordare, riflettere, rispondere, sapere, scoprire, scrivere, sentire, sostenere, spiegare, udire, vedere.
Infine, alcuni verbi possono avere l’indicativo o il congiuntivo, con sfumature diverse di significato (su cui cfr. SERIANNI 1989: XIV 51).
ammettere, ind. ‘riconoscere’: ammisi davanti al professore che non avevo studiato bene; cong. ‘supporre, permettere’: ammettendo che tu abbia ragione, cosa dovrei fare?;
badare, ind. ‘osservare’: cercò di non badare all’effetto che gli faceva quella strana voce; cong. ‘aver cura’: mi consigliava di badare che non cadessi;
capire, comprendere, ind. ‘rendersi conto’: non vuole capire che io non sono un suo dipendente; cong. ‘trovare naturale’: capisco che tu voglia andartene;
considerare, ind. ‘tener conto’: non considerava che nessuno voleva seguirlo; cong. ‘supporre’: arrivò a considerare che non ci fossero altre possibilità;
pensare, ind. ‘essere convinto’: penso anch’io che tu sei stanco; cong. ‘supporre’: penso che tu sia stanco.

Mi viene in mente un caso in cui al se segue il condizionale: anche se avrei potuto leggere di più, ho evitato per non affaticare gli occhi. Mi sapete dire perché?

Post correlati

l'autore di questo articolo è Livia. Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva. (Scrivi all'autore).

Piaciuto l'articolo?

Cerca altri articoli sullo stesso argomento.
Se ti interessa questo post faresti bene a dare un'occhiata anche qui: Vita da editor(e), e ti consiglio pure: , , , , , , . Oppure volevi leggere gli altri articoli di Livia?
Abbonati al feed per restare aggiornato.
Iscrivendoti al feed rss non occorrerà visitare il sito: sarà il sito a venirti a visitare!
Grazie per la compagnia. Grazie per il sostegno.
Questo sito ti offre un servizio gratuito. I costi e gli autori vengono pagati attraverso la pubblicità. Un grazie a tutti coloro che aiutano a mantenere in vita questo servizio gratuito semplicemente cliccando sui link pubblicitari.

1 Commento to “Grammatica di base per tutti – Congiuntivo e condizionale”

  1. vinz il 29 Aprile 2009 alle 03:15 ha scritto:

    Mi viene in mente un caso in cui al se segue il condizionale: anche se avrei potuto leggere di più, ho evitato per non affaticare gli occhi. Mi sapete dire perché?

    Sono 3 ore che navigo per trovare una soluzione al “problema” del se+ il condizionale.
    Nel periodo ipotetico dopo il se non si mette il condizionale (come regola) Ma ci sono moltissimi casi in cui il se non indica un ipotesi ma una congiunzione condionale-concessiva come nel caso “anche se”. Ci sono frasi in cui un congiuntivo dopo il Se e’ offensivo (poco cortese) e altri casi indica un evento temporale.
    Bye

    _____
    Vinz

Lascia un Commento

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

« Back to text comment