Cervello e pancia

Scritto da: il 20.02.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Negli anni la mia percezione della parola scritta, della scrittura e della letteratura è cambiata più volte. Me ne accorgo confrontandomi con i giovani scrittori, anzi giovanissimi, quelli che oggi sono ancora alla scoperta della propria via e che magari saranno un domani dei novelli Saramago, chi lo sa?

Chiacchierando con uno di loro ho avuto modo di riflettere sui due elementi che per me creano una buona scrittura: cervello e pancia. Capisco che il termine pancia possa offendere la sensibilità di molti “artisti”, ma sono mie opinioni e io non sono Umberto Eco, per cui mi si passi il vezzo di utilizzare una parola tanto vile per un concetto così aulico come l’ispirazione. Sì, perché non mi trovo a mio agio a parlare di Muse: avvolgono di un’aura da accoliti, da privilegiati un aspetto che, per me, è molto più sanguigno, quasi viscerale.

La scrittura è stata idealizzata fin troppo e per questo ha subito uno sdoppiamento: da una parte i “puristi della scrittura”, quelli che aspirano a una letteratura tanto alta da risultare incomprensibile ai più (e forse anche a loro stessi), dall’altra gli scrittori commerciali, quelli che servono a batter cassa e hanno un successo che è solo di vendite, non legato al contenuto.

Resiste – ma per quanto ancora? – una fascia media di letteratura che coglie lo spirito del suo tempo, che si sporca le mani, che usa, appunto, la pancia e che la filtra attraverso il cervello. Scrittori che sono immersi nel loro contesto e che non giudicano nessun lettore indegno di ciò che vogliono dire.

Paradossalmente i “puristi” sono scrittori solo di pancia, e i commerciali solo di cervello. Il motivo è semplice: i primi si occupano solo di tirar fuori la loro idea, senza pensare che scrivere non è per sé, è per i lettori, i secondi si occupano solo di perfezionare il meccanismo alla base delle loro storie, affinché funzionino. Ne vengon fuori libri con grandissima ricerca terminologica, recupero di lemmi obsoleti (quasi accanimento terapeutico), un uso esasperato della dialettica, e libri che non usano più di 600 termini diversi.

Ricominciamo da cervello e pancia, allora. Tutti e due: il cervello rende la pancia intellegibile, la pancia riporta il cervello sul piano concreto di confronto con la realtà.

  • etnagigante

    Da uomo di panza non posso che apprezzare l’articolo.
    In medio stat virtus

  • etnagigante

    Da uomo di panza non posso che apprezzare l’articolo.
    In medio stat virtus

  • http://www.alterminedelgiorno.blogspot.com/ Angelo

    Mi piace molto la tua definizione. Secondo me non svilisce affatto l’idea.
    Cervello e pancia.
    Credo che me l’appunterò!

    ciao
    Angelo

  • http://www.alterminedelgiorno.blogspot.com/ Angelo

    Mi piace molto la tua definizione. Secondo me non svilisce affatto l’idea.
    Cervello e pancia.
    Credo che me l’appunterò!

    ciao
    Angelo

  • http://bosina.net bosina

    Non posso che condividere la tua idea, dato che, probabilmente per deformazione professionale, in ogni libro che leggo mi ritrovo a cercare il lato enogastronomico… Persino Liala l’ho letta in questa direzione e forse sono stata l’unica :-)

    Comunque, a parte gli scherzi, quello che scrivi è vero.
    Un bacio

  • http://bosina.net bosina

    Non posso che condividere la tua idea, dato che, probabilmente per deformazione professionale, in ogni libro che leggo mi ritrovo a cercare il lato enogastronomico… Persino Liala l’ho letta in questa direzione e forse sono stata l’unica :-)

    Comunque, a parte gli scherzi, quello che scrivi è vero.
    Un bacio

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