Natale si avvicina e gli appassionati lettori cominciano a notare tra le offerte natalizie un prodotto di cui, fino a un anno fa, non si parlava molto nella grande distribuzione: l’ebook reader [immagine di Jon Davis]. Cominciano anche a chiedersi se comprarlo o meno, vantaggi, svantaggi, difetti. E grazie allo spunto di Marco.org (via Zio Bonino) mi sono posta anch’io le stesse domande.
Ho avuto, in questi mesi, molto tempo per riflettere sull’ebook e sul cartaceo e, benché rimanga convinta che io amerò sempre il libro cartaceo, sarà più un amore da collezionista che altro: l’ebook – per praticità, per capacità, per tecnologia – è un prodotto che entrerà nella nostra quotidianità in breve. Basti solo pensare a chi fa il mio stesso lavoro e non è più costretto a portarsi anche in vacanza faldoni di fogli stampati per l’editing.
Ciò detto, c’è un problema soltanto che mi frena dall’acquisto di un Kindle, un Bookeen o quel che volete voi: il problema dell’early adopter (che potete approfondire da Farhad Manjoo via azspot). Torno al mio paragone preferito, quello coi vinili (sono collezionista anche in quel caso!) e parto da lontano, da Thomas Alva Edison addirittura. Sappiamo tutti qualcosa di lui, genio, inventore e mecenate. Sappiamo di sicuro della lampadina, no?
Bene, Edison e il suo staff inventarono il fonografo (grazie al quale oggi abbiamo gli mp3), un macchinario in grado di incidere su cilindri e riprodurre suoni, prima in qualità scarsa e poi sempre più perfetta. Il fonografo ebbe un periodo di scarsa diffusione e fu soppiantato dal grammofono a disco, come tutti sappiamo, per errori di marketing e altro ancora. Ma pensate a chi, entusiasta della nuova scoperta, comprò fonografo e cilindri, per poi ritrovarsi con una macchina obsoleta e delle periferiche inutilizzabili altrove.
Ecco, è questo che mi trattiene, come dicevo: se comprassi un Kindle oggi, dato che non esiste ancora uno standard di mercato, mi troverei a non poter, in futuro, utilizzare i libri che ho comprato per quell’oggetto su un altro simile, per problemi di DRM (gestione dei diritti digitali), di compatibilità, di restrizioni d’accesso. E considerando che gli ebook reader non sono ancora tanto diffusi da avere costi irrisori, preferisco aspettare e vedere quale sarà lo standard.
Ma credo che stavolta i tempi di transizione saranno davvero brevi.
Credo che sarò completamente a favore solo quando costerà meno di cento euro, oppure mantenga pure i prezzi attuali ma diventi più versatile, in pratica un netbook con schermo e-ink. Inoltre, ora come ora di e-book tradotti in italiano non mi pare ce ne siano (parlando di pubblicazioni recenti). Ma anche ponendo di leggere in inglese, alla fin fine un e-reader rimane conveniente solo grazie alla pirateria, perché anche se costassero la metà del cartaceo, prima di recuperare i 200 euro spesi in hardware…
Sono sicuramente il futuro, ma solo per una persona con volumi di lettura spaventosi può essere già ora una spesa sensata.
Avevo scritto qualche tempo fa un articolo su questo argomento. E nonostante stiano cominciando a fare successo, la penso esattamente come allora. Io non ho fretta. Che la tecnologia e il mercato si sviluppino sulla pellaccia di qualcun altro! XD
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Lo vedo meglio come strumento didattico in sostituzione dei libri di testo.
Sono ideologicamente contrario all’ebook, e se è solo per questo sono anche contrario all’mp3. I libri li leggo su carta: dovesse un giorno sparire rileggo quelli che ho. Anche perchè, mica per altro ma in ufficio sto davanti a un monitor, guardo un film e sto davanti a un monitor, gioco con l’xbox360 e sto davanti a un monitor… eccheppalle ragazzi datemi tregua!
E poi il piacere della lettura è dato anche dall’oggetto-libro, dalla tua collezione sistemata sulla libreria… si potrebbe andare avanti all’infinito perchè amo gli oggetti concreti, i libri, i dischi, le copertine e tutto il resto. Il mio motto è “se lo scarico dev’essere gratis”… Perchè per me non vale niente.
Un post interessante di Daniele Vecchiotti: http://danielevecchiotti.splinder.com/post/21803261/Kindle+sorpresa
@Izzy: in effetti il costo è abbastanza alto, i modelli più a buon mercato si attestano intorno ai 200 euro, quello professionali superano i 500. Come strumento didattico, concordo con te, è formidabile: pensa solo allo svuotamento degli zaini e alla possibilità, per i professori, di connettersi via wireless con i lettori degli studenti per compiti, appunti, approfondimenti.
@Tom: io opto per un atteggiamento più razionale che ideologico; sono convinta che amerò sempre le sensazioni della carta, ma non posso negare che, specialmente per chi ha i miei volumi di lettura, sia un mezzo più efficiente.
@Andrea: d’accordo la nostalgia e il rilancio delle biblioteche, ma non sono d’accordo con il concetto di fondo: l’esperienza-lettura non viene banalizzata tout court ma solo da chi già era predisposto a farlo. Non bisogna confondere lo strumento-reader con il soggetto-libro.
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Noto comunque che è diffusa l’idea “se lo scarico dev’essere gratis”. Non pensate al legittimo compenso di chi ha lavorato su un’opera, che sia musica, scrittura o altro? Certo, in Italia grazie ai nostri cappi istituzionali abbiamo musica carissima e libri altrettanto, ma ci sono molti mezzi per evitare di affrontare spese esagerate (io ad esempio compro i cd dall’inghilterra).
@ Livia: certo io non ho i tuoi volumi di lettura (ma onestamente, quanti li hanno?) per cui mi mancano del tutto le tue più che valide motivazioni. Per quanto riguarda l’argomento download ci tengo a puntualizzare che io musica, film e libri, li compro eccome, e li pago anche salati, solo voglio in cambio del mio denaro un supporto fisico, e anche ben fatto possibilmente. Non esiste che io paghi per un mp3 perchè mi sembra una truffa tirare fuori 10 euro per un cd di qualità compressa che poi mi devo pure masterizzare e se voglio stamparmi la copertina sulla canon a vapore! Ma per cortesia… aspetto sei mesi e lo compro agli stessi soldi su un supporto come dio comanda, non compresso, con un booklet eccetera
@Livia: Infatti. Come strumento didattico l’e-reader porterebbe dei benefici tangibili e immediati. Mi chiedo perché non si siano spinti PRIMA in questa direzione.
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A me non va di prendere in prestito i libri sapendo che DEVO leggerli entro tale data. E poi la biblioteca è uno strumento superato e inadatto alle realtà editoriali odierne, fatte di piccole e medie case editrici. Mi pareva che lo scopo fosse formare dei lettori più consapevoli, e per me questo significa fare selezione sulle opere. Partire con l’idea “prendo quello che trovo” (che sta alla base dell’utilizzo della biblioteca), non è fare selezione. I libri di facile reperibilità rimangono sempre i soliti best seller.
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Non sono particolarmente legato alla carta. E se dovessi investire soldi nel settore del libro, credo che preferirei lavorare dietro allo sviluppo degli audiobook. Se non altro sono un prodotto diverso che potrebbe attirare un nuovo target d’utenza.
Un’altra cosa. L’efficienza è terribilmente sopravvalutata. Certo se parliamo di lavoro è necessaria, se parliamo di scuola è consigliabile, ma se parliamo di *piacere* della lettura (o di qualsiasi altro tipo di piacere) l’efficienza è del tutto secondaria, anzi a volte persino sconsigliabile. Come nei vecchi film di fantascienza dove si mangiava con le pillole… certo un sistema molto efficiente, ma piacevole? Ne dubito
@Tom: da Simplicissimus si può comprare un romanzo con 3 euro circa, cifra non comparabile con i 15/18 che mediamente si pagano in libreria.
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Sull’efficienza non sono d’accordo: è un concetto essenziale, che ci ha permesso di passare dalle incisioni su pietra alle tavole di argilla ai rotoli di papiro al libro. Per celia, immagino i nostalgici delle tavole di pietra che pensano alla sensazione tattile dell’incisione, all’odore e alla consistenza dei loro “libri”
@Livia: riguardo alle tevole di pietra, sono convintissimo che infatti noi non sappiamo che cosa ci perdiamo!!!