Grammatica avanzata per aspiranti scrittori – Plastismi

Scritto da: il 08.08.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Non è una parolaccia, anche se forse un po’ lo sembra. I plastismi sono quei “tic” verbali che sono usati e abusati tanto da aver perso la loro connotazione originaria. Parole spesso polisemiche, come roba o cosa, o locuzioni adattabili a qualsiasi conversazione.

I plastismi emergono quasi sempre nel linguaggio colloquiale, nel parlato; a volte sono utili semplificazioni per evitare lunghe parafrasi e creare un immediato “sentire comune” tra gli interlocutori. Diverso è il caso della lingua scritta.

Se quant’altro, a livello di, nella misura in cui, cosa e roba sono ancora accettabili nei discorsi, non lo sono certamente nella stesura di un testo, sia esso un romanzo o un saggio. Sono anzi una pericolosa scorciatoia che rischia di togliere senso invece di chiarirlo.

Quasi sempre la nostra lingua possiede il giusto termine per comunicare un concetto in tutte le sue sfumature. Ricercare la parola più adatta non è un esercizio fine a se stesso ma una forma di rispetto per il proprio lettore; questo non implica, come molti credono, il  ricorso a formule obsolete e termini arzigogolati.

Piuttosto si tratta di selezionare tra tutti i lemmi possibili quello che più esprime il proprio sentire, e confidare nella eccellente capacità espressiva della nostra lingua.

Ed ecco quello che dice a proposito dei plastismi Ornella Pollidori Castellani nel suo ottimo La lingua di plastica:

Tutti i plastismi hanno poi una caratteristica preoccupante: quella di far terra bruciata intorno a sé. Nel senso che, a furia di usare sempre le stesse formule preconfezionate, si disimpara a cercare di volta in volta la soluzione lessicale più adeguata a rendere una particolare accezione o sfumatura: in pratica, si disimpara la lingua, e si lascia che questa, sfruttata così poco e male, appaia impoverita e desolatamente gregaria.

  • http://www.writersdream.forumfree.net Ayame, alias Linda

    Vero, maledizione… me ne sono accorta in questi ultimi tempi: si disimpara davvero la lingua. Complice il fatto che negli utlimi tempi non ho avuto tempo per leggere (da giugno fino a fine luglio ho fatto l’animatrice, mattino e pomeriggio, a più di 70 ragazzini scatenati) mi sono accorta di essere “regredita”!

  • http://www.writersdream.forumfree.net Ayame, alias Linda

    Vero, maledizione… me ne sono accorta in questi ultimi tempi: si disimpara davvero la lingua. Complice il fatto che negli utlimi tempi non ho avuto tempo per leggere (da giugno fino a fine luglio ho fatto l’animatrice, mattino e pomeriggio, a più di 70 ragazzini scatenati) mi sono accorta di essere “regredita”!

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