Oggi mi permetto, data l’atmosfera festiva, un post pragmatico e prosaico, su un libello di cucina, Brunch all’aperto, a cura della stessa redazione della rivista “La cucina italiana”. Stavolta non si tratta di cibo per la mente, bensì di cibo vero e proprio.
Brunch è una crasi dei due termini britannici breakfast e lunch; effettivamente la crasi non è solo linguistica ma anche materiale, dato che il brunch si pone come una via di mezzo, tutta estiva, tra i due pasti, unendo sapientemente dolce e salato.
In genere a ferragosto si va in gita con amici e/o parenti, e ci si affida al classico menu delle scampagnate, dal panino con la cotoletta ai vari finger food. In questo piccolo volume troverete invece delle idee insolite, per pranzare all’aria aperta senza rinunciare ai piaceri della buona tavola.
Per il 15 agosto, a mio avviso, il brunch sembra il tipo di pasto più appropriato, un allegro spuntino campagnolo non tanto leggero da lasciare i morsi della fame, né tanto pesante da annebbiare i sensi e impedire un po’ di sano moto.
Le ricette non sono troppo laboriose e hanno tempi moderati, dai 15 ai 30 minuti, solo qualche caso sporadico raggiunge l’ora di preparazione. In più il manuale percorre un ideale pranzo “a sacco”, con piatti diversi e senza tralasciare i dolci.
L’aspetto grafico non è curatissimo, ma i testi delle ricette sono esaustivi e i passaggi molto semplici, per cui vi consiglio di cimentarvi, come me, e godervi cibo, passeggiate e compagnia per la giornata di festa di domani.
Lascia un Commento