Il Cane – manuale d’istruzioni, Brunner e Stall

Scritto da: il 19.12.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Il cane, manuale d'istruzioni - David Brunner e Sam StallDa un’idea molto originale nasce una serie di volumetti di istruzioni per l’uso, da quello per lo sposo fino a questo, Il cane – manuale d’istruzioni, interamente dedicato alla “corretta installazione e manutenzione” del cane, appunto.

Potrebbe forse essere controproducente paragonare un cane ad un oggetto tecnologico, correndo quindi il rischio di reificarlo, ma il piglio ironico della scrittura non lascia adito a dubbi sugli intenti.

L’obiettivo è far sorridere e, al contempo, dare dei piccoli suggerimenti a chi si trovi a voler o dover fare i conti con un discendente del canis lupus. Come vedremo non tutti sono consigli sensati o corretti e certamente, per chi volesse “fare sul serio” esistono libri ben più utili e precisi.

Nelle parti meramente descrittive degli standard e delle tipologie nulla da eccepire: con brevi e curiose descrizioni gli autori riescono a cogliere i tratti principali dei diversi standard, consigliando al contempo agli aspiranti cinofili quale sia il più adatto. E qui arriva il primo “errore”: si parla di riportare indietro il cane. Ora, il cane non è un ipod, e non esiste una logica che permetta di dire “è difettoso”: anzi, a meno di cani affetti da gravissime tare genetiche mentali, generalmente è il padrone ad essere difettoso. Avallare questo modo di pensare significa per me legittimare in qualche modo chi abbandona i cani (per i più svariati motivi). Prendere un cane non è un atto volitivo, ma una responsabilità.

L’altra stranezza, per me, è il collare/recinto elettrico, fatto di confini invisibili che, quando violati, mandano un segnale al collare per dare una scossa al cane. Parlando con alcuni addestratori ho ricevuto la seguente spiegazione: il collare elettrico è uno strumento utilizzato per lo più da alcuni addestratori specialisti e che non dovrebbe mai essere affidato a una persona che non sia più che professionista. Sbagliando la regolazione o utilizzandolo troppo di frequente si rischia di causare danni anche gravissimi al proprio cane. Consigliarlo quindi in un manuale per principianti non è una grande idea.

Utilissimo invece il prontuario dei sintomi con cui si identificano facilmente le principali e più diffuse malattie canine, per poi decidere se sia qualcosa di tranquillamente risolvibile o se sia necessario consultare un veterinario.

La veste grafica è accattivante, così come le illustrazioni in pieno stile libretto d’assemblaggio. Nota negativa, purtroppo, è la legatura: già a metà lettura la copertina si è staccata, lasciandomi interdetta; sembra quasi che i sedicesimi non siano stati pressati prima di essere passati alla brossuratrice.

Un libro consigliato ai non-principianti, checché dica la copertina, e da consultare sempre cum grano salis.

  • luca

    non’è questione di pressatura è,che l’utilizzo della brossura cucita con colla hot-melt è ormai obsoleto e di scarsa qualità

  • luca

    non’è questione di pressatura è,che l’utilizzo della brossura cucita con colla hot-melt è ormai obsoleto e di scarsa qualità

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Grazie mille luca per la precisazione tecnica. C’è sempre da imparare!

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Grazie mille luca per la precisazione tecnica. C’è sempre da imparare!

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