Grammatica di base per tutti – Ausiliari

Scritto da: il 03.10.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Moltissime persone sono perennemente in dubbio su quale sia l’ausiliare giusto, ricorrendo a vere e proprie forme di contorsionismo verbale pur di non utilizzarne. Essere, avere, e in qualche caso eccezionale venire, mettono in crisi nei tempi composti.

Facciamo prima di tutto una panoramica generale, per poi approfondire qualche caso particolare o dubbio.

  • Verbi transitivi

Si usano sia essere sia avere: essere per formare il passivo, avere per i tempi composti. Esempio banale: Mario ha picchiato GiovanniGiovanni è stato picchiato da Mario.

  • Verbi intransitivi

Questa categoria è quella con maggiori problemi, da dirimere in genere con un vocabolario. Ma alcuni linguisti hanno proposto una tassonomia che io trovo efficace, e che utilizzo nei casi dubbi, formulata a partire dal participio passato. Se il participio può essere utilizzato come asserzione bisogna utilizzare l’ausiliare essere, altrimenti avere. Esempio: Rimasto – Il quadro è rimasto qui (l’oggetto rimasto si può dire); digiunato – l’eremita ha digiunato a lungo (l’uomo digiunato non si può dire). Non pretende di essere un criterio esaustivo, ma finora per me ha funzionato.

Alcuni verbi poi si possono considerare ed utilizzare con valore sia transitivo sia intransitivo, passando dall’essere per il passivo all’avere per i composti – Pietro è stato cresciuto dai nonniLa nonna ha cresciuto Pietro.

Venire, come ausiliare, sostituisce l’essere nel caso in cui ci sia una differenza fra azione in svolgimento da parte di qualcuno e azione svolta. C’è una sostanziale differenza tra “il regalo è scartato” e “il regalo viene scartato“. Ovviamente questo funziona esclusivamente nei tempi semplici.

Fra quelli di più difficile attribuzione troviamo in prima posizione i verbi di tempo meteorologico: piovere, nevicare, grandinare. Sono tutti difettivi e generalmente intransitivi, se non per qualche uso eccezionale. E anche se è invalso l’uso dell’ausiliare avere, per le forme impersonali, essere invece si può utilizzare per tutte le forme, e quindi, per me, è preferibile.

Per i verbi servili invece è sufficiente scoprire quale sia l’ausiliare del verbo che regge, ed utilizzare quello. Particolarità vuole che nel caso in cui un servile regga il verbo essere il suo ausiliare sarà necessariamente avere.

Direi che la panoramica si può chiudere qui; e comunque, per tutti i casi dubbi o eccezionali, il mio fedele Devoto-Oli è sempre al mio fianco.

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    > Esempio: Utilizzato – è stato utilizzato

    Ehm… ma “utilizzare” è transitivo e “è stato utilizzato” è il suo passivo… questo esempio non vale! :P

    > Venire, come ausiliare, sostituisce l’essere nel caso in
    > cui ci sia una differenza fra azione in svolgimento da
    > parte di qualcuno e azione svolta. C’è una sostanziale
    > differenza tra “il regalo è scartato” e “il regalo viene
    > scartato“.

    Questo non mi è chiaro. Puoi proavre a rispiergarlo?
    Io ero convinto che l’uso di venire fosse equivalente a quello di essere nel passivo… me tapino :(

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    > Esempio: Utilizzato – è stato utilizzato

    Ehm… ma “utilizzare” è transitivo e “è stato utilizzato” è il suo passivo… questo esempio non vale! :P

    > Venire, come ausiliare, sostituisce l’essere nel caso in
    > cui ci sia una differenza fra azione in svolgimento da
    > parte di qualcuno e azione svolta. C’è una sostanziale
    > differenza tra “il regalo è scartato” e “il regalo viene
    > scartato“.

    Questo non mi è chiaro. Puoi proavre a rispiergarlo?
    Io ero convinto che l’uso di venire fosse equivalente a quello di essere nel passivo… me tapino :(

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Per il primo esempio hai perfettamente ragione, l’ho corretto, grazie mille (mi era sfuggito, succede :D ).

    Per quanto riguarda il verbo venire non c’è contrasto tra quello che sai tu e quel che ho scritto, tutt’al più puntualizzo che uso se ne debba fare. Con venire infatti si puntualizza che si sta utilizzando un passivo, che nei tempi semplici col solo verbo essere non sempre si può discernere.
    Per tornare all’esempio del regalo, nel momento in cui tu scrivessi “il regalo è impacchettato” non hai formato necessariamente un passivo (si può intendere in almeno due modi), ma se sostituisci ad è il verbo viene, indichi chiaramente la presenza di un complemento d’agente (o al più di causa efficiente)che sta compiendo l’azione, benché non sia esplicito.
    Spero di essere stata meno oscura. :)

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Per il primo esempio hai perfettamente ragione, l’ho corretto, grazie mille (mi era sfuggito, succede :D ).

    Per quanto riguarda il verbo venire non c’è contrasto tra quello che sai tu e quel che ho scritto, tutt’al più puntualizzo che uso se ne debba fare. Con venire infatti si puntualizza che si sta utilizzando un passivo, che nei tempi semplici col solo verbo essere non sempre si può discernere.
    Per tornare all’esempio del regalo, nel momento in cui tu scrivessi “il regalo è impacchettato” non hai formato necessariamente un passivo (si può intendere in almeno due modi), ma se sostituisci ad è il verbo viene, indichi chiaramente la presenza di un complemento d’agente (o al più di causa efficiente)che sta compiendo l’azione, benché non sia esplicito.
    Spero di essere stata meno oscura. :)

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    > indichi chiaramente la presenza di un complemento d’agente

    Ok! Ora è più chiaro ;)

    PS oggi mi sento pignolo: con utilizzare l’esempio non va proprio perchè utilizzare è transitivo (“io utilizzo la tastera”)
    Magari potresti usare “scendere” (Dante sceso all’Inferno…)

    PPS Da noi in Puglia scendere, salire, uscire ecc. vengono spesso usati in modo transitivo… sì lo so che non si dovrebbe…

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    > indichi chiaramente la presenza di un complemento d’agente

    Ok! Ora è più chiaro ;)

    PS oggi mi sento pignolo: con utilizzare l’esempio non va proprio perchè utilizzare è transitivo (“io utilizzo la tastera”)
    Magari potresti usare “scendere” (Dante sceso all’Inferno…)

    PPS Da noi in Puglia scendere, salire, uscire ecc. vengono spesso usati in modo transitivo… sì lo so che non si dovrebbe…

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Grazie mille ancora.
    L’uso di scendere e salire come transitivi è documentato anche dal De Mauro, ma mi piacerebbe comunque che facessi qualche esempio di uso comune nella tua zona.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Grazie mille ancora.
    L’uso di scendere e salire come transitivi è documentato anche dal De Mauro, ma mi piacerebbe comunque che facessi qualche esempio di uso comune nella tua zona.

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Ad esempio, se tu fossi una studentessa, un’amica potrebbe dirti al citofono : “Livia, mi scenderesti il libro di geografia?” (sempre che tu non abiti a piano terra).

    Vale anche con uscire: “Esci la carne dal frigo, per favore?”…

    Di solito qui al nord rabbrividiscono quando sentono la prima volta questa espressione…se però la ripeti un pò di volte è facile che comincino ad usarla anche loro ;)

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Ad esempio, se tu fossi una studentessa, un’amica potrebbe dirti al citofono : “Livia, mi scenderesti il libro di geografia?” (sempre che tu non abiti a piano terra).

    Vale anche con uscire: “Esci la carne dal frigo, per favore?”…

    Di solito qui al nord rabbrividiscono quando sentono la prima volta questa espressione…se però la ripeti un pò di volte è facile che comincino ad usarla anche loro ;)

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Beh, sappi che è frequente anche qui, e lo uso comunemente anche io. Certo, potrei dire “Tira fuori la carne dal frigo”, o addirittura “Estrai la carne dal frigo”. Nel primo caso probabilmente andrebbe tutto bene, nel secondo mio marito correrebbe a prendere il termometro (o la bacchetta da prestigiatore)…

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Beh, sappi che è frequente anche qui, e lo uso comunemente anche io. Certo, potrei dire “Tira fuori la carne dal frigo”, o addirittura “Estrai la carne dal frigo”. Nel primo caso probabilmente andrebbe tutto bene, nel secondo mio marito correrebbe a prendere il termometro (o la bacchetta da prestigiatore)…

  • http://reloj.altervista.org/wordpress/ Reloj

    L’uso transitivo di uscire/scendere/salire è una cosa che al mio orecchio suona orribile. Credevo fosse solo un uso del sud Italia, al nord non l’ho mai sentito…
    Invece in Sardegna si tende a usare sempre l’ausiliare essere: per esempio si può sentire “Si ha messo il maglione” invece di “Si è messo il maglione”, “Si ha fatto male” invece di “Si è fatto male”.
    Non so se qualche dizionario contempli la variante, ma a me piace comunque di più che “esci la carne dal frigo” :)

  • http://reloj.altervista.org/wordpress/ Reloj

    L’uso transitivo di uscire/scendere/salire è una cosa che al mio orecchio suona orribile. Credevo fosse solo un uso del sud Italia, al nord non l’ho mai sentito…
    Invece in Sardegna si tende a usare sempre l’ausiliare essere: per esempio si può sentire “Si ha messo il maglione” invece di “Si è messo il maglione”, “Si ha fatto male” invece di “Si è fatto male”.
    Non so se qualche dizionario contempli la variante, ma a me piace comunque di più che “esci la carne dal frigo” :)

  • Oliva Vita

    grammaticalmente é giusto dire ” esci la carne dal frigo,

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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