Esercizi di scrittura – pensiero laterale

Scritto da: il 13.04.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Ho riesumato dalla memoria (mia e del mio computer) un vecchio esercizio di pensiero laterale, che mi avevano insegnato a scuola e che ho riproposto a un manipolo di scrittori: prendere alcuni termini e usarli non nel loro significato originario ma in un senso il più possibile differente. Dato che è uno svago e la giornata si presta, niente recensione per oggi, ma solo questo gioco, riproposto anche a voi.

I 10 termini (possono essere usati in qualunque ordine):

  1. Carattere
  2. Cintura
  3. Feromone
  4. Cassa
  5. Libraio
  6. Imprinting
  7. Budino
  8. Spazzola
  9. Panoramica
  10. Libri

Qui di seguito l’elaborazione di Noe, folle(tto) come sempre. Ah, Caym sono io.

Il denaro non dà felicità – Dedicato a Caym, che l’ha gradito su Anobii.

Uscì di CASSA subito dopo pranzo, montò con spavalderia sulla mano del LIBRAIO e gli ordinò di portarlo al mare. Mentre attraversavano la porta si ammirò con orgoglio nella vetrina: smilzo, colorato, con la scritta Euro di un bel CARATTERE sobrio.
Si sentiva il padrone del mondo, con la sua CINTURA di filigrana, marchio di qualità, e chili di FEROMONE che emanavano da ogni millimetro di cellulosa. Altro che Casanova, altro che Don Giovanni. Mai visto uno più amato di lui, più riverito, più desiderato e più servito. Ma non aveva mai visto il mare. Aveva girato il mondo, in lungo e il largo, ma un tufficello in mare, neanche a parlarne. Cinque euro gliene aveva parlato una volta. Era scivolato giù, accidentalmente dimenticato in un costume, e li aveva visti. I pesci, gli scogli, non era come vederlo da su, il mare. Immersi come in un BUDINO era meglio. Si diventava tutti molli e rilassati, ci si distendeva…
Cinque euro aveva vissuto per anni in una profumeria e conosceva solo termini attinenti; misteri dell’IMPRINTING linguistico.
E così gli descrisse la SPAZZOLA a mille braccia e il deodorante a spruzzo nero, con emozione; lui sapeva la verità sul loro conto, era conio di mondo, aveva visto le banche e parlato con i conti correnti più in vista. Ma non lo smentì mai per educazione. Cinque euro era una banconota semplice.
Una PANORAMICA veloce della sua vita, e l’emozione per quel nuovo evento crebbe; aveva visto e sentito di tutto, ma non era mai stato sott’acqua.
Attraversò la porta del LIDO tremando anche se non c’era vento.
La sua LIBRA-uto si fermò sul bancone.
- Un ingresso, grazie!-.
Ingresso, ingresso, era il grande momento!
- Venti Euro, buon proseguimento! -.
Venti euro, presente!
Era lì, era lì!
Rientrò in CASSA.
Il denaro non dava la felicità; non poteva neanche sentirla.

Fatevi sotto!

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Il libraio finisce d’infilare l’ultimo chiodo nella cassa e poi osserva soddisfatto il suo operato. Bene, ora quel feromone a grandezza umana è sistemato. Non vuole pensare a quello che poteva accadere a quel cervello di budino di sua figlia. Quella ebete non aveva nessuna qualità, a parte il suo appetito incontrollabile. Una che si spazzola sei uova di Pasqua in una giornata non è normale. E dire che un’educazione gliel’aveva data, l’imprinting iniziale c’era. Non si spiega come quel tizio pallido, sifilitico con quelle occhiaie nere e i capelli sparati sia entrato in camera di sua figlia. L’ha pescato che già si stava togliendo la cintura. Per la rabbia aggiunge qualche chiodo alla cassa. Poi dice:
    « Così non c’è rischio che voli via, balengo. »
    E sì, non capita spesso che il ragazzo di tua figlia si libri in aria per scappare dalla finestra, quando minacci di ucciderlo. Lo torturerebbe volentieri, come si faceva nel Medioevo. Ci sono le giostre in città, magari può usare la ruota panoramica. Sente dei colpi venire dalla bara improvvisata. Non si arrende ancora, il ragazzo. Con un pennarello scrive qualcosa sul legno con un carattere grosso e ben definito.
    “Alaska”

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Il libraio finisce d’infilare l’ultimo chiodo nella cassa e poi osserva soddisfatto il suo operato. Bene, ora quel feromone a grandezza umana è sistemato. Non vuole pensare a quello che poteva accadere a quel cervello di budino di sua figlia. Quella ebete non aveva nessuna qualità, a parte il suo appetito incontrollabile. Una che si spazzola sei uova di Pasqua in una giornata non è normale. E dire che un’educazione gliel’aveva data, l’imprinting iniziale c’era. Non si spiega come quel tizio pallido, sifilitico con quelle occhiaie nere e i capelli sparati sia entrato in camera di sua figlia. L’ha pescato che già si stava togliendo la cintura. Per la rabbia aggiunge qualche chiodo alla cassa. Poi dice:
    « Così non c’è rischio che voli via, balengo. »
    E sì, non capita spesso che il ragazzo di tua figlia si libri in aria per scappare dalla finestra, quando minacci di ucciderlo. Lo torturerebbe volentieri, come si faceva nel Medioevo. Ci sono le giostre in città, magari può usare la ruota panoramica. Sente dei colpi venire dalla bara improvvisata. Non si arrende ancora, il ragazzo. Con un pennarello scrive qualcosa sul legno con un carattere grosso e ben definito.
    “Alaska”

  • *minnie93*

    Dopo aver riparato la cassa del pianoforte il signor X incise l’iniziale del suo nome con un piccolo carattere dorato sulla sua cintura protettiva. Poi, uscito di fretta dalla bottega, si diresse a gran passi verso dei maestosi alberi… Il signor X piangeva disperatamente poiché alcuni addetti alla manutenzione stavano tagliando dei poveri pini. Poteva notare i vari libri presso le cortecce che già, dal vitale colore verde, scemavano verso un marrone scuro, quasi nero. Allora montato sulla sua due ruote, pieno di rabbia, il signor X imboccò la panoramica e si diresse a sud, verso il bosco. Il vento era molto forte, e già da lontano poteva osservare quella massa ondeggiante di budino verde che nella mente di molti sarebbe stato un imprinting quasi spaventoso, ma nell’animo del signor X suscitò una quiete innaturale. Sceso dalla moto, capelli e baffetti a spazzola al vento, si inoltrò tra le fronde, raggiunse una radura, e pianse, pianse lacrime di dolore per quei poveri alberi morti. Poi però ricordò quale fosse la sua missione, ridare vita a quelle cortecce, creare strumenti musicali che avrebbero dato voce alle anime imprigionate nel legno scuro. Così, con il ricordo del vivo feromone vegetale nel cuore, tornò al suo lavoro, ma prima di continuare con i suoi arnesi, corse verso la libreria dove chiese al gentil libraio quanti e quali libri fossero stati realizzati in carta riciclata. Conosciuta la risposta il signor X, acquisto un manuale sulla creazione di opuscoli in carta riciclata, decidendo che da quel momento avrebbe pubblicizzato la sua bottega nel rispetto della natura.

  • *minnie93*

    Dopo aver riparato la cassa del pianoforte il signor X incise l’iniziale del suo nome con un piccolo carattere dorato sulla sua cintura protettiva. Poi, uscito di fretta dalla bottega, si diresse a gran passi verso dei maestosi alberi… Il signor X piangeva disperatamente poiché alcuni addetti alla manutenzione stavano tagliando dei poveri pini. Poteva notare i vari libri presso le cortecce che già, dal vitale colore verde, scemavano verso un marrone scuro, quasi nero. Allora montato sulla sua due ruote, pieno di rabbia, il signor X imboccò la panoramica e si diresse a sud, verso il bosco. Il vento era molto forte, e già da lontano poteva osservare quella massa ondeggiante di budino verde che nella mente di molti sarebbe stato un imprinting quasi spaventoso, ma nell’animo del signor X suscitò una quiete innaturale. Sceso dalla moto, capelli e baffetti a spazzola al vento, si inoltrò tra le fronde, raggiunse una radura, e pianse, pianse lacrime di dolore per quei poveri alberi morti. Poi però ricordò quale fosse la sua missione, ridare vita a quelle cortecce, creare strumenti musicali che avrebbero dato voce alle anime imprigionate nel legno scuro. Così, con il ricordo del vivo feromone vegetale nel cuore, tornò al suo lavoro, ma prima di continuare con i suoi arnesi, corse verso la libreria dove chiese al gentil libraio quanti e quali libri fossero stati realizzati in carta riciclata. Conosciuta la risposta il signor X, acquisto un manuale sulla creazione di opuscoli in carta riciclata, decidendo che da quel momento avrebbe pubblicizzato la sua bottega nel rispetto della natura.

  • Noe

    Ahh..
    Che bello quando uno ha fatto in anticipo in compiti per casa.

    :-p :-p :-p

    Livia!
    Smettila di raccattare tutto il pattume che lascio in giro per il web!

    Mmmm…ma mi sono dimenticata la parola libri, o mi sbaglio???
    Ops, scusate…

  • Noe

    Ahh..
    Che bello quando uno ha fatto in anticipo in compiti per casa.

    :-p :-p :-p

    Livia!
    Smettila di raccattare tutto il pattume che lascio in giro per il web!

    Mmmm…ma mi sono dimenticata la parola libri, o mi sbaglio???
    Ops, scusate…

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    L’ha scordata anche dabria, mi sa…

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    L’ha scordata anche dabria, mi sa…

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    Scusa se è un po lungo, ma mi sono lasciato prendere dall’ispirazione…
    ****************

    Spider fece scendere dolcemente l’aeromobile nel parcheggio di fronte alla bassa costruzione in legno, fango e paglia.
    «Ci siamo: ecco il porcile che amministra Vega e tutta la zona della CINTURA di Orione!»
    Si volse verso il suo compagno, che pareva non averlo sentito e neppure essersi accordo che fossero giunti a destinazione. Teneva premuto il naso su vecchio e consunto lettore d’immagini, le sue labbra impegnate in un frenetico biascicare appena percettibile all’udito. Arrivato in fondo alla lettura aprì una fialetta delle sue, chiuse di colpo gli occhi, e inspirò profondamente l’IMPRINTING, la droga che gli avrebbe permesso di usare la zona celebrale della magia con la stessa consapevolezza di un arto del suo corpo. Spider attese il minimo indispensabile, ed appena i tremiti del mago si affievolirono scavalcò il sedile del guidatore per andare nel retro della vettura, spingendo da parte il compagno senza troppo garbo.
    Uno scricchiolio di plastica e vetro sfondati contributi a riportare quasi completamente in se stesso il negromante.
    «Guarda dove metti i piedi, pezzo di merda!» disse raccogliendo i frammenti di un LIBRO di magia «Cristo! Mi ha fottuto l’intera enciclopedia dei sortilegi naneschi!»
    Spider alzò il sedile, gettando all’aria anche l’enciclopedia di fatture Elfiche e il manuale di tortura fatata.
    «Merdoso LIBRAIO, ti gira bene che non abbiamo tempo ne spazio per discuterne, altrimenti ti infilerei la tua collezione in un posto dove ti sarebbe sicuramente difficile recuperarla! Hai una PANORAMICA della situazione?»
    Il negromante gli si allontanò il più possibile, ma senza abbassare lo sguardo.
    «Senza i miei servigi il tuo lavoro sarebbe inutile, ricordalo.» disse freddamente.
    «E una volta portata a termine la missione non avrò più motivo di servirmi di te. Potrei pensare che tu sia solo un problema: ricordati di questo.»
    Dalla sacca estratta dallo scomparto segreto sotto il sedile tirò fuori la sua attrezzatura da guastatore.
    «Evoca la SPAZZOLA!»
    Il negromante alzò un sopracciglio di fronte al tono autoritario dell’altro, ma dalle sue labbra uscirono solo parole incomprensibili, non rivolte a lui. Le sue mani disegnarono un grande cerchio, per quanto lo spazio angusto glielo permettesse, e la luce rossa dell’incantesimo scintillò sulle sue dita.
    Entrambi sapevano cosa aspettarsi, ma non si poteva mai essere davvero pronti ad affrontare il fetore che invase e riempì l’abitacolo con una furia tale che sembrava voler infrangere le portiere chiuse ermeticamente.
    Spider trattenne un conato di vomito quando i suoi occhi incontrarono l’obbiettivo della evocazione.
    «Trattieniti! Per i Vegani il tuo vomito è un regalo ben gradito»
    Per quanto anche al mago gli si attorcigliassero le budella, questi non si lasciò prendere dalla nausea: aveva convissuto con la creatura per settimane. Il suo olezzo era notevolmente aumentato negli ultimi tempi, ma ormai gran parte dei recettori del suo naso erano fortemente compromessi e diventati insensibili.
    «Hai pulito bene le fogne, Rosie?»
    «Rosie brava! Rosie fame! Rosie premio!»
    L’ammasso sferoiforme non più grande di un gatto prese a saltellare sul sedile, agitando il pelo completamente imbrattato di sporco rappreso, feci, urina, e anche un topo morto aggrovigliato in quella matassa tentacolare.
    «Cristo falla smettere!!!» esclamò Spider, coprendosi il viso dagli schizzi.
    «Non urlare, idiota!» gli sibilò il mago, prima di rivolgersi nuovamente a Rosie «Calmati, cara: ora ti diamo il premio.»
    «Premio! Premio!»
    «Golosona! Scommetto che ti andrebbe proprio…»
    Spider fu lesto ad aprire il barattolo dove all’interno c’era l’esplosivo appositamente trattato per sembrare…
    «…un BUDINO, vero?»
    All’interno della matassa di pelo putrido si mosse qualcosa, e due manine protese comparvero.
    «Budino! Budino!»
    Il contenitore venne inghiottito dal pelo, e dopo dei molesti quanto maleducati rumori mandibolari, ricomparve vuoto.
    «Ancora! Ancora! Rosie brava! Rosie brava!»
    «Ecco, tieni» Spider le porse il detonatore radio, ricoperto di cioccolata. Per fortuna quegli esseri disgustosi non avevano denti ed ingoiavano qualsiasi cosa!
    «Ancora! Ancora!» squittì insaziabile Rosie.
    Con uno sforzo di volontà non indifferente il mago affondò le mani nel pelo per attirare l’attenzione della creatura e metterla a tacere.
    «Prima mi devi fare un piacere, Rosie.»
    «Rosie brava.» disse questa volta con un tono meno concitato, attento.
    «Sì, se brava e farai quello che ti dico. E poi per te ci sarà un grosso premio.» Sentì il corpicino sotto le sue dita fremere di desiderio «Vedi quella costruzione, Rosie?» disse alzandola perché potesse vedere al di là dei finestrini della vettura.
    «Costruzione?»
    «Quella casa.»
    «Casa?» chiese ancora più confusa Rosie.
    «Cazzo, non le hai insegnato neppure a parlare!» sbottò iracondo Spider, mentre completava gli ultimi collegamenti radio per l’innesco.
    «Faccio fatica io a credere che quella sia una costruzione artificiale! E lavorare su una lobotomia completa non è facile!» si giustificò il negromante.
    «Rosie, quella… vedi quella grossa CASSA di legno con una apertura in mezzo?»
    «Cassa! Cassa!»
    «Lì dentro ci sono alcuni tuoi amici, con un grande regalo per te»
    «Regalo! Regalo!»
    «Non devi far altro che entrare e andare da loro»
    Aprirono la portiera, e Rosie rotolò fuori dalla macchina in direzione dell’ambasciata, tutta contenta.
    «Schifosissimi sorci spazzolatori di fogne!» mormorò Spider prima che la portiera venisse di nuovo chiusa.
    Aspettarono di essere certi che a Rosie venisse permesso di entrare, anche se questo era scontato: la sua puzza era come FEROMONE puro per le narici dei Vegani. Popolo furbo e spietato, ma incapace di trattenersi sessualmente. Spider sperava solo che non la sbattessero troppo prima di portarla di fronte al primo ministro: l’esplosivo semi digerito e mischiato agli acidi dello stomaco tendeva ed essere instabile. Era un prodotto con un CARATTERE piuttosto aggressivo: i resti della ambasciata e dei Vegani sarebbero stati comodi dentro la sua sacca, una volta finito tutto.
    Tornò al suo posto di guida, mise in moto e fece decollare il velivolo. Ma il suo stomaco non ne fu molto contento. Manovrò fino ad essere sopra l’ambasciata, abbasso il finestrino e vomitò: perché non essere generosi, nei confronti di un condannato a morte?

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    Scusa se è un po lungo, ma mi sono lasciato prendere dall’ispirazione…
    ****************

    Spider fece scendere dolcemente l’aeromobile nel parcheggio di fronte alla bassa costruzione in legno, fango e paglia.
    «Ci siamo: ecco il porcile che amministra Vega e tutta la zona della CINTURA di Orione!»
    Si volse verso il suo compagno, che pareva non averlo sentito e neppure essersi accordo che fossero giunti a destinazione. Teneva premuto il naso su vecchio e consunto lettore d’immagini, le sue labbra impegnate in un frenetico biascicare appena percettibile all’udito. Arrivato in fondo alla lettura aprì una fialetta delle sue, chiuse di colpo gli occhi, e inspirò profondamente l’IMPRINTING, la droga che gli avrebbe permesso di usare la zona celebrale della magia con la stessa consapevolezza di un arto del suo corpo. Spider attese il minimo indispensabile, ed appena i tremiti del mago si affievolirono scavalcò il sedile del guidatore per andare nel retro della vettura, spingendo da parte il compagno senza troppo garbo.
    Uno scricchiolio di plastica e vetro sfondati contributi a riportare quasi completamente in se stesso il negromante.
    «Guarda dove metti i piedi, pezzo di merda!» disse raccogliendo i frammenti di un LIBRO di magia «Cristo! Mi ha fottuto l’intera enciclopedia dei sortilegi naneschi!»
    Spider alzò il sedile, gettando all’aria anche l’enciclopedia di fatture Elfiche e il manuale di tortura fatata.
    «Merdoso LIBRAIO, ti gira bene che non abbiamo tempo ne spazio per discuterne, altrimenti ti infilerei la tua collezione in un posto dove ti sarebbe sicuramente difficile recuperarla! Hai una PANORAMICA della situazione?»
    Il negromante gli si allontanò il più possibile, ma senza abbassare lo sguardo.
    «Senza i miei servigi il tuo lavoro sarebbe inutile, ricordalo.» disse freddamente.
    «E una volta portata a termine la missione non avrò più motivo di servirmi di te. Potrei pensare che tu sia solo un problema: ricordati di questo.»
    Dalla sacca estratta dallo scomparto segreto sotto il sedile tirò fuori la sua attrezzatura da guastatore.
    «Evoca la SPAZZOLA!»
    Il negromante alzò un sopracciglio di fronte al tono autoritario dell’altro, ma dalle sue labbra uscirono solo parole incomprensibili, non rivolte a lui. Le sue mani disegnarono un grande cerchio, per quanto lo spazio angusto glielo permettesse, e la luce rossa dell’incantesimo scintillò sulle sue dita.
    Entrambi sapevano cosa aspettarsi, ma non si poteva mai essere davvero pronti ad affrontare il fetore che invase e riempì l’abitacolo con una furia tale che sembrava voler infrangere le portiere chiuse ermeticamente.
    Spider trattenne un conato di vomito quando i suoi occhi incontrarono l’obbiettivo della evocazione.
    «Trattieniti! Per i Vegani il tuo vomito è un regalo ben gradito»
    Per quanto anche al mago gli si attorcigliassero le budella, questi non si lasciò prendere dalla nausea: aveva convissuto con la creatura per settimane. Il suo olezzo era notevolmente aumentato negli ultimi tempi, ma ormai gran parte dei recettori del suo naso erano fortemente compromessi e diventati insensibili.
    «Hai pulito bene le fogne, Rosie?»
    «Rosie brava! Rosie fame! Rosie premio!»
    L’ammasso sferoiforme non più grande di un gatto prese a saltellare sul sedile, agitando il pelo completamente imbrattato di sporco rappreso, feci, urina, e anche un topo morto aggrovigliato in quella matassa tentacolare.
    «Cristo falla smettere!!!» esclamò Spider, coprendosi il viso dagli schizzi.
    «Non urlare, idiota!» gli sibilò il mago, prima di rivolgersi nuovamente a Rosie «Calmati, cara: ora ti diamo il premio.»
    «Premio! Premio!»
    «Golosona! Scommetto che ti andrebbe proprio…»
    Spider fu lesto ad aprire il barattolo dove all’interno c’era l’esplosivo appositamente trattato per sembrare…
    «…un BUDINO, vero?»
    All’interno della matassa di pelo putrido si mosse qualcosa, e due manine protese comparvero.
    «Budino! Budino!»
    Il contenitore venne inghiottito dal pelo, e dopo dei molesti quanto maleducati rumori mandibolari, ricomparve vuoto.
    «Ancora! Ancora! Rosie brava! Rosie brava!»
    «Ecco, tieni» Spider le porse il detonatore radio, ricoperto di cioccolata. Per fortuna quegli esseri disgustosi non avevano denti ed ingoiavano qualsiasi cosa!
    «Ancora! Ancora!» squittì insaziabile Rosie.
    Con uno sforzo di volontà non indifferente il mago affondò le mani nel pelo per attirare l’attenzione della creatura e metterla a tacere.
    «Prima mi devi fare un piacere, Rosie.»
    «Rosie brava.» disse questa volta con un tono meno concitato, attento.
    «Sì, se brava e farai quello che ti dico. E poi per te ci sarà un grosso premio.» Sentì il corpicino sotto le sue dita fremere di desiderio «Vedi quella costruzione, Rosie?» disse alzandola perché potesse vedere al di là dei finestrini della vettura.
    «Costruzione?»
    «Quella casa.»
    «Casa?» chiese ancora più confusa Rosie.
    «Cazzo, non le hai insegnato neppure a parlare!» sbottò iracondo Spider, mentre completava gli ultimi collegamenti radio per l’innesco.
    «Faccio fatica io a credere che quella sia una costruzione artificiale! E lavorare su una lobotomia completa non è facile!» si giustificò il negromante.
    «Rosie, quella… vedi quella grossa CASSA di legno con una apertura in mezzo?»
    «Cassa! Cassa!»
    «Lì dentro ci sono alcuni tuoi amici, con un grande regalo per te»
    «Regalo! Regalo!»
    «Non devi far altro che entrare e andare da loro»
    Aprirono la portiera, e Rosie rotolò fuori dalla macchina in direzione dell’ambasciata, tutta contenta.
    «Schifosissimi sorci spazzolatori di fogne!» mormorò Spider prima che la portiera venisse di nuovo chiusa.
    Aspettarono di essere certi che a Rosie venisse permesso di entrare, anche se questo era scontato: la sua puzza era come FEROMONE puro per le narici dei Vegani. Popolo furbo e spietato, ma incapace di trattenersi sessualmente. Spider sperava solo che non la sbattessero troppo prima di portarla di fronte al primo ministro: l’esplosivo semi digerito e mischiato agli acidi dello stomaco tendeva ed essere instabile. Era un prodotto con un CARATTERE piuttosto aggressivo: i resti della ambasciata e dei Vegani sarebbero stati comodi dentro la sua sacca, una volta finito tutto.
    Tornò al suo posto di guida, mise in moto e fece decollare il velivolo. Ma il suo stomaco non ne fu molto contento. Manovrò fino ad essere sopra l’ambasciata, abbasso il finestrino e vomitò: perché non essere generosi, nei confronti di un condannato a morte?

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Nononono “libri” l’ho messa, ma non come sostantivo XDDD Tra l’altro qualsiasi riferimento è puramente casuale XD

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Nononono “libri” l’ho messa, ma non come sostantivo XDDD Tra l’altro qualsiasi riferimento è puramente casuale XD

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Izzy, i miei complimenti. Ottima “lateralizzazione”.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Izzy, i miei complimenti. Ottima “lateralizzazione”.

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    L’ho scritto anche nel mio blog (mi faccio pubblicità ad solo, che maligno…): ho trovato questo gioco IRRESISTIBILE. Forse mi sono lasciato prendere dalla fretta e non l’ho rifinito, ma dopotutto era un gioco, no? Mi sono divertito da matti.

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    L’ho scritto anche nel mio blog (mi faccio pubblicità ad solo, che maligno…): ho trovato questo gioco IRRESISTIBILE. Forse mi sono lasciato prendere dalla fretta e non l’ho rifinito, ma dopotutto era un gioco, no? Mi sono divertito da matti.

  • etnagigante

    Essendomi divertito a leggere questi esercizi mi sono adoperato per fornire la mia partecipazione estemporanea.
    ****************************

    “Cassa il carattere che hai appena usato o questi libri non li vorrà nessuno!” sbraita all’apprendista il vecchio libraio mentre spazzola il budino appena portato dalla figlia.
    Il giovane di bottega distoglie lo sguardo dal marocchino su cui dovrebbe lavorare e continua a fissare la bella Maria e il truce energumeno che la cintura.
    Il profumo del dolce si spande come feromone attirando orde di pesciolini d’argento, che sfuggendo sia all’imprinting che all’occhio del distratto Giovanni accorrono verso la fonte odorifera.
    Un lampo di genio evolutivo permette al mascellone di capire la causa di tanta distrazione e lo rende così gentile da fornire al malcapitato garzone il pretesto per una nuova panoramica dal dentista.

  • etnagigante

    Essendomi divertito a leggere questi esercizi mi sono adoperato per fornire la mia partecipazione estemporanea.
    ****************************

    “Cassa il carattere che hai appena usato o questi libri non li vorrà nessuno!” sbraita all’apprendista il vecchio libraio mentre spazzola il budino appena portato dalla figlia.
    Il giovane di bottega distoglie lo sguardo dal marocchino su cui dovrebbe lavorare e continua a fissare la bella Maria e il truce energumeno che la cintura.
    Il profumo del dolce si spande come feromone attirando orde di pesciolini d’argento, che sfuggendo sia all’imprinting che all’occhio del distratto Giovanni accorrono verso la fonte odorifera.
    Un lampo di genio evolutivo permette al mascellone di capire la causa di tanta distrazione e lo rende così gentile da fornire al malcapitato garzone il pretesto per una nuova panoramica dal dentista.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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