Cantautori italiani, 1973-1983, Bonanno

Scritto da: il 07.01.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Guccini“Nei testi di canzone sembra vi sia concentrata tutta la poesia possibile nel nostro tempo, come se essa vi esalasse l’ultimo o il penultimo respiro.” E se lo dice Manlio Sgalambro ci dev’essere del vero. Anzi lo sappiamo bene, noi che amiamo la canzone d’autore, quanto vero c’è in quelle parole. E di questo parla questo bel volume di Mario Bonanno, di parole in musica, anzi parole e musica fuse assieme in una particolare e nuova forma d’arte capace di raccontare la vita. Hai detto niente.

Cantautori italiani è infatti il ritratto di una stagione centrale per la canzone italiana, il decennio 1973 – 1983, ovvero il periodo di massima maturazione e affermazione della generazione dei grandi cantautori, dopo il proto-cantautorato dell’era Tenco e prima del cosiddetto “riflusso” degli anni 80.

Ciascun capitolo del libro è dedicato ad un anno, introdotto da un breve quadro degli eventi socio-politici fondamentali, utili a inquadrare il contesto storico, e per ogni anno vengono presi in esame una quindicina di album, i più importanti. Non manca una discografia più esaustiva con brevi note a completare il prima e il dopo rispetto al decennio in questione, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Il risultato è un libro piuttosto completo che, anche se lungi dall’essere enciclopedico o esauriente, fornisce una guida essenziale ma validissima ad un fenomeno culturale ed artistico di così vaste proporzioni. Chiaramente Bonanno fa le sue scelte e quindi qualche lettore potrebbe meravigliarsi per esclusioni anche illustri. Se non mancano infatti i giganti riconosciuti, i De André, i Gaber, i Guccini, i De Gregori, i Battiato, non vi è invece traccia alcuna di Lucio Battisti. Tanto per dire.

Che però, con tutta probabilità, cantautore in senso stretto non può venire considerato. Al pari viene escluso Pino Daniele o comprensibilmente un più tardivo Zucchero, mentre piuttosto a sorpresa trova spazio (piccolo, ma lo trova) Claudio Baglioni. Oltre a una piccola schiera di Carneadi ormai dimenticati che l’autore ha il merito di riportare alle cronache e alla storia, oltre che alla conoscenza dei lettori contemporanei e di chi certi anni non li ha, per ragioni anagrafiche, vissuti in maniera diretta.

Il percorso fra tante figure di autori grandi, grandissimi e piccoli, così contestualizzato, è interessante e malgrado i limiti inevitabili (trecento pagine basterebbero a malapena per parlare di De André) funziona e risulta – a patto che interessi l’argomento – una lettura piuttosto agevole.

Peccato per i refusi che sono veramente tanti e frequenti ma quel che conta è che l’analisi è competente, piuttosto condivisibile e, soprattutto, sentita e appassionata. Come la musica di cui parla. Abbinarci un vino potrebbe risultare un poco forzato, però diciamo che sfogliarlo la sera con uno di questi album in sottofondo e un bicchierino di Pedro Ximenez non può essere sbagliato.

Commenti non consentiti

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple