Il cervello umano, Asimov

Scritto da: il 15.10.09
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

Il cervello umano – Isaac AsimovDi Isaac Asimov, (1920-1992), personalmente non mi ha mai attratto più di tanto la produzione fantascientifica e giallistica. Al contrario, dell’Asimov divulgatore e saggista scientifico, ho dei ricordi strabilianti. Di sera, prima di dormire e, quindi, stanco della giornata, riuscii a leggere in originale Inglese The Collapsing Unierse (Il collasso dell’Universo, 1977), intorno alle duecento pagine, e, non solo lo capii linguisticamente (guardai sul dizionario soltanto un lemma: to pinpoint = localizzare con precisione – su carte geografiche o mappe), ma ne compresi pure le spiegazioni scientifiche le quali – pur essendo scritte con scopi divulgativi – mi dette l’impressione che, non per questa ragione, tralasciassero volutamente dettagli anche piuttosto complicati; si capirà che, per me, di formazione e studi non certo scientifici, riuscire a capire ed apprezzare anche nei particolari questi argomenti di Astrofisica fu davvero sorprendente. Divenne così il mio autore preferito per quanto riguardava la divulgazione scientifica.

Di suo – dopo averlo tenuto per anni e anni nello scaffale – mi son deciso a leggere Il cervello umano del ’63, tradotto per la prima volta nel nostro paese nel ’70 e comparso in edizione tascabile nel 1983.

Anche qui, sorprende non soltanto la padronanza della materia trattata ma anche quella – saldissima – della lingua: mi ha sempre meravigliato la sua capacità di partire da un argomento che non ha nulla a che fare con quello dichiarato nel titolo, da questo lontano anni luce, per poi, ragionamento dopo ragionamento, domanda retorica dopo domanda retorica, arrivarci con una logica che non fa una grinza.

Per esempio, Asimov introduce questo suo libro che non tratta soltanto del cervello umano ma anche dei meccanismi biochimici di altri organi del nostro corpo, come il pancreas, la tiroide, le ghiandole surrenali, l’ipofisi…, iniziando a parlare del marinaio scozzese Alexander Selkirk che, agli inizi del XVIII secolo, visse un’avventura di naufrago volontario in un isola deserta, avventura che pochi anni più tardi ispirò allo scrittore inglese Daniel Defoe (1660-1731) il suo famoso Robinson Crusoe (1718). Ora, cosa c’entri Selkirk con gli ormoni e gli enzimi e gli amminoacidi, la corteccia cerebrale, i nervi cranici, solo Asimov lo sa e sa trovare una qualche relazione tra l’uno e gli altri. E come se io, per parlarvi del Dracula di Bram Stoker cominciassi illustrando le tecniche del ricamo a uncinetto (tecniche ben inteso che io non conosco).

Con questo testo – che, da riferimenti vari sembra essere la continuazione di un altro, Il corpo umano dello stesso anno, l’autore ci porta in un viaggio (scientifico non fantascientifico come in Viaggio allucinanteFantastic Voyagedel ’66 considerato una novelization del film omonimo nonostante il libro fosse uscito sei mesi prima del film) che attraversa alcuni organi del corpo, il cervello, ovviamente, e tutti quelli ad esso correlati come, ad esempio gli organi che presiedono ai cinque sensi.

E tutto è descritto nei minimi particolari, sia del punto di vista anatomico che da quello più propriamente fisiologico. Ciò non bastasse, ad ulteriore chiarimento, di ogni termine nuovo (o anche già noto) al lettore viene data l’etimologia greca o latina e magari anche il nome comune (se c’è). E non è finita: mentre s’imparano o si precisano molte cose su i vari organi e e le loro funzioni, con l’occasione viene anche fatta una storia della medicina e della ricerca scientifiche (lo sapevate, per esempio che, nel 1846, a coniare il termine anestesia fu un medico americano molto noto ai suoi tempi ma che viene a tutt’oggi ricordato nella Storia della Letteratura Americana per la sua produzione poetica: Oliver Wendell Holmes Sr. – 1809-1894? In ambiente medico anticipò nel ’43 le intuizioni di Semmelweis – 1818-1865 – sulle cause della febbre puerperale Perché ne parlo? Che c’entra con questioni letterarie? Su Semmelweis ci fece la tesi di laurea un grande della letteratura francese del XX secolo: non vi dico chi, e vi lascio sulla corda) nonché brevi accenni delle malattie provocate dal malfunzionamento di un dato organo o parte di esso ad esempio: cosa funziona male e dove precisamente quando si dice che qualcuno ha il morbo di Parkinson o la corea di Huntington?

Che malattia si intende con esattezza quando famigliarmente si parla di “ballo di San Vito” (e come ha preso questa denominazione)? Da cosa è provocata l’epilessia? Quali e quanti tipi di manifestazioni ha? E quanti tipi di schizofrenia ci sono? Altre cose interessanti e curiose: quale parte del cervello veniva nell’antichità identificato come “terzo occhio” (e perché)? E in quale parte del cervello risiede il piacere? Contemporaneamente, vengono sempre fatti riferimenti – il più delle volte nient’affatto superficiali – all’evoluzione degli esseri viventi e dell’uomo; che rapporto c’è, ancora, per esempio, tra grandezza del cervello e sviluppo dell’intelligenza?

Da ultimo vengono affrontati quegli argomenti che oggi verrebbero definiti “di frontiera”, riguardanti i comportamenti superiori dell’essere umano e ciò che lo differenzia dalle bestie: il linguaggio articolato e la capacità di memoria a lungo termine. E, parlando appunto di memoria la tendenza già iniziata a quell’epoca di vedere il cervello come un elaboratore di informazioni e di contemplare la possibilità di riprodurlo pervenendo alla cosiddetta “Intelligenza Artificiale”. Ma questa è un’altra storia che procederà con altri nomi di noti scienziati come John Searle e Marvin Minsky.

Il volume è naturalmente datato. E lo si nota quando Asimov parla dell’EEG (ElettroEncefaloGramma) come sistema per osservare l’attività elettrica cerebrale: attualmente si può disporre di altri strumenti ben più potenti (TAC, Tomografia Assiale Computerizzata). Ciò nonostante la lettura rimane affascinante, piacevole e sorprendentemente ricca di dettagli. Di divulgatori scientifici viventi ce ne sono più di qualcuno e anche molto bravi ed avvincenti; ma pari ad Isaac Asimov per correttezza scientifica, efficacia e capacità d’intrattenimento, temo che egli sia stato e sia unico e insuperato.

  • http://wdsucks.altervista.org Izzy

    Ho molto apprezzato “Il collasso dell’universo”. Devo leggere entro poco (spero) “Il libro di fisica”. Asimov è davvero bravo nel riuscire a spiegare la scienza in modo divertente e comprensibile anche a chi non è del settore.

  • http://wdsucks.altervista.org Izzy

    Ho molto apprezzato “Il collasso dell’universo”. Devo leggere entro poco (spero) “Il libro di fisica”. Asimov è davvero bravo nel riuscire a spiegare la scienza in modo divertente e comprensibile anche a chi non è del settore.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    @ Izzy:
    Il libro di Fisica e Il libro di Biologia sono ovviamente dei libri straordinari anche se purtroppo ormai datati. E proprio per questa ragione non li ho comprati. Mentre, rimane pur sempre molto interessante Le parole della Scienza, un dizionario che ti fa anmche la storia dei concetti scientifici di un certo lemma scientifico.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    @ Izzy:
    Il libro di Fisica e Il libro di Biologia sono ovviamente dei libri straordinari anche se purtroppo ormai datati. E proprio per questa ragione non li ho comprati. Mentre, rimane pur sempre molto interessante Le parole della Scienza, un dizionario che ti fa anmche la storia dei concetti scientifici di un certo lemma scientifico.

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