La morsa, Napoleoni

Scritto da: il 15.06.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

La morsa – Loretta NapoleoniI meccanismi dell’economia mi sono in massima parte ignoti; anzi, di solito mi mette in seria difficoltà ascoltare economisti che parlano tra loro o che cercano di spiegarmi concetti apparentemente lapalissiani, mentre i miei pensieri partono per la tangente al solo concetto di deregulation. Per fortuna La Morsa è scritto in modo abbastanza chiaro da essere comprensibile – non completamente, eh – persino a me.

In realtà non è un saggio puramente economico, ma piuttosto sulle relazioni che intercorrono tra economia, governo e terrorismo; economia politica, potremmo dire. E analizza nel dettaglio gli eventi che hanno portato al crollo l’economia occidentale, avviati proprio da coloro che degli stati occidentali erano a capo, politicamente e non solo.

Anche la Napoleoni, come molti prima di lei, passa in rassegna documenti, testimonianze e percorsi intorno all’11 settembre, spiegando in che modo fosse se non evitabile almeno completamente prevedibile; ma va oltre, incastrando tutti i fatti per comporre un puzzle di guerra egemonica e strumentale, che si rivela un vero e proprio boomerang per i suoi promotori.

Seguendo la sua ricostruzione ci rendiamo conto che è proprio la crociata occidentale a scatenare la controcrociata orientale, riproponendo a distanza di un millennio temi di aggressione e scontri di civiltà che si speravano ormai superati. La realtà però è ben nascosta dietro gli alibi e i discorsi ufficiali, ed è una realtà fatta di dominio economico e ricerca di libertà dei paesi in via di sviluppo, ragioni nemmeno poi tanto occulte per ogni tipo di conflitto.

Sono argomenti rimossi, taciuti o ignorati, l’uso delle banche, i finanziamenti illeciti, il riciclaggio di denaro; rimozione fatta per interesse e per comodo all’inizio, ma successivamente proseguita per nascondere colpe gravi delle varie amministrazioni. L’autrice considera anche attentamente gli strumenti utilizzati per rispondere alle prime avvisaglie del tracollo, compreso il famigerato Patrioct Act che, invece di stabilizzare o migliorare la situazione, accelera il declino del sistema economico americano. Insomma, c’è moltissimo materiale su cui riflettere,

Quanto c’è da sperare che questa lucida e documentata analisi possa cambiare qualcosa? Io questo non lo so dire, ma trovo necessaria la conoscenza, la pluralità di voci e di fonti, la possibilità di creare una propria coscienza; amara, ancora una volta, ma necessaria.

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