Grammatica avanzata per aspiranti scrittori – Preposizioni nelle citazioni

Scritto da: il 01.08.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Alle volte si ha la necessità di citare un grande autore, uno scritto, un titolo del passato. Di aprire quindi le virgolette e capire cosa fare dell’articolo che accompagna il nome. Sembra facile, ma in realtà per anni si sono avute attribuzioni controverse, tanto che persino alcune grammatiche e moltissimi testi scolastici ne fanno un uso errato.

Per parlare delle citazioni non posso esimermi dal citare un complesso articolo di Giovanni Nencioni sulla Crusca per voi (n° 13, p.11):

«La preposizione de non esiste nell’italiano odierno allo stato isolato e i dizionari la registrano perché compare nelle scritture letterariamente analitiche della preposizione articolata (de la, de lo ecc.) o nelle citazioni di nomi propri o di opere che cominciano con l’articolo. [...]

Dalle edizioni o imitazioni della scrittura analitica dei testi antichi è [...] venuta l’idea che essa possa usarsi per mantenere intatti i nomi di luogo e persona o i titoli di opere preceduti dalla preposizione articolata; c’è tuttavia chi preferisce ricorrere, per lo stesso scopo, alle sole preposizioni realmente presenti nella nostra lingua, scrivendo sintetico e legato come pronuncia: della Spezia, dell’Aquila, dei “Promessi sposi”, nei “Promessi Sposi”, ai “Promessi sposi” ecc. La soluzione di ricorrere, per la scrittura analitica, al reale di invece del supposto de, scrivendo di La Spezia, di “I promessi sposi”, non sarebbe esauriente se non fosse estesa a tutta la serie, scrivendo anche in “I promessi sposi”, in L’Aquila, e producendo un forte divario tra il modo scritto e il parlato, che denuncerebbe una grave insufficienza della nostra ortografia.

Riteniamo pertanto di consigliare la soluzione grafica che riproduce più fedelmente la pronuncia e che è più facile ad essere applicata da tutti.»

Che vuol dire, in parole semplici? Vuol dire che se appartenete a quella schiatta di scrittori che utilizza ad esempio Sartre è autore de “La nausea”, dovreste scrivere anche Il personaggio che si trova in “La nausea” è complesso. Che non è proprio gradevolissimo.

L’uso corretto e consigliato (non l’unico) consiste nel  togliere l’articolo ed utilizzare la preposizione articolata corrispondente. Un piccolo esempio per rafforzare l’idea che sia la grafia corretta: volendo considerare La Spezia, vi faccio notare che gli abitanti della Spezia si chiamano Spezzini, non Laspezzini

  • Elfo

    E per fare una piccola osservazione: noi del luogo diciamo “Vado a Spezia” e mai “Vado a LA Spezia”…

  • Elfo

    E per fare una piccola osservazione: noi del luogo diciamo “Vado a Spezia” e mai “Vado a LA Spezia”…

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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