Carta normale o carta tree-free?

Scritto da: il 03.02.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Quando si deve preparare un preventivo per il tipografo, bisogna necessariamente cominciare a valutare i tipi di carta e la scelta etica sottesa. Dicevo tempo fa che io spenderei un euro in più per la carta ecologica. Ma mi sbagliavo nel pensare che si potesse, come editori, fare una scelta del genere facilmente.

Il costo della carta riciclata, mi spiegava il nostro tipografo incide per circa il 30% sulle spese di stampa, se si vuole una carta come la Favini Shiro, che non solo è fabbricata senza alberi (da un’alga), ma è anche trattata senza prodotti nocivi durante tutta la sua preparazione. Una carta quindi a impatto zero.

Il che significa che un libro che al pubblico costa una decina di euro dovrebbe salire al prezzo di 13 o 14 euro; se per una megacasaeditrice con un pubblico di lettori abituali potrebbe essere un fattore che incide in modo blando (cosa che non reputo vera, in questo periodo di crisi diffusa), per un piccolo editore è quasi impossibile.

Per chi vuole portare a contatto con un vasto pubblico autori esordienti è una scelta ardua: aumentare il prezzo, quindi ridurre drasticamente i possibili acquirenti, o mantenere un prezzo abbordabile e permettere agli emergenti di farsi conoscere dal pubblico più vasto possibile? Molti piccoli editori (Tanit inclusa) hanno preferito la seconda opzione, pochissimi la prima, qualcuno è riuscito (e speriamo di cavargli il segreto) a mantenere prezzi accessibili utilizzando carta riciclata.

Speriamo che la cultura della carta riciclata si diffonda tanto da permettere l’abbattimento di questi costi: ne trarremmo giovamento tutti, sia a breve che a lungo termine. O quantomeno che, tra le tante sovvenzioni che vanno sprecate a destra e a manca, se ne crei una per supportare l’uso di carta tree-free a tutti i livelli, sia in editoria che nella pratica quotidiana.

  • http://31ottobre.blogspot.com gloutchov

    Ho sentito parlare spesso della carta tree-free e del fatto che sia ad impatto zero. Mi chiedo come facciano a prelevare le alghe senza danneggiare il fondo marino… anche nel caso in cui siano “coltivate”.
    Del resto, ormai molti produttori di carta tradizionale “coltivano” gli alberi destinati a diventare carta e, di conseguenza, anche questa carta proveniente dagli alberi, è ecologica (sempre che non vengano usate sostanze dannose all’ambiente durante la lavorazione).

    Insomma. Mi piacerebbe saperne di più!

    Nel caso possa interessarvi per la Tanit, la mia primissima pubblicazione (parlo del 1997) fu con una casa editrice (piccola) che mi propose di scegliere il tipo di carta… spiegandomi le differenze di prezzo. Io scelsi quella ecologica… pur sapendo che il libro sarebbe stato venduto a 13000 lire (che impressione parlare di lire!!) al posto delle 9000 con la carta tradizionale.

    Poi.. perché non proporre anche un low-cost in formato ebook? ^_^

  • http://31ottobre.blogspot.com gloutchov

    Ho sentito parlare spesso della carta tree-free e del fatto che sia ad impatto zero. Mi chiedo come facciano a prelevare le alghe senza danneggiare il fondo marino… anche nel caso in cui siano “coltivate”.
    Del resto, ormai molti produttori di carta tradizionale “coltivano” gli alberi destinati a diventare carta e, di conseguenza, anche questa carta proveniente dagli alberi, è ecologica (sempre che non vengano usate sostanze dannose all’ambiente durante la lavorazione).

    Insomma. Mi piacerebbe saperne di più!

    Nel caso possa interessarvi per la Tanit, la mia primissima pubblicazione (parlo del 1997) fu con una casa editrice (piccola) che mi propose di scegliere il tipo di carta… spiegandomi le differenze di prezzo. Io scelsi quella ecologica… pur sapendo che il libro sarebbe stato venduto a 13000 lire (che impressione parlare di lire!!) al posto delle 9000 con la carta tradizionale.

    Poi.. perché non proporre anche un low-cost in formato ebook? ^_^

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