I linguaggi del fumetto, Barbieri

Scritto da: il 05.12.08
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

I linguaggi del fumetto, Daniele BarbieriÈ bene dirlo subito: è un libro che lessi molti anni fa, d’estate. Mi entusiasmò a tal punto che lo studiai proprio, Perché mi aprì delle prospettive di lettura di cui mai avevo sospettato l’esistenza.

Daniele Barbieri, infatti, in questo suo saggio, I linguaggi del fumetto, analizza il fumetto non soltanto in sé, come prodotto grafico, prendendo in esame gli strumenti e le tecniche per realizzare il segno e il disegno ma rapportandolo poi con altre arti visive e non.

In ogni caso e modo, narrative quali la fotografia, il cinema, la poesia e la musica, il teatro. Il fumetto prende un po’ da tutte queste espressioni artistiche con cui l’uomo sostanzialmente narra, racconta.

Una delle differenze più richieste è proprio quella tra illustrazione e fumetto:la prima si limita a mostrare una scena di una storia, il secondo quella storia la racconta, con tutti i trucchi e gli espedienti necessari per dare fisicità al sonoro, alla parola, allo stesso movimento e, direi quasi, al pensiero. Questi sono I linguaggi del fumetto.

Dopo la lettura di questo libro, i fumetti – specialmente quelli d’autore  (ma non solo) – appaiono sotto una luce nuova, si è più preparati per apprezzarli avendo acquisito gli strumenti e la consapevolezza per comprenderli meglio; comprendere meglio la tecnica narrativa ma anche quella grafica che la rende più o meno intensamente efficace. Per comprendere, al contempo, anche lo stile che caratterizza un autore.

Pur essendo un saggio che affronta questioni sovente piuttosto tecniche, I linguaggi del fumetto, è esposto in uno stile comprensibilissimo e piacevole. Non saprei se sia stato ristampato o l’autore ne abbia scritto un’edizione più aggiornata. E’ in ogni caso da leggere da parte degli appassionati di fumetti e non.

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