Un errore in cui mi imbatto spesso è quello dell’errata concordanza, rispetto al numero, del soggetto col verbo. Per quanto riguarda congiunzioni e disgiunzioni, avevamo già affrontato l’argomento qualche tempo fa. Oggi invece mi piacerebbe parlare dei collettivi, ossia di quei nomi che, pur essendo singolari, indicano una quantità superiore a uno o, secondo la definizione Treccani, “che indicano un insieme di più persone, animali o cose astraendo dalle unità componenti”.
Molte persone usano concordare a senso i collettivi con il loro verbo, dicendo ad esempio “il branco di cani randagi, che si aggiravano in città, sono stati catturati”, o anche “una folla di ragazzi vanno al concerto”. Di fatto però non concordano il verbo con il soggetto, bensì col complemento di specificazione.
Nonostante di recente questo modo di concordare sia più tollerato e d’uso comune, io resto ancorata alla regola che il verbo debba concordare con il suo soggetto: se è pensabile una frase senza il complemento di specificazione, meno lo è una frase mancante del soggetto: “una folla va al concerto” è molto più plausibile che “di persone vanno al concerto”, o no?
Il nome collettivo per sua caratteristica è singolare (ha una sua forma plurale in molti casi, come branchi o nugoli, ad esempio), quindi il verbo va concordato al singolare. Se proprio vi trovate nel dubbio, eliminate tutti i complementi dalla frase, fino a restare con soggetto e verbo: non sarà difficile a quel punto stabilire quale sia la concordanza giusta.
Infine, alcuni concordano al plurale dopo un “che” relativo, come nel primo esempio riportato: è una scelta possibile, anche se personalmente anche qui preferisco una concordanza classica; per rifarmi all’esempio, la forma migliore per me è “il branco di cani, che si aggirava in città, è stato catturato”, lineare, corretta e comprensibile.