Lungo viaggio di un’idea, I mestieri del libro, Ponte di Pino

Scritto da: il 11.11.10
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

A.S. : dei Mestieri del libro, se ricordo bene, ne ha già parlato Livia tempo fa, e lo ha fatto, sempre se ricordo bene, da persona del “mestiere”, ossia da Editore; io ne parlo dal punto di vista del semplice lettore, ignaro ma curioso di ciò che avviene nelle segrete stanze di una Casa Editrice.

È raro che il lettore si domandi quali e quanti passaggi siano stati necessari e quante persone (a quale titolo e con quale specifica competenza e professionalità) siano state coinvolte per arrivare al risultato che ha tra tra le mani: il libro appena acquistato.

È per questo lungo viaggio – dal testo dell’autore al lettore – che ci accompagna passo passo Oliviero Ponte di Pino, direttore editoriale della Garzanti, facendoci virtualmente entrare e spiegandocene la funzione in quegli uffici di una Casa Editrice che, c’è da scommetterci, nemmeno lo scrittore, specie se esordiente, sa esistano: redazione, ufficio tecnico,, ufficio grafico, ufficio stampa, uffici commerciali: tutto e tutti contribuiscono alla confezione del “prodotto” libro.

E non è finita qui: si è solo a circa metà del viaggio. Una volta che il libro è fisicamente pronto, “fatto”, bisogna lanciarlo sul mercato, farlo conoscere ai librai e al pubblico, distribuirlo, reclamizzarlo e non è affatto una cosa semplice!

Grazie a questo saggio ci si rende anche conto del modo assai differente in cui il libro può essere ed è visto. Per noi lettori è qualcosa che ci interessa più che altro per il contenuto, per ciò che l’autore vuole dirci; tutto il resto (colori, copertina, risvolti ecc.) ha per noi un’importanza relativa o, comunque secondaria. Per l’editore, per chi “fabbrica” il libro invece no: tutto deve tendere alla comunicazione, alla vendibilità dell’oggetto: va da sé che il contenuto dello stesso assuma un’importanza non relativa ma considerata da un punto di vista differente – e può suonare un paradosso – da quello del destinatario ultimo del prodotto. Di qui le soventi e ben note incomprensioni tra Autori e Editori ma, anche, a ben guardare, il difficile equilibrio tra testi validi e, appunto, mercato che gli editori devono costantemente cercare e obbligatoriamente trovare. Per l’Autore il proprio scritto può essere un’espressione più o meno artistica, per l’Editore può eventualmente diventare un progetto, in ogni caso un investimento.

A meno che non sia collettiva, la scrittura è sempre un’attività solitaria, molto solitaria (scrittori come Hemingway e filosofi come il rumeno Emil Cioran l’han testimoniato). Ma dal momento che il solitario frutto di quella scrittura è destinato alla pubblicazione, attorno a esso si affolla un’incredibile moltitudine di persone. E verrà pure il giorno in cui anche lo scrittore dovrà uscire dalla sua stanza silenziosa e venir a parlare del proprio libro a un potenziale pubblico di acquirenti.

A parte la pubblicazione, Oliviero Ponte di Pino, parla anche di altre vie che un libro può prendere: i diritti di traduzione, i premi letterari, i diritti per una trasposizione cinematografica. Se si è arrivati a questo punto, quel fascio di fogli o quel file di testo da cui tutto era nato molto tempo prima, di strada ne ha fatta davvero tanta.

E i best seller si possono costruire, prevedere? Fino ad un certo punto: certi libri sono poi, come i terremoti: il loro grande e inaspettato successo è imprevedibile: il caso ci mette sempre lo zampino. Quel che è e rimarrà sempre certo è che: «quando in biblioteca o in libreria prendiamo un libro a caso, lo apriamo e iniziamo a leggere, cominciando a intessere un dialogo muto con l’autore, viviamo un momento di straordinaria libertà». E si sa quale incommensurabile bene la libertà sia.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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