La regola celeste – Il libro del tao, Lao-tzu

Scritto da: il 08.01.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

La regola celeste - il libro del tao, Lao-tzu a cura di Paolo RuffilliDi edizioni del Tao Te Ching (o, a seconda della traslitterazione, Dao De Jing) ne esistono centinaia: poiché è un’opera filosofica di enorme importanza la sua diffusione è piuttosto ampia. Una buona versione per accostarsi alla sua prima lettura in modo semplice è quella delle pillole BUR, La regola Celeste – Il libro del Tao.

In questo caso il curatore è Paolo Ruffilli, che, introducendo il testo, cerca di guidarci all’interno delle teorie dell’equilibrio dinamico e della filosofia taoista in genere. Attraverso la prefazione e l’introduzione, ambedue molto concise, fornisce gli strumenti basilari per la lettura.

Purtroppo ancora una volta si tratta di una traduzione compiuta a partire dall’inglese e non di una traduzione diretta dalla lingua originale. Spesso mi chiedo se davvero sia così difficile trovare in Italia un orientalista serio, professionale e preparato tanto da poter affrontare i testi fondamentali, e per questo critici, delle altre culture.

La forma scelta è di esporre i passaggi in una lingua pressoché poetica e farli seguire da brevi chiose, commenti interpretativi in grado di colmare quelle distanze di senso proprie di culture agli antipodi. L’originale, già di ardua comprensione, ha una doppia lontananza da noi: una è quella geografica, l’altra quella temporale.

Viene mantenuto anche qui l’ordine classico dei capitoli, prima quelli sulla Via (il Tao) e subito dopo quelli sulla Virtù (il Te), in contrasto col reperto più antico mai rinvenuto dell’opera. Tuttavia è una scelta dettata da numerosi motivi non solo intertestuali, ma all’interno stesso della trattazione, evidenziati dal curatore in apertura.

Sicuramente questa versione non è quella giusta se si vuole compiere uno studio approfondito del Tao e della filosofia orientale; la scelta di brevità è rispondente al criterio della collana, che mantiene un taglio essenziale e una praticità (e prezzo) da edizione tascabile.

Rappresenta comunque un buon inizio per darsi un’idea dei contenuti, e un buon memento per chi li conosce già a menadito.

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