Old World Epic? – Le oche sono uomini, Iadunps

Scritto da: il 18.02.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Le oche sono uomini - IadunpsDa quando è stato pubblicato il saggio di Wu Ming sul New Italian Epic ho letto molte discussioni interessanti al riguardo. Una delle più intriganti l’ho scovata su un sito segnalatomi di recente, sotto forma di brevissimo saggio. Il titolo già fa intuire il tono delle argomentazioni, che, nonostante siano serissime, sono espresse in modo volutamente ironico. E mi ha conquistato da subito Le oche sono uomini, e-book minimo di Iadunps.

In primis perché pubblicato in creative commons, quindi liberamente riproducibile a patto di inserire i riferimenti del caso, con la stessa licenza che io prediligo, by-nc-sa; era quasi una scelta obbligata, dato che il saggio originale è anch’esso disponibile online. Secondariamente perché il testo è molto sintetico ma comunque chiaro, affronta con brio un argomento “serioso” e ha il coraggio di esprimere una opinione di certo non diffusa.

Il New Italian Epic, in poche parole, postula che la narrativa degli ultimi anni abbia delle caratteristiche comuni, che si tratti di Wu Ming, Carlotto, Camilleri o Lucarelli, che ci siano un sentire comune, rimandi, echi. Per essere esatti si parla di convergenza degli scrittori italiani in un’unica nebulosa che affronta tematiche “epiche” in senso non tradizionale.

Le oche sono uomini sintetizza al massimo le trenta pagine di Wu Ming estrapolandone in tutto sette punti essenziali di cui uno imprescindibile, salvo poi smontarle con altrettanta capacità di sintesi; il concetto di fondo è che rendendo una tassonomia abbastanza ampia e ambigua sia possibile farvi rientrare qualunque cosa, che è poi il dilemma del ricercatore: limitare il campo.

La parte più divertente è la confutazione con esempi, che raccoglie libri di categorie tanto diverse da non essere nemmeno comparabili tra loro e che, nonostante questo, sembrano rientrare nella definizione di NIE. Spero che il testo venga ampliato e che scenda un po’ più nel dettaglio considerato che, sotto una scrittura caustica e irriverente, sono celate delle fondate argomentazioni.

Non lo potete comprare, ma potete scaricarlo sul sito e leggerlo comodamente anche a schermo, data l’estrema brevità. Io vi consiglio di farlo, anche solo per sentire una voce dissonante.

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