La bustina di Minerva, Eco

Scritto da: il 22.10.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.
Bustina di Minerva, Umberto Eco

Generalmente non amo i libri di Eco; non so dire se derivi dalla distanza dai miei gusti personali, dal mio appartenere alla scuola di Greimas e non a quella di Peirce, certo è che leggo raramente i suoi romanzi. Sono sempre stata avida, invece, di leggere la sua rubrica sull’Espresso di molti anni fa, era  sempre la prima pagina che ne leggevo.

Pertanto, quando ho scoperto che i suoi articoli erano stati raccolti in un libro, non ho dovuto pensarci un secondo di più, e l’ho comprato. La bustina di Minerva, infatti, anche a distanza di anni, conserva intatta la sua carica di acume e spirito.

Gli articoli coprono l’arco temporale di tredici anni, dal 1985 al 1998; non sono comunque tutti, considerando che l’intera rubrica avrà avuto quasi settecento uscite. Diciamo che è stato scremato non solo il meglio, ma ciò che poteva riunirsi sotto un comune denominatore.

L’autore ha organizzato i vari interventi per argomento più che secondo la cronologia stretta, dividendoli così in otto sezioni, che procedono avanti e indietro negli anni. Si va dall’analisi della situazione politica al panorama intellettuale italiano ed estero.

Senza tralasciare dei veri e propri scherzi letterari, riservati alla sezione LASCIATEMI DIVERTIRE (scritto così come vedete), spigola anche qua e là per la letteratura, chiacchierando di editing, ozio letterario, nozionismo; ritroviamo anche quella lettera da cui parte Tabucchi nel suo saggio La gastrite di Platone.

Eco è un critico d’eccezione, arguto e geniale nel cogliere ed esaltare aspetti della vita concreta su cui non si riflette troppo. Sigari, fotografia, valige e Derrick, nulla è troppo “basso” o distante da non poterne argomentare.

Non manca inoltre di autoironia quando segnala i suoi stessi errori, o si concede battute sull’invecchiamento e sulle sue stesse “bustine”. Tutto questo, unito alla brevità di ogni saggio (appena due pagine), rende il libro scorrevole; a onor del vero più che un saggio mi sembra un antesignano dei moderni blog.

La scrittura è affilata, fino a farsi tagliente alcune volte, feroce con ironia, se si può dire. Eco ha una padronanza linguistica ed una proprietà lessicale invidiabili; così si ha sempre l’impressione che ogni parola sia esattamente quella che deve essere.

Consiglio a tutti la lettura, per il valore intrinseco sì, ma anche come formidabile palestra linguistica.

  • http://maelstrom2.blogspot.com maelstrom

    Gran bel libro: sono stato un assiduo lettore della reubrica sull’Espresso e anche il libro m’è piaciuto molto. E “A passo di gambero” è molto simile…

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    Gran bel libro: sono stato un assiduo lettore della reubrica sull’Espresso e anche il libro m’è piaciuto molto. E “A passo di gambero” è molto simile…

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