Creative commons

Scritto da: il 11.11.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

A marzo di quest’anno mi trovai a parlare, con quello che sarebbe diventato il mio “capo” qui su Liblog, dell’evoluzione dell’editoria nel mondo, del copyright, del copyleft e delle licenze CC. Dopo una mia iniziale diffidenza, legata più che altro alla mia concezione tradizionalista dell’editoria, ho iniziato a studiare, e sono pervenuta a diverse idee che vorrei condividere con voi.

Riguardo al copyleft ancora non mi sbilancio, sballottata tra chi lo intende come una forma di CC e chi come una rinunzia. Sulle licenze Creative Commons invece ho trovato abbondante materiale, molti pareri e molte accese discussioni.

Una parte degli autori e degli editori, forse per ignoranza o forse per tendenze protezionistiche, combatte la diffusione delle CC. Ora che le ho studiate mi sembra un mistero: non ledono il diritto d’autore, non ledono la diffusione del libro, non ledono le vendite. Vediamo in dettaglio perché.

Esistono più tipi di licenze, che riporto così come sul sito di CC Italia:

Commons Deed (ovvero i riassunti delle licenze) e Legal Code delle licenze Versione 2.5

Come potete notare i parametri variabili sono tre: Attribuzione – Commerciale/Non commerciale – Non opere derivate/Condividi allo stesso modo. Analizziamoli nel loro significato specifico.

Attribuzione significa che viene riconosciuta una paternità all’opera. Questo, in Italia, è l’inalienabile diritto morale d’autore, che quindi è ampiamente tutelato.

Non opere derivate significa che nessuno può trarne adattamenti, riduzioni, rielaborazioni o rifacimenti.

Non commerciale significa che chiunque fruisca del materiale sotto la licenza non può trarne guadagno senza aver richiesto autorizzazione al titolare del diritto.

Condividi allo stesso modo consente la rielaborazione e/o l’adattamento, ma chiunque lo faccia è tenuto a rilasciare secondo la stessa licenza e citando la sua fonte.

La sola attribuzione significa che chiunque può fare un uso commerciale, non commerciale, una variazione, un adattamento o uno stravolgimento dell’opera. Poco indicata quindi per l’editoria, sicuramente. La seconda, attribuzione – non opere derivate, è invece poco utile per la creazione del fermento culturale, dato che consente di lucrare ma non di creare a partire dall’opera. E così via.

Quelle veramente interessanti per l’editoria sono Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate insieme a Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo. Significa che si può liberamente riprodurre l’opera e le sue parti, purché non se ne tragga guadagno; nel primo caso non si può  modificare l’opera né le sue parti, nel secondo si può creare qualsiasi altra opera liberamente citando o modificando la prima, adattandola, riprendendola.

Materialmente, applicandolo ad un caso concreto: oggi la piccola c.e. XYZ pubblica il libro AAA con una delle due licenze qui sopra. Un lettore decide di farne un reading pubblico in una biblioteca, gratuitamente: non deve richiedere nessuna autorizzazione. Un regista decide di farne un adattamento cinematografico per la tv: poiché ne trarrà guadagno dovrà contrattare col titolare dei diritti il loro acquisto. Nell’ultimo caso, poi, l’adattamento avrà per obbligo la stessa licenza.

Quest’ultimo caso è per me il migliore: crea fermento intorno all’opera, crea cultura, sostituisce insomma per l’era informatica la posizione del salotto letterario ottocentesco, e prima ancora delle corti. Senza Molière dove sarebbe Goldoni?

Ecco, spaventa il fatto che si possa scaricare liberamente il libro, cosa che peraltro avviene già illegalmente. Ma chi è in grado di leggere un libro di 400 pagine a video, rovinandosi gli occhi e restando incollato inoperosamente allo schermo? Uno dei piaceri del libro è la portabilità e la sensazione tattile: posso andare al parco, in spiaggia, in biblioteca o al bar, il libro non mi pone limiti.

Chi ne ha una copia sul pc o una fotocopia e ha gradito il libro prima o poi lo comprerà: io ho fatto così con i libri che ho amato nel periodo universitario, e che ho letto rigorosamente in prestito (e qui colgo l’occasione per ringraziare gli amici).

Non so poi cosa spaventi gli autori, che ne hanno il massimo vantaggio, ma questo sta a voi spiegarmelo.

  • Ignazio

    Finalmente comincio a capire qualcosa in più.

  • Ignazio

    Finalmente comincio a capire qualcosa in più.

  • http://www.filipposottile.it filo

    è proprio così: “gli autori ne hanno il massimo vantaggio”. Il pericolo è tutto per i monopoli e per l’industria culturale

  • http://www.filipposottile.it filo

    è proprio così: “gli autori ne hanno il massimo vantaggio”. Il pericolo è tutto per i monopoli e per l’industria culturale

  • http://thedarkspell.splinder.com/ DabriaTiann

    Finalmente qualcuno mi spiega in pratica che cosa significano queste diciture. Utile e precisa come al solito.

  • http://thedarkspell.splinder.com/ DabriaTiann

    Finalmente qualcuno mi spiega in pratica che cosa significano queste diciture. Utile e precisa come al solito.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Livia la mia pigrizia di ringrazia:-)

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Livia la mia pigrizia di ringrazia:-)

  • oloferne

    C’è un post interessante sul copyright anche sul sito di Gamberi Fantasy.

  • oloferne

    C’è un post interessante sul copyright anche sul sito di Gamberi Fantasy.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Il post e i commenti sono piuttosto lunghi, ma sono una interessante carrellata sulle criticità del sistema del copyright. Grazie per la segnalazione.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Il post e i commenti sono piuttosto lunghi, ma sono una interessante carrellata sulle criticità del sistema del copyright. Grazie per la segnalazione.

  • Alé !

    Sintetica & precisa.
    Grazie Livia

  • Alé !

    Sintetica & precisa.
    Grazie Livia

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