Come scrivere a un editore

Scritto da: il 04.02.10
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Sono un po’ seccata, oggi. Ho passato già due ore (e almeno altrettante me ne toccheranno) a rispondere cortesemente a mail di persone ingenue, disinformate o maleducate. Ma invece di sfogarmi cercherò di dare alcune nozioni pratiche di come si scrive a un editore, approfondendo i temi di un vecchio post.

Partiamo dalle basi; sei, senti di essere, ritieni possibile definirti, nel tuo intimo ti ritieni uno scrittore. Hai finito, si suppone con grande cura, il tuo romanzo/racconto/silloge, e non vedi l’ora di condividere con il mondo i tuoi pensieri, sentimenti, esperimenti letterari. È questo il momento in cui si decide se sarai nel 97% dei cestinati o nel 3% dei letti (e da lì nello 0,5% dei pubblicati).

Devi sapere che in Italia gli scriventi sono un’infinità ma gli scrittori pochi. Quindi la tua mail sarà letta in sequenza insieme ad altre 40 o 60 mail per una selezione preventiva. Devi sapere anche che ciò che per te è un’esperienza unica, aver partorito un’opera, per chi si troverà a leggere sarà nulla più che un altro numero, il testo 237 di 2000. Considera che un editore piccolissimo, come me, riceve più di 500 testi al mese.

Come fare per darti qualche possibilità in più? Prima di tutto, conoscere il tuo possibile editore: trovare informazioni sulle linee editoriali al giorno d’oggi è facile; non pensare che per chi le riceve sia questione di un minuto capire se scartarti o no: stai usando il tempo di una persona che lavora, se non sei accurato lo usi male.  Quindi trova gli editori che potrebbero essere interessati e concentrati solo su quelli. Fatto questo dovrai costruire una bella mail; non avvantaggerà la tua opera in fase di valutazione, ma nella preselezione sicuramente sì.

L’oggetto della mail

Cerca di essere sintetico ma specifico. Usa la parola “valutazione” e non “proposta”: la proposta te la farà, eventualmente, l’editore. Poi cerca di condensare in una parola o due il genere: “romanzo fantasy”, “racconti horror”. Infine, metti il titolo, o una parte del titolo. Quindi, più o meno, “Valutazione romanzo gotico L’errore di Nani“. Questo è il tuo oggetto della mail. Ricorda di non usare mai il comando inoltra (o forward), è un segno di rispetto creare una mail unica per ogni editore, come io creo una mail unica di risposta per ogni scrittore.

Non lasciare il campo oggetto vuoto: non aiuta a identificare il tuo scritto o memorizzare il tuo nome. E come alias della tua mail non usare “puffolosbaciucchino@puffolandia.puff” ma qualcosa che faccia ricordare l’individuo, anche uno pseudonimo, ma che dia l’idea di un Nome e Cognome. Non scrivere “proposta editoriale” né “invio manoscritto”: sono indicazioni sbagliate e comunque generiche. Ti stupiresti di leggere quante siano le mail con questo oggetto che vengono ricevute quotidianamente.

Il testo della mail

Il testo deve essere sintetico e incisivo. Che sei uno scrittore non lo devi “dire” ma fare emergere dalla scelta delle parole e dalla costruzione dei periodi. Evita il burocratese e gli eccessivi formalismi, l’aggettivazione estrema e le auto-recensioni, evita anche di lodarti. Cerca di essere sincero il più possibile. Spiega perché ti sei rivolto a quell’editore (linea editoriale, condivisione dei principi, altro), due parole su chi sei e sul perché scrivi; il tutto senza essere vago: chi legge si accorge subito se è una mail preconfezionata e adatta a ogni editore possibile. Elenca gli allegati. Soprattutto leggi più volte il testo della mail e assicurati che non ci siano errori sintattici e, per quanto possibile, di battitura (siamo imperfetti, una lettera sbagliata può scappare a chiunque). Non proporre copertine o evoluzioni immaginarie del “libro”: non è il momento di stabilire se ne verrà tratto un musical.

Gli allegati

Nomina chiaramente gli allegati. Vietato scrivere “romanzo”, “inedito”, “sinossi”: come ti dicevo non c’è solo il tuo file e capita, spiacevolmente, che le sinossi si confondano fra loro nell’archivio mail. Se possibile tieni file separati per l’opera e per la presentazione. Lascia l’impaginazione in comodo formato A4, anche se ti piacerebbe dare la forma di libro al tuo testo: sarà più pratico stamparlo e, quindi, leggerlo. Usa un font standard e il colore nero, non appesantire di fronzoli, separatori, bordini e simili.

Bene, a questo punto hai fatto tutto il possibile. Magari non sarai pubblicato mai, ma sarai certo di aver messo la giusta attenzione e determinazione in quello che hai fatto.

  • http://www.tanit.cc Memy

    Gran bel post socia!
    Aggiungerei: siate furbi e studiate un po’ la linea editoriale della casa editrice a cui state facendo l’invio. Ad esempio a noi, che dichiaratamente pubblichiamo solo narrativa, ricevere decine di raccolte di poesie risulta davvero molesto.

  • http://www.tanit.cc Memy

    Gran bel post socia!
    Aggiungerei: siate furbi e studiate un po’ la linea editoriale della casa editrice a cui state facendo l’invio. Ad esempio a noi, che dichiaratamente pubblichiamo solo narrativa, ricevere decine di raccolte di poesie risulta davvero molesto.

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  • http://www.andreamalabaila.it Andrea

    E quelli che esordiscono dicendo “mi scuso in anticipo per gli errori di ortografia”?
    Aaaaargh.

  • http://www.andreamalabaila.it Andrea

    E quelli che esordiscono dicendo “mi scuso in anticipo per gli errori di ortografia”?
    Aaaaargh.

  • http://www.vladsandrini.com Vlad

    Sono tante le occasioni che si possono cogliere per irritare un comitato di lettura. Per esempio, includere un curriculum farcito di punti non necessari (la scuola elementare, le medie, le superiori, la scuola dei figli, la pappa preferita dei gatti), rigorosamente discorsivo e in terza persona. Rigorosamente, l’allegato si chiamerà “curriculum.docx”: non è necessario specificare di chi, no?
    I vari caratteri Zapf chancery, Dingbats wonderland, Shiny pro e Confusionary madness si gestiscono in pochi click: modifica, seleziona tutto, Palatino Linotype. Poi è stata usata una grafica ad alta risoluzione per le intestazioni di capitolo e devo aspettare mezz’ora per prepararmi un pdf, che speravo di mettere nel netbook in 14 secondi netti.
    Pazienza, tanta pazienza. Ciao

  • http://www.vladsandrini.com Vlad

    Sono tante le occasioni che si possono cogliere per irritare un comitato di lettura. Per esempio, includere un curriculum farcito di punti non necessari (la scuola elementare, le medie, le superiori, la scuola dei figli, la pappa preferita dei gatti), rigorosamente discorsivo e in terza persona. Rigorosamente, l’allegato si chiamerà “curriculum.docx”: non è necessario specificare di chi, no?
    I vari caratteri Zapf chancery, Dingbats wonderland, Shiny pro e Confusionary madness si gestiscono in pochi click: modifica, seleziona tutto, Palatino Linotype. Poi è stata usata una grafica ad alta risoluzione per le intestazioni di capitolo e devo aspettare mezz’ora per prepararmi un pdf, che speravo di mettere nel netbook in 14 secondi netti.
    Pazienza, tanta pazienza. Ciao

  • Baser Cristina

    E se al posto di uno scrittore ci fosse un illustratore? Cosa dovrebbe fare per ottenere l’attenzione di una casa editrice?

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