Grammatica di base per aspiranti scrittori – participio

Scritto da: il 29.05.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Quando il participio si riferisce a generi o numeri diversi dal singolare maschile, è lecito e normale avere qualche dubbio sulle sue concordanze. “Papà ci ha accompagnato” o “papà ci ha accompagnati”? Sembrerebbe una domanda semplice, ma in effetti così non è, perché non c’è una sola regola sottesa alla concordanza del participio.

Generalmente una prima distinzione si può fare in base all’ausiliare utilizzato: nei casi che prevedono l’uso verbo essere la concordanza va sempre effettuata con il soggetto, senza possibilità di errore, almeno nella modernità.

Per l’ausiliare avere invece la questione si complica, e dipende dall’intera costruzione della frase. Tutte le grammatiche indicano che i pronomi personali atoni  che assumano funzione di complemento oggetto debbano essere seguiti da un participio che concordi per genere e numero: Giulia ha comprato due borse le ha comprate.

Nella prima parte dell’esempio avrete notato l’uso invariante del participio, declinato al maschile singolare; è un uso corretto e consigliabile, nonostante si possa in vari casi utilizzare la piena concordanza con il complemento oggetto: le api che ho catturate è una forma accettata, anche se si tende, appunto, ad uniformarsi all’uso invariante. Nei casi in cui ci siano i pronomi mi, ci, ti, vi è consigliata invece dell”invarianza la concordanza: ci avete raggirate per me è sicuramente meglio di ci avete raggirato.

Un ultimo caso da ricordare è che la concordanza è corretta e obbligatoria per tutte quelle forme che derivano dall’antico ablativo assoluto latino: passate le ore. Per il resto è da considerare caso per caso e suono per suono.

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