Il codice dell’editore, Ormezzano

Scritto da: il 05.01.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Codice dell'Editore, Achille OrmezzanoMolti in Italia hanno la passione per la scrittura e molti per l’editoria. A chi volesse approcciarsi ad uno dei due mestieri vengono spesso dati consigli balzani, mentre la miglior cosa da fare, per orientarsi, è studiare i testi fondamentali. Per l’editoria questo si concretizza nel Codice dell’Editore di Achille Ormezzano.

Ormai è un’edizione vecchiotta, che andrebbe riveduta, ampliata e corretta per includere tutte le attuali istanze ed esigenze dell’editoria e gli aggiornamenti delle leggi in materia, molto cambiate negli ultimi anni, ma è il mattone, in senso lato e materiale, su cui poggiare per capire il mestiere dell’editore.

Vero è che l’esperienza si acquisisce sul campo, quotidianamente, e che uno stage in casa editrice è sicuramente più valido e più utile di mille pagine a parlarne, ma svolgerlo con un buon bagaglio culturale specifico aiuta a integrarsi nelle dinamiche di redazione molto più in fretta, traendo così il massimo profitto dal periodo di tirocinio.

Il saggio (ma anche contemporaneamente manuale) è organizzato in corposi capitoli che trattano gli aspetti normativi e tecnici di una impresa editoriale. Chiaramente manca tutta la parte del Creative Commons e del Copyleft, inoltre è stata modificata una parte delle leggi sul deposito legale e sui registri di pubblicità, ma la trattazione è esaustiva e dettagliata, e basta solo, come detto, integrarla con le disposizioni più nuove. Infine tutta la parte economica è da aggiornare poiché ancora in lire, come da aggiornare è il tariffario ISBN; le formule di calcolo dei codici ISBN ed EAN però restano invariate, così come le percentuali e i modelli contrattuali.

I tre tipi di editoria (giornalistica, scolastico/scientifica e varia) sono esplorati nelle loro peculiarità e nei loro specifici adempimenti di settore, affrontati in capitoli lunghi e distinti. Sono espresse in modo molto chiaro anche le distinzioni tra piccoli, medi e grandi editori in base al numero dei dipendenti ed al fatturato annuo.

Il linguaggio utilizzato è molto semplice, didascalico quasi, per smorzare un po’ la difficoltà intrinseca alla comprensione delle varie leggi riportate. Le spiegazioni sono accurate, anche se non ci sono esempi a supporto; del resto è un manuale tecnico, non divulgativo, dedicato a chiunque si approcci alla materia per studio o per approfondimento.

Consigliato per iniziare a comprendere il MME (ormai l’ho detto troppe volte: il Magico Mondo dell’Editoria).

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    “Infine tutta la parte economica è da aggiornare in lire” In lire? In euro vorrai dire! O sbaglio io?

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    “Infine tutta la parte economica è da aggiornare in lire” In lire? In euro vorrai dire! O sbaglio io?

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Infatti! Manca il pezzetto “perché è” in lire. Grazie per la segnalazione.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Infatti! Manca il pezzetto “perché è” in lire. Grazie per la segnalazione.

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