Giornata mondiale del Taijiquan

Scritto da: il 26.04.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @FeltrinelliDal 1999 l’ultimo sabato di aprile è dedicato al Tai Chi e Qi Gong, evento riconosciuto dalla Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni unite (UNWHO) per la partecipazione al’iniziativa “Move for Health”. In occasione di questa giornata le scuole presenti nei sessanta paesi aderenti promuoveranno e illustreranno la pratica del Tai Chi Chuan e del Qi Gong con dimostrazioni in centinaia di città anche in Italia.

Distante dagli usi occidentali di “ginnastica”, il Tai Chi è, prima ancora che un’arte marziale, una filosofia. Indubbiamente non è facile concepire una forma di esercizio fisico che attenga più allo spirito che al corpo, e senza una guida esperta si rischia di spazientirsi subito. Un valido punto di partenza, da leggere e meditare seguendo le lezioni, sono i Tredici saggi sul Tai Chi chuan del maestro Cheng Man Ch’ing, ottimo per i neofiti che non vogliano applicarsi al Taijiquan come mera attività sportiva. Non parlerò del libro in sé, poiché va meditato, quindi vissuto, parola per parola, pensando i pensieri di un altro; di pensieri vi offrirò i miei, sperando che vi spingano, anche solo per curiosità, ad avvicinarvi a questa disciplina.

Affascinata dalla cultura orientale, e spinta anche dal mio medico, l’anno scorso decisi di iniziare la pratica del Tai Chi. Ricordo ancora la mia prima lezione, l’incontro con il mio maestro, la diffidenza e la tensione. Ho quasi riso di quella concentrazione, per una forma di paura o di ritrosia. Dopo pochi minuti ero conquistata, scoprivo ad ogni attimo un aspetto nuovo di quel mio corpo che davo per scontato e pensavo di conoscere. Non è stato facile, e necessita di grande volontà e sorveglianza, il cambiamento dei paradigmi su cui avevo costruito ogni singolo gesto della mia vita, ma conto di riuscire a introiettare ciò che apprendo, con tempo e pazienza, e renderlo abitudine di vita.

Io non so se il Tai Chi sia medicina, fede o filosofia. Quel che mi pare certo è che, nel trambusto della mia vita, ha portato equilibrio. E non è poco.

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