Due parole di presentazione

Scritto da: il 24.04.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Prendo spunto da una nota, che avrei tanto voluto fosse mia, dei Lavieri sul blog e su Facebook per parlare di amicizia, conoscenza e marketing. Chiunque abbia un account su facebook ha capito già cosa intendo, e per tutti gli altri non resta che leggere.

Non passa giorno che qualcuno non chieda l’amicizia su un social network, diciamo FB per comodità e per diffusione. Accettare o non accettare, specie quando si ha un’impresa? Molti sono dell’opinione che si debba accettare comunque, perché è pur sempre un contatto, una persona che ti segue, un nome/numero in più.

Io invece concordo con la nota, non mi interessa far numero e diventare a mia volta un numero per i cacciatori d’amicizia. Ha un senso quando sono persone che si presentano, anche con una riga, per dire “sono uno scrittore”, “seguo liblog”, “abbiamo fatto l’esame di quinta elementare insieme”. Non ha senso quando trovo che una persona mai sentita mi chiede l’amicizia perché mi ha trovata fra i suoi amici d’interesse. Riporto un passo particolarmente apprezzato:

Per favore, per gentilezza, quando chiedete di essere “amici” presentatevi. Sì, è vero che siamo un’azienda e che la vostra amicizia ci conviene, che dovremmo in silenzio ringraziarvi, ma siamo pure un’azienda fatta di persone che quando possono comunicano anche con le parole e non solo con i rispettabili numeri. Probabilmente siete dei lettori, fortunati possessori di una copia dei nostri libri (fortunati nell’averli incontrati, non per la qualità intrinseca dell’oggetto!). Probabilmente siete degli scrittori che non ci conoscono affatto ma siete alla ricerca di qualcuno che vi legga e vi apprezzi. In entrambi i casi un “ciao” con due righe di presentazione ci riempirebbero di una piccola gioia. I primi sapranno cosa altro riserviamo loro e dove trovarlo, i secondi sapranno che non c’è bisogno dell’amicizia su FB per ottenere un po’ di attenzione. Per i cacciatori di “amici” su FB: non sappiamo che farci, preferiamo perdere un po’ di pubblicità per un “amico” un po’ più vero.

Ci scusiamo con quanti finora sono stati ignorati (o accettati) dall’amicizia in modo all’apparenza (o in realtà) arbitrario.

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  • http://www.bosina.net Bosina

    Ma quanto buon tempo che ha la gente. Possibile che sia solo io a ritrovarmi con un sacco di cose da fare e a ritagliarmi il tempo libero dall’una alle due di notte per poter leggere o scrivere? No, dico, tutta questa gente che passa le serate su Facebook non ce l’ha una moglie, un marito, dei figli, o semplicemente una montagna di cose da stirare che lo aspettano dopo il lavoro? la cena da preparare? Van tutti al ristorante, han tutti il cuoco o la stiratrice a pagamento, la domestica? L’unica povera crista costretta a fuggire anche dalle amiche chiacchierone fuori dall’uscita della scuola son rimasta io: altro che Facebook. Lavorare stanca, scriveva Pavese :-)

  • http://www.bosina.net Bosina

    Ma quanto buon tempo che ha la gente. Possibile che sia solo io a ritrovarmi con un sacco di cose da fare e a ritagliarmi il tempo libero dall’una alle due di notte per poter leggere o scrivere? No, dico, tutta questa gente che passa le serate su Facebook non ce l’ha una moglie, un marito, dei figli, o semplicemente una montagna di cose da stirare che lo aspettano dopo il lavoro? la cena da preparare? Van tutti al ristorante, han tutti il cuoco o la stiratrice a pagamento, la domestica? L’unica povera crista costretta a fuggire anche dalle amiche chiacchierone fuori dall’uscita della scuola son rimasta io: altro che Facebook. Lavorare stanca, scriveva Pavese :-)

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    Non so, forse mi sembra un po’ troppo pretenzioso. Dopotutto le richieste di amicizia le ricevono come “casa editrice”,se non ho capito male. E come tale, vengono considerati per il loro servizio, non per la loro umanità. Che ci siano degli esseri umani dietro nessuno lo mette in dubbio, ma dopotutto se chiedessi loro di pubblicarmi, mi direbbero di sì o di no come un azienda, mica come un amico.
    E dopotutto, il semplice atto di “chiedere amicizia” significa che ci sono delle persone che li apprezzano per qualche motivo, no? Persone che vogliono aggregarsi a loro come fan, per così dire. È molto romantico quello che hanno scritto, ma forse anche inutile. Se 100 persone li contattano per “l’amicizia”, che tu sappia che uno è scrittore, agricoltore, o editore, non ha nessuna importanza, poichè tale persona lo fa (credo) come un atto di apprezzamento. Tale atto non è di “amicizia” quanto appunto pubblicitario. È come mettere il link di un sito sul proprio blog, o i banner nella propria firma. In facebook vengono messi in evidenza i propri “amici”. Avendo apprezzato magari il libro di una casa editrice, concedono a questa di apparire tra i loro amici, così che questa abbia visibilità e magari possa essere conosciuta da altri. Non vedo come si possa non apprezzare il gesto…
    Soffermarsi solo sul significato di una parola come hanno fatto, non mi sembra il caso.
    ***
    non ho facebook, magari ho capito male…

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    Non so, forse mi sembra un po’ troppo pretenzioso. Dopotutto le richieste di amicizia le ricevono come “casa editrice”,se non ho capito male. E come tale, vengono considerati per il loro servizio, non per la loro umanità. Che ci siano degli esseri umani dietro nessuno lo mette in dubbio, ma dopotutto se chiedessi loro di pubblicarmi, mi direbbero di sì o di no come un azienda, mica come un amico.
    E dopotutto, il semplice atto di “chiedere amicizia” significa che ci sono delle persone che li apprezzano per qualche motivo, no? Persone che vogliono aggregarsi a loro come fan, per così dire. È molto romantico quello che hanno scritto, ma forse anche inutile. Se 100 persone li contattano per “l’amicizia”, che tu sappia che uno è scrittore, agricoltore, o editore, non ha nessuna importanza, poichè tale persona lo fa (credo) come un atto di apprezzamento. Tale atto non è di “amicizia” quanto appunto pubblicitario. È come mettere il link di un sito sul proprio blog, o i banner nella propria firma. In facebook vengono messi in evidenza i propri “amici”. Avendo apprezzato magari il libro di una casa editrice, concedono a questa di apparire tra i loro amici, così che questa abbia visibilità e magari possa essere conosciuta da altri. Non vedo come si possa non apprezzare il gesto…
    Soffermarsi solo sul significato di una parola come hanno fatto, non mi sembra il caso.
    ***
    non ho facebook, magari ho capito male…

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    @Bosina: lavorare stanca, ma un editore non può permettersi di tagliarsi fuori dai social network, specie se piccolo.
    @Izzy: ho capito la tua risposta quando hai affermato di non avere facebook. Ti porto l’esempio di Tanit: Tanit non ha un profilo, ma ha un gruppo, amministrato dalle sue due fondatrici. Chiunque voglia contattarci, dirci anche solo con la presenza “io ci sono”, ci trova lì. Ad ogni questione che ci viene posta rispondiamo. Creiamo e condividiamo eventi, filmati, foto, e cerchiamo di rendere il tutto partecipativo.
    La questione invece dell’amicizia è diversa. L’amicizia viene richiesta al profilo personale per i motivi più svariati, e spessissimo solo per “fare numero”. Se accetti chiunque troverai in breve intasamenti nelle bacheche, inviti alle cose meno plausibili, cose che, se arrivassero in mail, non tarderesti a etichettare come spam. Di conseguenza inizi a passare gran parte del tuo tempo a tu per tu col pulsante ignora.
    Far parte di un gruppo o di una pagina di editori, prodotti, società, associazioni, è una cosa, richiedere l’amicizia a una persona un’altra.
    Ovviamente secondo me.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    @Bosina: lavorare stanca, ma un editore non può permettersi di tagliarsi fuori dai social network, specie se piccolo.
    @Izzy: ho capito la tua risposta quando hai affermato di non avere facebook. Ti porto l’esempio di Tanit: Tanit non ha un profilo, ma ha un gruppo, amministrato dalle sue due fondatrici. Chiunque voglia contattarci, dirci anche solo con la presenza “io ci sono”, ci trova lì. Ad ogni questione che ci viene posta rispondiamo. Creiamo e condividiamo eventi, filmati, foto, e cerchiamo di rendere il tutto partecipativo.
    La questione invece dell’amicizia è diversa. L’amicizia viene richiesta al profilo personale per i motivi più svariati, e spessissimo solo per “fare numero”. Se accetti chiunque troverai in breve intasamenti nelle bacheche, inviti alle cose meno plausibili, cose che, se arrivassero in mail, non tarderesti a etichettare come spam. Di conseguenza inizi a passare gran parte del tuo tempo a tu per tu col pulsante ignora.
    Far parte di un gruppo o di una pagina di editori, prodotti, società, associazioni, è una cosa, richiedere l’amicizia a una persona un’altra.
    Ovviamente secondo me.

  • http://www.bosina.net Bosina

    Sono stata al solito un po’ tranchante nel mio giudizio, come al solito, e mi spiace. Immagino che in un lavoro come quello editoriale si debbano mantenere delle relazioni ramificate e uno strumento come Fb può essere di aiuto.
    Fino a che punto non capisco, non conoscendo da vicino il mezzo – o meglio, mi ero iscritta per curiosità ma ho rimosso in poche ore l’account perché non avevo tempo nemmeno di capire come funzionasse – , per,ò dato che ormai tutti si stanno iscrivendo, forse offre una visibilità unica nel suo genere e allora ci può stare.
    Non capisco invece onestamente chi ci passa le giornate per il puro gusto di farlo, a parte saltare qui e là come una mosca a conoscere o disturbare questo o quello.
    In fondo anch’io faccio parte del mondo della comunicazione e mi dicono mi servirebbe parecchio per… ampliare i miei orizzonti, ma per adesso me ne tengo alla larga ben volentieri :-)
    Buon fine settimana a tutti!

  • http://www.bosina.net Bosina

    Sono stata al solito un po’ tranchante nel mio giudizio, come al solito, e mi spiace. Immagino che in un lavoro come quello editoriale si debbano mantenere delle relazioni ramificate e uno strumento come Fb può essere di aiuto.
    Fino a che punto non capisco, non conoscendo da vicino il mezzo – o meglio, mi ero iscritta per curiosità ma ho rimosso in poche ore l’account perché non avevo tempo nemmeno di capire come funzionasse – , per,ò dato che ormai tutti si stanno iscrivendo, forse offre una visibilità unica nel suo genere e allora ci può stare.
    Non capisco invece onestamente chi ci passa le giornate per il puro gusto di farlo, a parte saltare qui e là come una mosca a conoscere o disturbare questo o quello.
    In fondo anch’io faccio parte del mondo della comunicazione e mi dicono mi servirebbe parecchio per… ampliare i miei orizzonti, ma per adesso me ne tengo alla larga ben volentieri :-)
    Buon fine settimana a tutti!

  • http://www.bosina.net Bosina

    Perdo giusto il tempo di scusarmi per non aver riletto :-)

  • http://www.bosina.net Bosina

    Perdo giusto il tempo di scusarmi per non aver riletto :-)

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    Ma allora perché chiedono “amicizia” ad un editore? Credevo che lo scopo fosse solo “pubblicizzarlo”, e la cosa non mi sembrava troppo brutta. Se non è così, perchè?

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    Ma allora perché chiedono “amicizia” ad un editore? Credevo che lo scopo fosse solo “pubblicizzarlo”, e la cosa non mi sembrava troppo brutta. Se non è così, perchè?

  • http://vladsandrini.com Vlad

    “Amicizia” è il modo di facebook di dire “contatto”.

    E sì, sono d’accordo: due parole di presentazione fanno sempre la differenza, a meno che la persona da contattare non sia già un conoscente, ma anche in quel caso è raro che io rinunci anche solo a un “ciao”.

  • http://vladsandrini.com Vlad

    “Amicizia” è il modo di facebook di dire “contatto”.

    E sì, sono d’accordo: due parole di presentazione fanno sempre la differenza, a meno che la persona da contattare non sia già un conoscente, ma anche in quel caso è raro che io rinunci anche solo a un “ciao”.

  • Impazzito

    Vi descrivo la scena: dopo una levataccia e una giornata di fiera, torno, bene o male, a casa e, dopo piccole e piccolissime azioni (saluti, commenti, un boccone, un biberon) mi metto al computer per scaricare la posta e fare “l’essenziale”. Non finisco che mi arriva la neonata in braccio e scopro questa eco del nostro post su Facebook.

    L’”essenziale” diventa il fatto che mi è piaciuto come non mai leggere Bosina e Izzy che sembrano due nostri alter ego (chi me lo fa fare di stare qui a scribachiare con la pupa in braccio?) (non è pretenzioso il nostro intervento?).

    Livia poi, più saggia, e non solo perché non fa l’editore, rinfranca tutti e placa gli ultimi dubbi. Mi fa capire che pretenziosi non siamo stati: ad ogni strumento la comunicazione più adatta. Agli amici possiamo dire che facciamo, ch pensiamo, se ci è scappato il gatto o nato un figlio. Ai fan, ai lettori, agli adetti ai lavori l’apposita pagina. Certo è difficile distinguere queste cose su FB e il vizio diffuso è di comunicare di tutto e fin troppo con qualsiasi mezzo. Il soprannome “impazziti di base” con cui abbiamo esordito su FB è dovuto inizialmente anche al fatto che per capire un “social network”, net-work, come FB sono “impazzito”; e ancora ci sono voluti molti giorni per maturare una posizione cosciente all’interno di esso. Abbiamo scelto di usare FB inizialmente per “lavoro” e poi per tenersi gli amici che non possiamo frequentare per due, tre e altre ragioni. Non separare le due cose sarebbe andare alla deriva, farsi portare da uno strumento, invece che usarlo.
    Vabbé dato il finale alla “meditate gente” vuol dire che sono cotto
    buonanotte

    grazie a Livia, Izzy, Bosina e a quelli che (vi capisco) hanno letto e non commentato.

  • Impazzito

    Vi descrivo la scena: dopo una levataccia e una giornata di fiera, torno, bene o male, a casa e, dopo piccole e piccolissime azioni (saluti, commenti, un boccone, un biberon) mi metto al computer per scaricare la posta e fare “l’essenziale”. Non finisco che mi arriva la neonata in braccio e scopro questa eco del nostro post su Facebook.

    L’”essenziale” diventa il fatto che mi è piaciuto come non mai leggere Bosina e Izzy che sembrano due nostri alter ego (chi me lo fa fare di stare qui a scribachiare con la pupa in braccio?) (non è pretenzioso il nostro intervento?).

    Livia poi, più saggia, e non solo perché non fa l’editore, rinfranca tutti e placa gli ultimi dubbi. Mi fa capire che pretenziosi non siamo stati: ad ogni strumento la comunicazione più adatta. Agli amici possiamo dire che facciamo, ch pensiamo, se ci è scappato il gatto o nato un figlio. Ai fan, ai lettori, agli adetti ai lavori l’apposita pagina. Certo è difficile distinguere queste cose su FB e il vizio diffuso è di comunicare di tutto e fin troppo con qualsiasi mezzo. Il soprannome “impazziti di base” con cui abbiamo esordito su FB è dovuto inizialmente anche al fatto che per capire un “social network”, net-work, come FB sono “impazzito”; e ancora ci sono voluti molti giorni per maturare una posizione cosciente all’interno di esso. Abbiamo scelto di usare FB inizialmente per “lavoro” e poi per tenersi gli amici che non possiamo frequentare per due, tre e altre ragioni. Non separare le due cose sarebbe andare alla deriva, farsi portare da uno strumento, invece che usarlo.
    Vabbé dato il finale alla “meditate gente” vuol dire che sono cotto
    buonanotte

    grazie a Livia, Izzy, Bosina e a quelli che (vi capisco) hanno letto e non commentato.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    @Impazzito: ma io faccio l’editore… il vizio ce l’ho anche io.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    @Impazzito: ma io faccio l’editore… il vizio ce l’ho anche io.

  • http://www.bosina.net Bosina

    @impazzito: ti capisco anch’io che ho avuto ben cinque neonati per le braccia, tutti nell’era di internet – l’ultimo me lo sto spupazzando adesso mentre scrivo queste righe ;-)

  • http://www.bosina.net Bosina

    @impazzito: ti capisco anch’io che ho avuto ben cinque neonati per le braccia, tutti nell’era di internet – l’ultimo me lo sto spupazzando adesso mentre scrivo queste righe ;-)

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    Bhe, io ammetto di non sapere come funziona facebook, quindi il mio era solo un tentativo di capire. Forse il mio problema è anche che, se avessi un azienda e la rendessi pubblica, in ogni caso avrei sempre una “facciata” secondaria per gli amici. “izzy” era nato per questo: per il forum e poi per il blog. IL giorno che vorrò avere un tipo di contatto in rete differente o usando un altro approccio (non sostanzialmente polemico), molto probabilmente userei un altro contatto. Di fatto già lo faccio, visto che la mia mail privata non ha nulla a che fare con izzy.
    Comunque da quello che ha detto Vlad, amicizia è sopratutto inteso come contatto. E il fatto che su FB sia difficile riconoscere le due cose… ho capito che ogni strumento ha il suo utilizzo, ma se tutti usano il concetto di “amico” su FB semplicemente come contatto…
    Magari prima o dopo mi iscrivo, tanto per capire.

  • http://wdsucks.altervista.org/ Izzy

    Bhe, io ammetto di non sapere come funziona facebook, quindi il mio era solo un tentativo di capire. Forse il mio problema è anche che, se avessi un azienda e la rendessi pubblica, in ogni caso avrei sempre una “facciata” secondaria per gli amici. “izzy” era nato per questo: per il forum e poi per il blog. IL giorno che vorrò avere un tipo di contatto in rete differente o usando un altro approccio (non sostanzialmente polemico), molto probabilmente userei un altro contatto. Di fatto già lo faccio, visto che la mia mail privata non ha nulla a che fare con izzy.
    Comunque da quello che ha detto Vlad, amicizia è sopratutto inteso come contatto. E il fatto che su FB sia difficile riconoscere le due cose… ho capito che ogni strumento ha il suo utilizzo, ma se tutti usano il concetto di “amico” su FB semplicemente come contatto…
    Magari prima o dopo mi iscrivo, tanto per capire.

  • Impazzito

    ciao,
    sono passato per un saluto. Ieri sera eravamo stravolti, oggi peggio. Per me tutto ok. forse sono tropo intontito per capire bene ma mi sembra che sia stato interessante lo scambio. Saluto anche Vlad che ho dimenticato due notti fa.
    a presto
    m

  • Impazzito

    ciao,
    sono passato per un saluto. Ieri sera eravamo stravolti, oggi peggio. Per me tutto ok. forse sono tropo intontito per capire bene ma mi sembra che sia stato interessante lo scambio. Saluto anche Vlad che ho dimenticato due notti fa.
    a presto
    m

  • LittleSofy

    Non c’è che dire, è proprio vero. Io non ho mai capito come faccia mia sorella a dare amicizia a tutti quelli che gliela chiedono, su FB, e credo che non sia troppo faticoso impegnarsi a scrivere un paio di righe di presentazione. D’altronde ogni amicizia comincia con un banale “Ciao, io sono..” e… bè, credo che il frutto di quel “ciao” si vedrà più tardi!!!

  • LittleSofy

    Non c’è che dire, è proprio vero. Io non ho mai capito come faccia mia sorella a dare amicizia a tutti quelli che gliela chiedono, su FB, e credo che non sia troppo faticoso impegnarsi a scrivere un paio di righe di presentazione. D’altronde ogni amicizia comincia con un banale “Ciao, io sono..” e… bè, credo che il frutto di quel “ciao” si vedrà più tardi!!!

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