Grammatica avanzata per aspiranti scrittori – I numeri

Scritto da: il 07.11.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

A meno che non scriviate saggi scientifici che prevedano l’inserimento di formule matematiche, come scrittori avrete limitate esigenze di scrivere numeri; non per questo tuttavia, quando sono necessari, bisogna inserirli con sciatteria.

Ci sono regole ben precise per la scrittura dei numeri cardinali e ordinali all’interno di un testo, semplificabili in un criterio generale su cui innestare le dovute eccezioni: numeri interi inferiori a dieci devono sempre essere scritti in lettere.

Per tutti gli altri interi esiste sempre la possibilità di doppia trascrizione, benché sia preferibile, ogni volta che si può, la trascrizione in lettere. Ho timbrato 270 schede è ottimo in cifre, ho risolto duecento equazioni è più efficace in lettere.

Bisogna trascrivere in lettere:

  • i numeri cardinali che “identificano in modo assoluto le corrispondenti entità aritmetiche, a prescindere dal sistema di rappresentazione” (sei, quarantadue);
  • i numeri che indicano concetti, incluso lo zero (le probabilità erano meno di zero, uno tra mille);
  • i numeri cardinali sia interi sia decimali che appartengono ad espressioni linguistiche standardizzate o ricorrenti (le cinque giornate, un metro e dieci);
  • quelli che rappresentano entità astratte, indipendenti dalla forma in cui vengono espressi (il più grande divisore di quarantadue che sia  minore di sei);
  • gli orari approssimativi (le sei e un quarto, le undici di sera);
  • i numeri ad inizio frase, di qualsiasi grandezza, e quelli a loro legati (due sciamani e seicento gatti celebrarono un rito);
  • i numeri che nella pronuncia richiedono un apostrofo.

Per esigenze di stile è possibile scrivere in lettere anche numeri che non appartengano alle categorie di questo elenco, ma quasi mai è vero il contrario: quella birra aveva il sette virgola cinque di volume d’alcol è accettabile, mamma, rientrerò alle 21:17 no (per quanto inverosimile ho letto davvero la seconda frase).

Ovviamente se gli orari precisi servono ad una scansione temporale ben vengano, specie nei generi che lo richiedono (thriller, gialli, noir), ma per il resto sarebbero da evitare.

Insomma, anche qui, le regole vanno applicate con discernimento, tentando di capire caso per caso quale sia l’esito migliore.

Commenti non consentiti

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple