Altre filosofie – Ayurveda, Vasant Lad

Scritto da: il 21.06.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @aNobiiQuale sia l’insondabile mistero che porta un essere umano ad entrare in erboristeria per comprare una tisana ed uscirne con dei libri meriterebbe almeno un paio di studi psicanalitici. Nel mio caso, beh, lo ritengo un abito mentale, e non lo contrasto. Così si spiega l’entrata nella mia libreria personale di Ayurveda, un piccolo trattato che argomenta nascita, storia e pratiche di questa medicina, fede e filosofia orientale.

Senza voler entrare nel merito della validità delle argomentazioni mediche, il testo è chiaro, ricco di informazioni e figure esplicative. Alcune difficoltà insorgono con l’uso e la pronuncia dei termini, ma sono dissipate dalle spiegazioni che, di volta in volta, l’autore fornisce.

Si legge piuttosto rapidamente; nell’impaginazione c’è ampio spazio per i propri appunti, considerazioni,  note o applicazioni personali. Notevole la considerazione, propria di tutte le filosofie/scienze orientali, che il corpo sia ben più che l’insieme delle sue manifestazioni, ovvero dei suoi sintomi.

Per il resto i rimedi, così come le anamnesi, mi sembrano quelli che avrebbe potuto fare mia nonna con la sua saggezza contadina: infusi, decotti, tisane, tutti volti a riequilibrare il corpo e lo spirito. Non male, per una civiltà, la nostra, in cui la somatizzazione dei propri sentimenti negativi porta con sé molte malattie. Tanto più reali perché originate nella mente.

Analizzando con cura si scopre che nessuna medicina “alternativa” si propone di curare il cancro, l’aids o le altre malattie moderne: sia il tao sia l’ayurveda hanno per obiettivo la salute come equilibrio energetico, privilegiando quindi una prevenzione; e questa prevenzione si basa sul ritarare il proprio stile di vita, concetto al quale la medicina occidentale è approdata con un paio di migliaia di anni di gap.

Il cibo, la meditazione e la regolarità delle abitudini sono infatti il fulcro intorno al quale ruota questo saggio. Ritengo che sia evidente l’assenza di qualsiasi pratica sciamanica, in favore di quanto lo stesso nostro buonsenso saprebbe dettarci, se solo lo ascoltassimo più spesso.

Credo possa essere utile leggerlo, senza aspettarsi di ricevere l’epifania, ma solo per rendere più ampio il proprio orizzonte, magari rimanendo comunque ancorati alla propria prospettiva.

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