Grammatica di base per aspiranti scrittori – parte I – gli accenti

Scritto da: il 18.07.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Mi lamento spesso degli orrori grammaticali che arrivano con gli scritti in redazione. Ebbene forse è il momento di smettere di lagnarsi e dare qualche dritta per un controllo ortografico accurato prima della spedizione della vostra opera. Sono certa che non facciate questi sbagli, ma un ripassino veloce non farà male.

Ormai con i vari programmi, openoffice, word e simili, gli errori ortografici puri si sono ridotti drasticamente, per fortuna. Ma i programmi sono pur sempre programmi, ed hanno un bel correggere gli strafalcioni, gli autori sanno inventare sempre qualcosa di nuovo. Prontuario dei tasti dolenti, con l’aiuto dell’Accademia della crusca:

NON si apostrofa qual è. Mai.

Ci sono dei motivi per cui esistono accenti di due tipi ed apostrofi, vediamo un po’ che uso farne: richiedono l’accento acuto sulla e finale: affinché, benché, cosicché, finché, giacché, né, nonché, perché, poiché, purché, sé (come pronome: “Tizio pensa solo a sé”), sicché, ventitré e tutti i composti di tre (trentatré, quarantatré, centotré, ecc.); infine, le terze persone singolari del passato remoto di verbi come battere, potere, ripetere, ecc.: batté, poté, ripeté, ecc.
In tutti gli altri casi, l’accento sulla e finale è grave. Ricordate, in particolare, di segnarlo sulla terza persona del presente indicativo del verbo essere: è, su tè e su caffè.

Mettere l’accento o meno in alcuni casi non è facile. Bisogna ricordare che l’accento NON si mette sui monosillabi (che orrore leggere: Non ci stà). Quindi non hanno MAI l’accento va (terza persona di andare), fa, sta, qui, qua.

(verbo dare): Mi dà fastidio -  da (preposizione): Vengo da Bari
(il giorno): La sera del dì di festa -  di (preposizione): È amico di Marco
è (verbo essere): È stanca -  e (congiunzione): coltelli e forchette
(avverbio di luogo): vai là -  la (articolo o pronome): La pizza, la mangi?
(avverbio di luogo): Rimani lì – li (pronome): Non li vedo
(congiunzione negativa): Né carne né pesce – ne (avverbio o pronome): Me ne vado; te ne importa?
(pronome): Chi fa da sé fa per tre – se (congiunzione): Se torni, avvisami
(affermazione): Sì, mi piace - si (pronome): Marzia non si sopporta
(la bevanda): Una tazza di tè -  te (pronome): Dico a te!

Per gli apostrofi, questi indicano elisione: caso celeberrimo è il va’ pensiero (elisione da vai pensiero, quindi corretto). Seguono questa regola po’ (poco), fa’ (solo quando indica seconda persona – fai).

E per gli amanti del web, che spessissimo usano l’apocope (non è una parolaccia, ora vedrete), ecco grafie corrette, in neretto, ed in corsivo gli Orrori più usuali:

Beh o be’bhe, bhé
Mah - mha
Ehm - hem, em

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Effettivamente la differenza tra accento grave e acuto mi spiazza sempre… forse perché quando l’ho studiata a scuola non vi ho dato peso più di tanto. Scrivendo a mano allora, l’accento era per me un segnetto a penna un pò curvo e la sua inclinazione non mi pareva poi così importante!

    Questa pagina mi sa che me la stampo e me la tengo come promemoria!

    ciao
    Angelo

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Effettivamente la differenza tra accento grave e acuto mi spiazza sempre… forse perché quando l’ho studiata a scuola non vi ho dato peso più di tanto. Scrivendo a mano allora, l’accento era per me un segnetto a penna un pò curvo e la sua inclinazione non mi pareva poi così importante!

    Questa pagina mi sa che me la stampo e me la tengo come promemoria!

    ciao
    Angelo

  • http://www.lasvegasedizioni.splinder.com Andrea

    Eh, a proposito di vita da editore, leggi un po’ qui: http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/17839591/VITA+DA+EDITORE+-+SECONDO+EPIS
    Ciao!
    Andrea

  • http://www.lasvegasedizioni.splinder.com Andrea

    Eh, a proposito di vita da editore, leggi un po’ qui: http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/17839591/VITA+DA+EDITORE+-+SECONDO+EPIS
    Ciao!
    Andrea

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    @ Angelo: se ti interessa la rubrica Vita da editore è online il martedì e il venerdì, e sono in programma almeno altri due promemoria per aspiranti scrittori.

    @Andrea: Ah, come ti capisco! Allora non siamo solo noi ad attirare scrittori insani!

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    @ Angelo: se ti interessa la rubrica Vita da editore è online il martedì e il venerdì, e sono in programma almeno altri due promemoria per aspiranti scrittori.

    @Andrea: Ah, come ti capisco! Allora non siamo solo noi ad attirare scrittori insani!

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Ciao Livia.
    Mi sono imbattuto su Anobii nel gruppo del circolo Gutenberg (purtroppo non ho il tempo al momento di seguirne a fondo le attività…ma vi tengo d’occhio :) e da lì poi sono arrivato qui e iscritto al feed Rss :)

    PS solo che ora mi è venuta l’angoscia di sbagliare gli accenti nei commenti a questo blog :D

    ciao
    Angelo

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Ciao Livia.
    Mi sono imbattuto su Anobii nel gruppo del circolo Gutenberg (purtroppo non ho il tempo al momento di seguirne a fondo le attività…ma vi tengo d’occhio :) e da lì poi sono arrivato qui e iscritto al feed Rss :)

    PS solo che ora mi è venuta l’angoscia di sbagliare gli accenti nei commenti a questo blog :D

    ciao
    Angelo

  • Mushin

    ehm, secondo mé alla fine non capisco qual’é tutto questo problema. L’importante e capirsi…

  • Alessandro

    Sono d’accordo con Angelo, questa pagina è da tenere con sé.
    Adesso ho l’angoscia di avere scritto correttamente questo commento.
    Mi aspetto altre pagine di questo genere.
    Grazie

  • Alessandro

    Sono d’accordo con Angelo, questa pagina è da tenere con sé.
    Adesso ho l’angoscia di avere scritto correttamente questo commento.
    Mi aspetto altre pagine di questo genere.
    Grazie

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ SFranz

    Belle e utili annotazioni, Livia! Aggiungerei le differenze tra verbo e sostantivo dovuto al cambio di accento: es. véstiti (impertativo di vestirsi) e vestìti (abiti ma, anche, participio passato plurale di vestire:”a carnevale si son vestìti da samurai”).Ci sono poi parole assai ambigue se decontestualizzate es “leggi” che, pur mantenendo il medesimo accento (la prima ‘e’) , può essere sia in un imperativo “Leggi l’ultimo romanzo delle edizioni Villaggio Maori, te lo consiglio!”; ma anche sostantivo plurale di “legge; curiosità: stesso discorso vale anche per, appunto, “légge” es. “Che fa la nostra matricola in Giurisprudenza? Légge la Légge!”. la (relativa ma metterebbe probabilmente in difficoltà uno straniero che volesse imparare l’Italiano) ambiguità è data dall’omofonia della parola. Con gli accenti ha anche a che fare pèsca e pésca che si possono non mettere ma il primo è il frutto, mentre la seconda può essere miracolosa e il suo frutto si può mangiare ed è, il più delle volte, delizioso.
    Ben fai notare, Livia, il tè (bevanda) che anche in tanti bar (e anche in confezioni che compri al supermercato o in negozio) proprio di questi tempi col caldo, vedi scritto “thè” che mi fa inorridire al quadrato: prima come italiano e, a pari merito, come insegnante e amante della (bella) lingua Inglese la quale è priva di accenti scritti (ma si consola con gli apostrofi) anche se possono determinare il significato di una parola: tipico esempio che chiunque adoperi i computer dovrebbe sapere: “to process”: se pronuncio pròcess elaboro qualcosa (dati o simili: word pròcessor: elaboratore di testi) se cambio accento “to procèss” vado in processione (per Madonne o Santi e similia). E, parlando di possibili ambiguità, concludo con esempi (da manuale) che possono essere realmente di una tale ambiguità da renderne davvero difficoltosa l’esatta comprensione. Mi riferisco – e son sicuro che le conosci già, Livia – alle anfibologie che si incontrano più spesso nel codice scritto (in quello parlato è già meno probabile): 1° esempio (semplice): “Quello è il ritratto di mio nonno”; in che senso? che ritrae/raffigura il nonno o che è di sua proprietà (e raffigura/ritrae qualcun altro)? La comprensione esatta del secondo esempio la lascio ai lettori: “Una vecchia porta la sbarra”.
    Saluti

    Sfranz

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ SFranz

    Belle e utili annotazioni, Livia! Aggiungerei le differenze tra verbo e sostantivo dovuto al cambio di accento: es. véstiti (impertativo di vestirsi) e vestìti (abiti ma, anche, participio passato plurale di vestire:”a carnevale si son vestìti da samurai”).Ci sono poi parole assai ambigue se decontestualizzate es “leggi” che, pur mantenendo il medesimo accento (la prima ‘e’) , può essere sia in un imperativo “Leggi l’ultimo romanzo delle edizioni Villaggio Maori, te lo consiglio!”; ma anche sostantivo plurale di “legge; curiosità: stesso discorso vale anche per, appunto, “légge” es. “Che fa la nostra matricola in Giurisprudenza? Légge la Légge!”. la (relativa ma metterebbe probabilmente in difficoltà uno straniero che volesse imparare l’Italiano) ambiguità è data dall’omofonia della parola. Con gli accenti ha anche a che fare pèsca e pésca che si possono non mettere ma il primo è il frutto, mentre la seconda può essere miracolosa e il suo frutto si può mangiare ed è, il più delle volte, delizioso.
    Ben fai notare, Livia, il tè (bevanda) che anche in tanti bar (e anche in confezioni che compri al supermercato o in negozio) proprio di questi tempi col caldo, vedi scritto “thè” che mi fa inorridire al quadrato: prima come italiano e, a pari merito, come insegnante e amante della (bella) lingua Inglese la quale è priva di accenti scritti (ma si consola con gli apostrofi) anche se possono determinare il significato di una parola: tipico esempio che chiunque adoperi i computer dovrebbe sapere: “to process”: se pronuncio pròcess elaboro qualcosa (dati o simili: word pròcessor: elaboratore di testi) se cambio accento “to procèss” vado in processione (per Madonne o Santi e similia). E, parlando di possibili ambiguità, concludo con esempi (da manuale) che possono essere realmente di una tale ambiguità da renderne davvero difficoltosa l’esatta comprensione. Mi riferisco – e son sicuro che le conosci già, Livia – alle anfibologie che si incontrano più spesso nel codice scritto (in quello parlato è già meno probabile): 1° esempio (semplice): “Quello è il ritratto di mio nonno”; in che senso? che ritrae/raffigura il nonno o che è di sua proprietà (e raffigura/ritrae qualcun altro)? La comprensione esatta del secondo esempio la lascio ai lettori: “Una vecchia porta la sbarra”.
    Saluti

    Sfranz

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  • Michele

    Grazie, Livia!
    Hai sciolto qualche mio dubbio.
    Michele

  • Michele

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    Michele

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    È il motivo per cui è nata questa serie di post, Michele, e sono molto contenta di esserti stata utile!

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  • luigi

    sono finito qui per sapere se per scrivere: fa come avverbio bisogna metterci l’accento (fà). Ho capito che se fa è verbo (terza persona del verbo fare) non ci vuole l’accento se è avverbio ci vuole. E’ giusto?
    Visto che leggi sempre mi consigli un ebook, voglio comprarlo ma non ho idea di quale prendere.
    Ciao
    Luigi

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Su fa non si mette mai l’accento, non ci sono eccezioni.
    Per quanto riguarda il consiglio io son curiosa di leggere questo: http://www.bookrepublic.it/book/9788897318002-la-matematica-e-scolpita-nel-granito/ che è appena uscito. Tu che genere di libri cerchi?

  • Anna Maria

    grazie Livia, utile per un ripasso e conseguente passaggio a qualcuno di mia conoscenza (mi prendo una piccola rivincita).
    Certo che incontrare errori di grammatica fra editori, giornalisti e prof, è sconfortante
    tornerò

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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