La figlia dell’imperatrice, Ruesch

Scritto da: il 09.02.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

La figlia dell'Imperatrice - Hans RueschDalla storia controversa, L’imperatrice nuda fu pubblicato nel 1982 da Rizzoli e subito ritirato dal commercio per l’eco suscitata; adesso è possibile leggere un lavoro simile, arricchito e aggiornato, finalmente tradotto in Italia (solo nel 2006): La figlia dell’imperatrice, di Hans Ruesch, lo stesso autore.

Finalmente perché l’Italia è stato l’ultimo paese in cui si è riuscita ad avere una coraggiosa edizione di questo saggio che miete premi e consensi, ma anche ostilità da parte di una delle lobby più potenti del mondo, l’industria del farmaco.

Sin dalle prime pagine l’autore chiarisce il suo punto di vista sulla sperimentazione animale, avallandolo con decine di esempi semplici ed efficaci e utilizzando l’immensa casistica di farmaci testati, approvati e messi in commercio con effetti nocivi di gravissima entità.

La differenza rispetto ai soliti paradigmi animalisti, seppure perfettamente condivisibili, è che Ruesch non discute di etica o massimi sistemi, ma di medicina, confutando, invece che il lato morale, l’aspetto scientifico degli esperimenti, che risultano insensati quando non addirittura grotteschi. Perché quasi tutti pensano “beh, su qualcuno si deve sperimentare, meglio su un animale che su un uomo”.

Concezione falsa, dato che gli animali, persino i primati, non hanno la nostra stessa fisiologia: fosse stato per la sperimentazione animale (su porcellini d’india, gatti, topi e scimmie), la pennicillina sarebbe oggi messa al bando come deleteria, e l’arsenico sarebbe un medicamento. Come può un vitello fornire un dato veritiero sugli effetti di una sostanza sugli umani?

Il risultato di questo modo di fare “ricerca” è di avere comunque inconsapevoli cavie umane. Tant’è che i bugiardini chiedono esplicitamente di riportare qualunque effetto collaterale, in modo che la casa produttrice impari sulle cavie migliori quali possono essere gli esiti di certe sostanze sul nostro organismo.

Colpisce che Ruesch faccia nomi e cognomi, fornendo cifre, date, dettagli medici, liste di medicine inefficaci e persino dannose. E ancora che riporti decine di testimonianze mediche che smentiscono l’equazione medicina=salute. E che metta in evidenza il ruolo del Casato Rockefeller e dei suoi enti apparentemente filantropici con le maggiori organizzazioni mediche vivisettrici.

Inoltre Ruesch attacca con solide basi scientifiche e statistiche la falsa percezione che le malattie siano sconfitte dalle moderne scoperte mediche, o comunque stiano regredendo. Scomoda sicuramente, la sua posizione, e per questo ancora più ammirevole.

Si legge come un romanzo, nonostante la corposa documentazione e le citazioni, che dovremmo sperare di fantascienza, mentre è, purtroppo, un saggio molto chiaro e argomentato. Non lo troverete facilmente in giro, ma sicuramente è reperibile negli store online.

Da leggere, perché, come dice Ruesch, le guerre prima o poi finiscono, le malattie mai.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple