Dell’autore diffamatore

Scritto da: il 20.01.10
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Stavolta non ce l’hanno con Tanit o con me, ma con altri editori che conosco più o meno direttamente e della cui onestà sono piuttosto sicura. E mi infastidisce. In questo gruppo FB una signora inizia una discussione, presentandosi così:

Sono Chiara Colussi e sono anche io una scrittrice esordiente. Infatti, al momento ho sigillati “nel mio cassetto” tre piccoli romanzi ed una raccolta di poesie. Ma solo adesso mi rendo conto che, quella che a me inizialmente sembra un’impresa titanica, e cioè scrivere un romanzo, è solo il primo passo di un’estenuante avventura.
Anche io , infatti, ho iniziato a contattare moltissime case editrici alla ricerca di un editore disposto a pubblicare un mio romanzo. Inutile dire che le risposte sono state tantissime anche se contenevano più o meno lo stesso messaggio: “siamo disposti a pubblicare in cambio di un congruo contributo economico”.
Ormai due cassetti della scrivania conservano il triste ricordo di speranze spezzate dalla mercificazione della cultura e da volgari richieste di vile denaro.
Quasi tutti, infatti, mi hanno inviato un contratto più o meno chiaro, senza l’indicazione del numero di copie stampate, in cui non veniva espressamente garantita la promozione e soprattutto nessuno garantiva che il libro alla fine giungesse sugli scaffali di una libreria.
Sono veramente stanca e sconfortata, ma leggendo le vostre pagine capisco che non sono sola e che il mio è un calvario comune a chi come me ha tanta voglia di condividere con gli altri la propria fantasia ed il proprio mondo interiore.
Leggendo le pagine del vostro sito ho deciso quindi di condividere con voi l’esperienza fatta e di inviarvi quindi un elenco di case editrici che mi hanno chiesto un contributo economico in cambio della pubblicazione di un mio romanzo.
Spero così di fare un servizio utile per tutti gli scrittori emergenti che come me sono alla ricerca di un editore che creda nelle mia capacità di raccontare la vita e di trasmettere piccole emozioni.

Subito dopo snocciola una lista in cui mette sia editori notoriamente a pagamento sia editori che lottano contro l’editoria a pagamento. Questa si chiama diffamazione. Bisogna quindi avere delle prove, avendo l’accusatore l’onere della prova. Dato che possiede queste mail e questi contratti, perché non li pubblica? Vorrei vedere quelli di Lavieri, di Zandegù, di :duepunti. Poi, ho i miei sospetti su questo ennesimo affaire, ma questa è un’altra storia: nessuna accusa in assenza di prove.

Peraltro, da una semplice analisi del testo, la signora scrive che “Ormai due cassetti della scrivania conservano il triste ricordo di speranze spezzate dalla mercificazione della cultura e da volgari richieste di vile denaro”: non sono i suoi scritti a non essere validi per la pubblicazione, è il mondo crudele ad esserle avverso. Signora, le dico un’amara verità: se tutti le hanno chiesto contributi, il suo scritto non è pubblicabile. Non si culli nell’illusione dell’autore incompreso.

Signora, noi editori siamo molto più stanchi di lei di Artisti con la A maiuscola che come la proverbiale volpe dicono che gli editori sono acerbi. Ah, come nota di colore, aggiungerei che :duepunti non pubblica esordienti, per cui mi pare proprio difficile che abbia potuto chiedere all’aspirante scrittrice un contributo.

  • Elfo

    Forse non sai che l’identita della “signora” Colussi è in discussione. Sembra si tratti di una vecchia conoscenza del Writer’s Dream e infatti la persona che si nasconde dietro questo nome non perde occasione per infamare e diffamare Linda Rando a piè sospinto, in qualsiasi discussione metta becco. Serietà meno di zero, argomenti validi ZERO ASSOLUTO.

  • Elfo

    Forse non sai che l’identita della “signora” Colussi è in discussione. Sembra si tratti di una vecchia conoscenza del Writer’s Dream e infatti la persona che si nasconde dietro questo nome non perde occasione per infamare e diffamare Linda Rando a piè sospinto, in qualsiasi discussione metta becco. Serietà meno di zero, argomenti validi ZERO ASSOLUTO.

  • Ayame

    Hai parlato troppo presto, ora tira in ballo anche te e Tanit :)

    La lista è falsa, ci sono sì editori a pagamento ma moltissimi, contattati personalmente da me, hanno smentito le affermazioni della Colussi. E un considerevole numero non pubblica nemmeno esordienti!

    Sulla sua identità sarà la Magistratura a fare chiarezza. A forza di sentirmi minacciare di querela ho imparato anche io questo linguaggio, ma io vado oltre alle parole e passo ai fatti. C’è già sufficiente disinformazione, su quest’argomento, e non ho intenzione di permettere a chicchessia di gettare ulteriore discredito su un panorama martoriato.

    Chi mi ama mi segua :D

  • Ayame

    Hai parlato troppo presto, ora tira in ballo anche te e Tanit :)

    La lista è falsa, ci sono sì editori a pagamento ma moltissimi, contattati personalmente da me, hanno smentito le affermazioni della Colussi. E un considerevole numero non pubblica nemmeno esordienti!

    Sulla sua identità sarà la Magistratura a fare chiarezza. A forza di sentirmi minacciare di querela ho imparato anche io questo linguaggio, ma io vado oltre alle parole e passo ai fatti. C’è già sufficiente disinformazione, su quest’argomento, e non ho intenzione di permettere a chicchessia di gettare ulteriore discredito su un panorama martoriato.

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