Grammatica di base per tutti – Concordanze dei collettivi

Scritto da: il 16.06.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Un errore in cui mi imbatto spesso è quello dell’errata concordanza, rispetto al numero, del soggetto col verbo. Per quanto riguarda congiunzioni e disgiunzioni, avevamo già affrontato l’argomento qualche tempo fa. Oggi invece mi piacerebbe parlare dei collettivi, ossia di quei nomi che, pur essendo singolari, indicano una quantità superiore a uno o, secondo la definizione Treccani, “che indicano un insieme di più persone, animali o cose astraendo dalle unità componenti”.

Molte persone usano concordare a senso i collettivi con il loro verbo, dicendo ad esempio “il branco di cani randagi, che si aggiravano in città, sono stati catturati”, o anche “una folla di ragazzi vanno al concerto”. Di fatto però non concordano il verbo con il soggetto, bensì col complemento di specificazione.

Nonostante di recente questo modo di concordare sia più tollerato e d’uso comune, io resto ancorata alla regola che il verbo debba concordare con il suo soggetto: se è pensabile una frase senza il complemento di specificazione, meno lo è una frase mancante del soggetto: “una folla va al concerto” è molto più plausibile che “di persone vanno al concerto”, o no?

Il nome collettivo per sua caratteristica è singolare (ha una sua forma plurale in molti casi, come branchi o nugoli, ad esempio), quindi il verbo va concordato al singolare. Se proprio vi trovate nel dubbio, eliminate tutti i complementi dalla frase, fino a restare con soggetto e verbo: non sarà difficile a quel punto stabilire quale sia la concordanza giusta.

Infine, alcuni concordano al plurale dopo un “che” relativo, come nel primo esempio riportato: è una scelta possibile, anche se personalmente anche qui preferisco una concordanza classica; per rifarmi all’esempio, la forma migliore per me è “il branco di cani, che si aggirava in città, è stato catturato”, lineare, corretta e comprensibile.

  • http://www.visualcv.com/danielevirgillito Daniele

    Ciao, vorrei aggiungere alcune considerazioni personali sulla questione.

    - Non sono sicuro che porre l’accento sulla questione dei “complementi” sia molto utile;
    - Bisogna far attenzione al sottile confine tra nomi collettivi e nomi indicanti quantità.

    Di fatto l’accordo del verbo avviene con un nome, e non importa in quale “complemento” si trovi.
    Per riproporre il tuo esempio, immaginiamo di avere di fronte

    “La scomparsa del branco di cani che si aggirava in città ha colpito Maria”

    In questo caso il verbo ‘aggirarsi’ concorda con un nome all’interno di “del branco di cani” (cioè ‘branco’), “complemento di specificazione” in grammatica tradizionale, altrimenti definito sintagma preposizionale.

    Il discorso si complica se consideriamo la duplice natura della relativa introdotta da ‘che’, la quale può essere

    restrittiva, come in
    - Gli studenti che si impegnano molto supereranno l’esame.

    o non restrittiva, come in
    - Gli studenti, che si impegnano molto, supereranno l’esame.

    Ho l’impressione che una costruzione non restrittiva favorisca la concordanza al plurale, data la maggiore libertà di interpretare il ‘che’ come retto dal nome plurale:

    “La flotta di navi, che vengono dall’America, …”
    vs
    “La flotta di navi che viene dall’America…”

    Per quanto riguarda la norma dei nomi collettivi, è bene a mio avviso precisare che alcuni di essi possono essere usati in maniera translata, o indicare solo quantità, o avere un comportamento diverso a seconda della costruzione.
    Controesempi alla regola:

    “I colpevoli sono un gruppo di delinquenti”
    “Una miriade di persone vanno al mare d’estate”
    “Sono arrivati un branco di venditori ambulanti”

    etc.

    Il consiglio molto banale che mi sentirei di dare a chi volesse evitare “errori” è semplicemente di fare attenzione, rileggere ciò che ha scritto e sentire “come suona”. Ci sono casi (la maggioranza) in cui la concordanza al singolare sarà l’unica opzione; altri in cui il confine non è netto: le sensazioni del parlante nativo valgono più di mille grammatiche!

  • http://www.visualcv.com/danielevirgillito Daniele

    Ciao, vorrei aggiungere alcune considerazioni personali sulla questione.

    - Non sono sicuro che porre l’accento sulla questione dei “complementi” sia molto utile;
    - Bisogna far attenzione al sottile confine tra nomi collettivi e nomi indicanti quantità.

    Di fatto l’accordo del verbo avviene con un nome, e non importa in quale “complemento” si trovi.
    Per riproporre il tuo esempio, immaginiamo di avere di fronte

    “La scomparsa del branco di cani che si aggirava in città ha colpito Maria”

    In questo caso il verbo ‘aggirarsi’ concorda con un nome all’interno di “del branco di cani” (cioè ‘branco’), “complemento di specificazione” in grammatica tradizionale, altrimenti definito sintagma preposizionale.

    Il discorso si complica se consideriamo la duplice natura della relativa introdotta da ‘che’, la quale può essere

    restrittiva, come in
    - Gli studenti che si impegnano molto supereranno l’esame.

    o non restrittiva, come in
    - Gli studenti, che si impegnano molto, supereranno l’esame.

    Ho l’impressione che una costruzione non restrittiva favorisca la concordanza al plurale, data la maggiore libertà di interpretare il ‘che’ come retto dal nome plurale:

    “La flotta di navi, che vengono dall’America, …”
    vs
    “La flotta di navi che viene dall’America…”

    Per quanto riguarda la norma dei nomi collettivi, è bene a mio avviso precisare che alcuni di essi possono essere usati in maniera translata, o indicare solo quantità, o avere un comportamento diverso a seconda della costruzione.
    Controesempi alla regola:

    “I colpevoli sono un gruppo di delinquenti”
    “Una miriade di persone vanno al mare d’estate”
    “Sono arrivati un branco di venditori ambulanti”

    etc.

    Il consiglio molto banale che mi sentirei di dare a chi volesse evitare “errori” è semplicemente di fare attenzione, rileggere ciò che ha scritto e sentire “come suona”. Ci sono casi (la maggioranza) in cui la concordanza al singolare sarà l’unica opzione; altri in cui il confine non è netto: le sensazioni del parlante nativo valgono più di mille grammatiche!

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Daniele ha scritto:

    Il consiglio molto banale che mi sentirei di dare a chi volesse evitare “errori” è semplicemente di fare attenzione, rileggere ciò che ha scritto e sentire “come suona”. Ci sono casi (la maggioranza) in cui la concordanza al singolare sarà l’unica opzione; altri in cui il confine non è netto: le sensazioni del parlante nativo valgono più di mille grammatiche!

    È il nostro consiglio di sempre, approvo in pieno.
    ***
    Sul discorso del complemento hai pienamente ragione, era una semplificazione troppo forte, in effetti.
    Per l’uso traslato secondo me i tre esempi sono da considerarsi errati (ho ancora qualche dubbio sul primo, però).

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Daniele ha scritto:

    Il consiglio molto banale che mi sentirei di dare a chi volesse evitare “errori” è semplicemente di fare attenzione, rileggere ciò che ha scritto e sentire “come suona”. Ci sono casi (la maggioranza) in cui la concordanza al singolare sarà l’unica opzione; altri in cui il confine non è netto: le sensazioni del parlante nativo valgono più di mille grammatiche!

    È il nostro consiglio di sempre, approvo in pieno.
    ***
    Sul discorso del complemento hai pienamente ragione, era una semplificazione troppo forte, in effetti.
    Per l’uso traslato secondo me i tre esempi sono da considerarsi errati (ho ancora qualche dubbio sul primo, però).

  • Davide Sacquegna

    Gentile Livia,
    sulla questione dei collettivi tutte le grammatiche e tutta la letteratura di ogni tempo parlano chiaro: il collettivo accompagnato da complemento di specificazione o dal partitivo può avere la concordanza al plurale. Vedi anche la Crusca: http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_7/interventi/2112.shtml

  • Davide Sacquegna

    Gentile Livia,
    sulla questione dei collettivi tutte le grammatiche e tutta la letteratura di ogni tempo parlano chiaro: il collettivo accompagnato da complemento di specificazione o dal partitivo può avere la concordanza al plurale. Vedi anche la Crusca: http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_7/interventi/2112.shtml

  • Davide Sacquegna

    Il collettivo può avere la concordanza al plurale. La letteratura italiana di ogni tempo è ricchissima di esempi in tal senso, e tutte le grammatiche ammettono questa possibilità. Vedi anche la Crusca: http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_7/interventi/2112.shtml

  • Davide Sacquegna

    Il collettivo può avere la concordanza al plurale. La letteratura italiana di ogni tempo è ricchissima di esempi in tal senso, e tutte le grammatiche ammettono questa possibilità. Vedi anche la Crusca: http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_7/interventi/2112.shtml

  • Hassundrache

    Le accademie, invece di vigilare e correggere, si limitano a “registrare” la prevalenza degli errori e, alla fine, collezionatane un quantità prevalente sulle forme corrette, ammetterli come leciti. Questo tributo alla consuetudine, complice il fatto che, attualmente, i docenti sono giornalisti, politici ed uomini di spettacolo (tutte categorie notoriamente prive di dimestichezza con la logica formale, prima ancora che con la lingua), prevedo ingenererà un inarrestabile scadimento del nostro idioma. Il fenomeno, d’altronde, rispecchia la presente situazione sociale. Non solo non è possibile mandare chi sbaglia ad metalla o ad bestias, ma neppure seppellirlo sotto un meritato ludibrio: non sarebbe politicamente corretto! Ne deriva che, in onore ai concetti di euguaglianza e di pari opportunità (quest’ultimo inteso in senso lato e non di genere) è concesso a chiunque, ancorché provvisto di un’intelligenza o di una cultura più adatte allo svolgimento di un’attività manuale, di contribuire alla “evoluzione” della lingua…

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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