Dizionario degli istituti anomali nel mondo, Albani

Scritto da: il 28.09.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

dizionario istituti anomaliSpesso gli esseri umani ci stupiscono per le loro trovate ingegnose, ma più spesso ancora per quelle assurde; tra queste anche un certo numero di associazioni, consorzi e simili che non si capisce bene cosa facciano in realtà. Fino a quando Paolo Albani non ha deciso di farne un elenco abbastanza esaustivo nel suo Dizionario degli istituti anomali nel mondo.

Organizzato in sezioni a seconda del tipo di istituto (accademie, fondazioni, musei, società e così via), il saggio raccoglie i casi più singolari di associazioni umane, sia fisicamente esistenti sia create dalla fantasia degli scrittori, fornendo la descrizione delle attività insieme a  estratti della storia di ognuna.

Si viene così a scoprire di un Istituto dell’Aeropatatina, che si è seriamente occupato di provare le proprietà aerodinamiche delle patatine compiendo per anni ricerche scientifiche. Insomma, una cosa da annali dell’Improbable research, con tanto di acceleratore di Pringles.

O ancora, sempre meglio, l’interessantissima Ditta Lalande, che con i suoi reparti standardizzati aveva creato una filiera per la produzione industriale del romanzo, con i reparti trame, personaggi, accidenti e figure di collegamento. Curiosamente buona parte dei lavoratori citati sono donne.

Quali siano reali e quali immaginarie, di queste società, è difficile a dirsi: un po’ per le fonti da cui attinge l’autore, un po’ per la voglia di pensare che le azioni umane siano sempre coerenti e organizzate, è difficile credere che alcuni gruppi possano esistere concretamente. Ciononostante è divertente leggerli tutti ed esplorare quanto le persone possano stupirci, alcuni con la loro estrema ironia e portata farsesca, altri con la loro serietà, altrettanto estrema e farsesca.

Poco da dire sulla scrittura, che è lineare e analitica come dovrebbe. Un po’ farraginosa, invece, la divisione tra i vari enti, tante volte non chiarissima e con rimandi interni leggermente caotici: da un dizionario mi aspettavo una struttura più chiara e uniforme.

Un buon elenco da spulciare per capire che, per quanto strampalata sia un’idea, qualcuno ha già fatto di peggio.

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