A rischio il Festival di Gavoi?

Scritto da: il 26.05.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Oggi doveva esserci un bel post sulla grammatica, ma c’è una notizia più urgente, che ha bisogno di essere diffusa: è infatti a rischio il Festival di Gavoi, un evento che coinvolge ogni anno editori e lettori in gran numero. Ed ecco un po’ di documentazione, messa a disposizione direttamente dalla pagina di Facebook:

Quando un progetto culturale nasce sano, quando sta in piedi per volontà di una comunità e di un piccolo esercito di volontari che lo fanno per passione, quando genera un indotto che restituisce al territorio tre volte tanto il suo investimento e quando è capace di darsi continuità di senso fuori dai confini scivolosi dell’evento spettacolare, uno si aspetta che questo progetto sia immune dal rischio di essere messo in discussione per ragioni che esulano da quelle per cui è sorto.
Sembra che per Gavoi non sia così, e dai giornali di questi ultimi giorni ve ne sarete accorti tutti. La Regione non ha finora manifestato l’intento di sostenere il percorso del festival, e questo, almeno per l’edizione di quest’anno, ne mette seriamente a repentaglio la realizzazione. Ci siamo dati due giorni ancora – fino al 28 maggio – per prendere la decisione definitiva in base a quelle che saranno le risposte istituzionali. Speriamo dopo quella data di potervi dare notizie confortanti, ma nel frattempo vi chiediamo di sostenerci con forme visibili di solidarietà, quelle che ognuno riterrà più vicine alla sua sensibilità.
Questo è l’indirizzo email dell’assessore alla cultura, dottoressa Lucia Baire: pi.assessore@regione.sardegna.it

Questi sono alcuni degli articoli su cosa sta succedendo:

Circolava da qualche settimana la voce che il Festival di Gavoi quest’anno potesse saltare. Ieri a fare esplodere il caso è stato, con una nota fatta arrivare alle redazioni dei giornali, il presidente della provincia di Nuoro, Roberto Deriu: «Non permetteremo che il “L’isola delle storie” non venga realizzato a causa dell’incompetenza della Regione, che, pur trovandosi di fronte ad un evento che ha ormai una cadenza fissa ed annuale, non riesce a dare una risposta ordinaria e a permettere alla macchina organizzativa di mettersi in moto». «Chiederò al consiglio provinciale – prosegue Deriu – di superare le comprensibili difficoltà derivanti dalla evidentemente diversa disponibilità finanziaria rispetto alla Regione e di trovare nel bilancio della Provincia i 180 mila euro necessari per tutelare questa nostra eccellenza culturale, questo miracolo che ci proietta in Europa e nel mondo. Quella stessa Regione che ne permise la nascita, con un atto firmato dall’allora assessore alla programmazione Ugo Cappellacci, ora per lungaggini e inefficienze ne mette in pericolo l’esistenza: ci muoveremo immediatamente per dare le certezze necessarie perché il Festival sia realizzato».

Contattata dalla «Nuova» per telefono, l’assessore alla Cultura Maria Lucia Baire replica a Deriu con una dichiarazione stringatissima: «Mi sembra una polemica senza fondamento. Tutte le iniziative culturali valide già in atto nei diversi territori saranno da noi sostenute». Più tardi, con una nota affidata all’Ansa, Baire fa riferimento alla legge regionale 14 del 2006, che regola i finanziamenti ai festival, e precisa che «non sono ancora operative le direttive che regolamentano questo settore». «Nonostante ciò, si è provveduto – osserva l’assessore – al regolare svolgimento de Sa Die de Sa Sardigna, alla partecipazione a Monumenti aperti, alla Fiera del libro di Torino, alla Fiera di Macomer e al sostegno economico in favore degli editori, con una recente delibera della giunta.

Io ho in evidenza sul mio tavolo il caso Gavoi e, pur essendo favorevole alla libera espressione democratica di tutti, ritengo vane e inutili le polemiche. Se la legge ci confermerà che dobbiamo dare il nostro contributo a Gavoi e se non ci saranno condizioni ad altri interessi strumentali, tutto potrà essere risolto nei prossimi giorni». Interviene anche Marcello Fois, presidente dell’associazione che organizza il Festival: «Al momento le cose stanno che, siccome dalla Regione ancora non sono arrivate le lettere d’intenti che ci occorrono come garanzia per ottenere i fidi, le banche, per darci i soldi, chiedono che sia io a garantire con i miei beni personali. E’ evidente che non ho molte strade davanti. E se il problema, politico, sono io, se il presidente Cappellacci ce l’ha con me per come mi sono schierato nella campagna elettorale, non ho problemi a mettermi da parte. A questo punto, anche se il Festival dovesse farsi, il primo giorno mi dimetterò pubblicamente, ovviamente spiegando perché lo faccio».

Fois ringrazia Deriu: «Compie un gesto di sensibilità nei confronti di un progetto come quello di Gavoi. Un gesto che ha un chiaro significato politico. Ma vorrei esprimere riconoscenza anche al deputato del Pdl Bruno Murgia, che in queste settimane difficili ha cercato di aiutarci, senza grandi risultati. Con Cappellacci non sono riuscito a parlare. Ho trattato con il suo segretario, Giovanni Follesa». E Fois legge, al telefono, una recente email spedita a Follesa: «Caro Giovanni, provo a spiegarti come stanno le cose dal punto di vista dell’organizzazione di Gavoi, ti prego di non prenderla come pressione ma come dato di fatto che sono sicuro capisci per esperienza. Dunque, in questa stagione nel corso delle cinque edizioni precedenti del festival di Gavoi, la prima delle quali ti ricordo finanziata dalla Giunta Masala, noi eravamo in possesso di un impegno da parte della Regione che ci garantiva di fronte alle banche le quali ci accordavano fidi per avviare tutte le pratiche utili per costruire l’evento. Quest’anno ciò non è successo, avete avuto problemi. Le banche a questo punto mi chiedono di garantire con i miei beni personali per la concessione dei fidi e io, onestamente, non me la sento. Specialmente trattandosi di un’iniziativa a cui mi dedico gratuitamente non posso certo espormi. L’unica alternativa che vedo, se non abbiamo al più presto certezze da voi, è quella di fermare le macchine, dimettermi dalla presidenza dell’Associazione, e mettermi al lavoro per riuscire a costruire, magari fra un anno, un festival, sempre a Gavoi, senza l’ausilio dei fondi pubblici. Capisco lo sforzo che anche tu stai facendo, ma purtroppo i tempi per noi sono strettissimi, il 2 luglio è dietro l’angolo. Mi illudevo che avreste trovato anche per noi la stessa via scorrevole che vi ha permesso di finanziare la Fiera di Macomer. Non do retta alle voci che dicono che far piano e come non far niente né a sedicenti organizzatori di eventi che vanno dicendo che lietamente siete orientati a “fare il culo a Gavoi” (nomi e cognomi di persona). Io sono persona tranquilla, ma non inerme. E, ti ripeto, se il problema sono io, basta che me lo diciate e mi metto da parte, l’importante è che non buttiate alle ortiche un’esperienza tra le più prestigiose per la Sardegna in questo momento».

La stessa preoccupazione, non buttare alle ortiche il Festival, ce l’ha il sindaco di Gavoi, Salvatore Lai: «Sarebbe un fatto gravissimo se saltasse tutto. Nelle scorse settimane abbiamo fatto di tutto per convincere la Regione ad accelerare le procedure. Ci muoveremo d’intesa con il presidente Deriu. Già da domani, chiederò un incontro con il governatore e rivolgerò per telegramma un appello a tutti i consiglieri provinciali, ai capi gruppo in consiglio regionale e agli stessi membri della giunta Cappellacci perché non facciamo morire il Festival. Se non si arriverà subito ad una soluzione, potrei prendere decisioni clamorose». Il sindaco non lo dice, ma non è escluso che pensi alle dimissioni. (Costantino Cossu, per La Nuova Sardegna).

e anche
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20090525&Categ=5&Voce=1&IdArticolo=2352364

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  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Ecco l’aggiornamento di oggi, sempre dalla stessa fonte dell’articolo:
    Dopo settimane di sollecitazioni senza replica, stamattina in una lettera aperta ai gavoesi Ugo Cappellacci finalmente conferma che il festival sarà finanziato dalla Regione anche quest’anno.
    La lettera si può trovare su entrambi i quotidiani sardi, e dalle 12 sarà on line gratuitamente sul sito dell’Unione Sarda.

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    Ecco l’aggiornamento di oggi, sempre dalla stessa fonte dell’articolo:
    Dopo settimane di sollecitazioni senza replica, stamattina in una lettera aperta ai gavoesi Ugo Cappellacci finalmente conferma che il festival sarà finanziato dalla Regione anche quest’anno.
    La lettera si può trovare su entrambi i quotidiani sardi, e dalle 12 sarà on line gratuitamente sul sito dell’Unione Sarda.

  • Silvia Ciccu

    Il tanto esaltato festival di Gavoi non é che una cenetta tra un gruppo chiuso di amici, e non diversamente da quelle 4 amichette di Tuttestorie NON MUOVE UN DITO per promuovere nuovi talenti e nuove proposte, come ho potuto constatare di persona. Il festival di Gavoi e Tuttestorie non sono che una riunione tra i pochi soliti noti. Di illustratori ancora da scoprire in Sardegna ce n’é una marea, compresa la sottoscritta, che é stata snobbata sia a Gavoi che da Tuttestorie. Sono istituzioni ultra-conservatrici, autocelebrative e del tutto inutili.
    E anche quest’anno la festa in famiglia é andata!
    E poi vi lagnate quando i talenti sardi se ne scappano a lavorare in continente o all’estero! Tutto merito vostro!
    Infatti all’estero stranamente vengono apprezzati, mentre qui in Sardegna se non sono parenti di, o amichetti di, vengono trattati di merda…..il nepotismo esiste e Gavoi e Tuttestorie ne sono l’ennesimo esempio.

  • Silvia Ciccu

    Il tanto esaltato festival di Gavoi non é che una cenetta tra un gruppo chiuso di amici, e non diversamente da quelle 4 amichette di Tuttestorie NON MUOVE UN DITO per promuovere nuovi talenti e nuove proposte, come ho potuto constatare di persona. Il festival di Gavoi e Tuttestorie non sono che una riunione tra i pochi soliti noti. Di illustratori ancora da scoprire in Sardegna ce n’é una marea, compresa la sottoscritta, che é stata snobbata sia a Gavoi che da Tuttestorie. Sono istituzioni ultra-conservatrici, autocelebrative e del tutto inutili.
    E anche quest’anno la festa in famiglia é andata!
    E poi vi lagnate quando i talenti sardi se ne scappano a lavorare in continente o all’estero! Tutto merito vostro!
    Infatti all’estero stranamente vengono apprezzati, mentre qui in Sardegna se non sono parenti di, o amichetti di, vengono trattati di merda…..il nepotismo esiste e Gavoi e Tuttestorie ne sono l’ennesimo esempio.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Silvia, come tutte le iniziative culturali anche Gavoi è soggetta a critiche, miglioramenti, errori. Ma è solo un lato della medaglia: l’altro lato, il migliore, è che permette l’avvicinamento alla lettura, alla letteratura, alla cultura.
    La situazione sarda mi sembra migliore di quella siciliana, sai, anche se potrebbe essere un proverbiale errore a farmi sembrare più verde l’erba del vicino.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Silvia, come tutte le iniziative culturali anche Gavoi è soggetta a critiche, miglioramenti, errori. Ma è solo un lato della medaglia: l’altro lato, il migliore, è che permette l’avvicinamento alla lettura, alla letteratura, alla cultura.
    La situazione sarda mi sembra migliore di quella siciliana, sai, anche se potrebbe essere un proverbiale errore a farmi sembrare più verde l’erba del vicino.

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