Il lavoro editoriale, Moretti

Scritto da: il 23.02.09
Articolo scritto da . Ventisette anni portati male. Editor, editore, rockstar (fallita), sceneggiatore di fumetti, professore d'Italiano e autore di racconti, ecco alcune delle mie tante vite. Attualmente suono con i Gammazita e dedico gran parte del tempo che ho a disposizione alle mie passioni: i libri, le chitarre e la mia ragazza (rigorosamente in quest’ordine). Gattofilo impenitente, sono fermamente convinto che all’estinzione del genere umano i felini domineranno la Terra.

Il lavoro editoriale, MorettiSu Liblog l’editoria è un tema caldo, ed oggi torniamo a trattarlo occupandoci di Il lavoro editoriale (edito dalla Laterza), un interessante libro di Dario Moretti, ex redattore del “Giornale della Libreria”, organo ufficiale dell’Associazione italiana editori.

Il volume è diviso in tre capitoli: il primo, dedicato a una delle eterne diatribe legate al mondo editoriale, è intitolato Creazione o prodotto? E in effetti cosa sono i libri? Sono l’opera struggente di formidabili geni od oggetti da vendere «come se fossero saponette»? Beh per ora vi anticipo soltanto che la Rizzoli nei primi anni Novanta distribuì confezioni di tortellini come gadget per l’acquisto di alcuni titoli.

Il secondo capitolo, Ruoli e generi dell’editoria libraria, ci presenta il lavoro della case editrici, con tutti gli annessi e connessi, come un filtro tra l’autore e il pubblico; ma va ben oltre analizzando le figure professionali che ruotano attorno al mondo del libro e non solo, dato che anche i lettori sono oggetto delle attenzioni di Moretti.

Chiude il libro una interessante e ragionata Bibliografia che, alla bibliografia propriamente detta, aggiunge un percorso critico e degli approfondimenti.

Tra i tanti testi dedicati al mondo del libro che ho letto nel corso di questi ultimi anni, Il lavoro editoriale è certamente il più piacevole. Diretto, pieno di aneddoti e curiosità, a tratti addirittura divertente, sempre chiaro e informato, il volume di Moretti è l’ideale per chi aspira a lavorare in una casa editrice (anche se oggi, spiega bene l’autore, si lavora “per” una casa editrice), ma anche gli scrittori in erba potranno trarre giovamento dalla sua lettura, comprendendo che per fare un libro non basta scriverlo.

A proposito di autori, molto interessante è per loro il paragrafo dedicato alla figura dell’agente letterario, a metà strada tra il piazzista e il creativo, questo almeno per il mercato anglosassone, poiché in Italia la sua funzione è spesso limitata al proprio ruolo base (proporre una pubblicazione e controllare le clausole del contratto), in quanto le dimensioni del mondo editoriale nostrano sono piuttosto limitate.

Tantissime le citazioni presenti, citazioni che diventano altrettanti inviti alla lettura; tra le tante segnalo, per restare in tema, La vita agra di Luciano Bianciardi, Il mestiere dell’editore di Valentino Bompiani e La prosivendola di Daniel Pennac (già sul comodino del vostro amichevole blogger di rete).

Vi avverto cari lettori, la scrittura è una malattia altamente contagiosa, ma l’editoria non è da meno (vero Livia?), per cui se volete infettarvi con questo virus Il lavoro editoriale fa davvero al caso vostro.

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