Memoria, Le Goff

Scritto da: il 04.03.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

1543andreasvesaliusfabricabaseofthebrainLa grande Einaudi di tanto in tanto mette a disposizione online alcuni testi, tra cui la lettura di oggi, Memoria di Jacques Le Goff, un saggio su uno degli argomenti più affascinanti che sia dato studiare (scaricabile in pdf). Non so bene come sono arrivata a questo percorso, per cui non vi saprei indicare altro, ma se scandagliate bene dovreste trovare l’intera collana “Piccola biblioteca online”, nata dal e per il web.

In questo saggio Le Goff affronta la trattazione teorica della memoria dividendola secondo una prospettiva di analisi storica: l’oralità, la scrittura, il periodo medievale, la memoria figurata e i processi mnemonici attuali, o meglio quelli che erano attuali al momento della stesura del saggio (degli anni ’70). È una sequenza di cambiamenti che porta a interrogarsi sia sulle qualità sia sul valore che le si attribuiscono.

Come è doveroso per ogni saggio scientifico, Le Goff si appoggia a testi di altri studiosi e ricercatori di ogni ambito, perché la memoria è fenomeno complesso che necessita di essere approcciato dai più disparati angoli visuali, dalle neuroscienze alle antropologie, dalle scienze esatte agli studi sociali.

È affascinante seguire  il dipanarsi delle mnemotecniche attraverso i secoli: prima l’invenzione della lingua, poi l’oralità, in seguito ancora il folclore, “memoria sociale popolare”, e la memoria collettiva degli strati dirigenti, la modellizzazione matematica tentata da Leibniz, gli sviluppi più recenti. Mancano ovviamente le considerazioni sulla “paperless society”.

Inoltre Le Goff analizza il collegamento tra memoria e morte, individuando il punto in cui la memoria passa dall’essere legata a esigenze di tipo narrativo all’identificarsi con  esigenze di stampo commemorativo.

Non è certo una lettura semplice, proprio per il suo piglio accademico, ma il linguaggio che l’autore (nel nostro caso anche il traduttore) utilizza è scorrevole e facilmente comprensibile. Ottima la bibliografia che comprende i maggiori testi, tecnici e letterari, sull’argomento e offre a sua volta buoni spunti per future incursioni in biblioteca.

Se vi interessa approfondire più che i meccanismi biologici gli aspetti più sociali e teorici della memoria, questo saggio fa al caso vostro.

In ultimo, l’immagine che vedete in alto oggi, dato che non è presente una copertina, è un disegno del buon Vesalio (From the en:1543 book in the collection in National Institute of Medicine. en:Andreas VesaliusFabrica, showing the Base Of The Brain, including the en:cerebellum, en:olfactory bulbs, en:optic nerve).

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