Dio ride – L’ebreo che ride, Ovadia

Scritto da: il 29.05.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

copertina @Einaudi“Dio ride.
Ed essendosi sconsideratamente eletti come suo popolo, gli ebrei non possono che ridere di se stessi.”

Così viene presentato L’ebreo che ride, in riedizione proprio quest’anno, un agile volumetto sul witz, lo spirito che permea la cultura ebraica ed in particolare yiddish. Non a caso il sottotitolo recita L’umorismo ebraico in otto lezioni e duecento storielle.

Un umorismo immediato ma al contempo difficile, che affonda nel nonsense, che deforma il reale rendendolo assurdo; un umorismo creato intorno a personaggi unici per cultura e ironia, caratteri che riescono a ridere del pogrom e del nazismo, delle persecuzioni storiche e di quelle attuali, del rifiuto altrui e proprio.

La raccolta di Ovadia colleziona e coglie i tratti salienti della cultura ebraica, estrapolata dalla religione ma ad essa vincolata. Dagli studi talmudici, infatti, l’ebreo impara l’uso della dialettica, per poi estenderlo ed esasperarlo nel quotidiano, nella laicità.

Eccezionale la carrellata di “figure” tipiche ebree, dei luoghi e degli eventi visti da un’ottica tutt’altro che lugubre o vetero-testamentaria. La cultura ebraica si rivela viva, vitale e gioiosa, e fa sorridere.

Nota a margine, non per questo per me meno importante: mi ha seriamente aiutata distinguere fra le varie “branche” dell’ebraismo, dall’ortodossia al khassidismo. Può non sembrarlo, ma è un’impresa.

  • http://31ottobre.blogspot.com Glauco Silvestri

    Ciao, non ho trovato una mail x scrivervi, per cui, approfitto di questo spazio per chiedere se siete disponibili a valutare il mio libricino per una recensione.

    Sono un autore esordiente. Il mio libro si intitola 31 Ottobre, un thriller ambientato a Bologna.

  • http://31ottobre.blogspot.com Glauco Silvestri

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  • http://31ottobre.blogspot.com Glauco Silvestri

    PS.
    Ovviamente il libro, ve lo spedirei gratuitamente all’indirizzo che mi indicherete. :)

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    PS.
    Ovviamente il libro, ve lo spedirei gratuitamente all’indirizzo che mi indicherete. :)

  • Ignazio

    Per non dimenticare. Tre parole spesso collegate a ricordi e manifestazioni dell’ebraismo, ma soprattutto al momento più cupo.
    Lo spirito del popolo ebraico, ho imparato da questo libro, vuole ben altro e sicuramente non si è lasciato piegare nè dal turpe olocausto nè dall’altrettanto cruento e non meno sanguinario susseguirsi dei pogrom. Allora l’obiettivo non è effettivamente solo “non dimenticare”, l’attenzione si deve focalizzare sulla comprensione e la conoscenza.
    L’ebraismo, le sue figure, la sua vitalità e la sua follia nel corso della lettura sono mostrati tra le risate e l’incredulità e prendono le forme dei ricordi e delle immagini sia di film (woody allen), telefilm (crossing jordan e i simpson), nonchè della musica (Harry Belafonte – Hava Nagila).
    Il libro mi era stato prestato da un’amica, ma alla fine ho deciso di comprarne una copia perchè ne sono rimasto profondamente affascinato.
    Che dire di più oltre grazie a chi mi ha prestato il libro e a chi lo fa conoscere in giro?

  • Ignazio

    Per non dimenticare. Tre parole spesso collegate a ricordi e manifestazioni dell’ebraismo, ma soprattutto al momento più cupo.
    Lo spirito del popolo ebraico, ho imparato da questo libro, vuole ben altro e sicuramente non si è lasciato piegare nè dal turpe olocausto nè dall’altrettanto cruento e non meno sanguinario susseguirsi dei pogrom. Allora l’obiettivo non è effettivamente solo “non dimenticare”, l’attenzione si deve focalizzare sulla comprensione e la conoscenza.
    L’ebraismo, le sue figure, la sua vitalità e la sua follia nel corso della lettura sono mostrati tra le risate e l’incredulità e prendono le forme dei ricordi e delle immagini sia di film (woody allen), telefilm (crossing jordan e i simpson), nonchè della musica (Harry Belafonte – Hava Nagila).
    Il libro mi era stato prestato da un’amica, ma alla fine ho deciso di comprarne una copia perchè ne sono rimasto profondamente affascinato.
    Che dire di più oltre grazie a chi mi ha prestato il libro e a chi lo fa conoscere in giro?

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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